«Scolmatori, nessun progetto dal Comune:
il problema viene scaricato sull’Atac»
CIVITANOVA - Dipende da noi aveva presentato un'interrogazione per sapere che tipo di interventi aveva intenzione di realizzare l'Ente per risolvere lo scarico a mare

Elisabetta Giorgini
«Manca un progetto serio, a rischio la balneazione ogni volta che piove, ma ci si vanta delle bandiere blu». Dipende da noi commenta così la risposta che il Comune di Civitanova ha fornito ad una interrogazione presentata sugli scolmatori sottolineando il problema dell’inquinamento in mare in occasione di forti piogge.
In caso di pioggia abbandonante infatti fuoriesce materiale dalle linee fognarie che versano sul fiume Chienti, sul fosso del Castellaro e sui fossi minori. Per l’attuazione automatica della normativa vigente si ha quindi l’obbligo di un divieto di balneazione preventivo che termina, solo dopo giorni, con gli accertamenti dell’Arpam.
«Più volte da parte dei gestori di stabilimenti balneari e delle associazioni ambientaliste l’amministrazione comunale è stata sollecitata a dare un quadro chiaro di tale problematica – afferma Elisabetta Giorgini di Dipende da noi – e a sviluppare un progetto per risolverla, mentre a tutt’oggi non si è registrato alcun reale interesse al riguardo da parte della partecipata Atac, come sembra trasparire anche dal quadro degli investimenti presentato.
La soluzione di una problematica così complessa dovrebbe prevedere interventi straordinari con investimenti ingenti da parte del comune e di Atac attraverso fondi da richiedere agli enti sovraordinati. Fino ad ora nulla si è pensato e fatto in questa città, diversamente da tante città europee tra cui, per esempio Rimini da Rimini che si è munita di una struttura con grandi vasche di accumulo dell’acqua durante le piogge. Il movimento “Dipende Da Noi” ha interpellato il sindaco e la risposta all’interrogazione, arrivata in forma scritta, risulta allarmante e sconcertante in quanto, nonostante il problema sia evidente e continuativo negli anni si rimanda tutto a una relazione del dirigente che evidenzia il problema all’Atac.
Non solo manca un serio progetto di intervento, ma la questione viene minimizzata e delegata alla sola municipalizzata. Chi si vanta delle bandiere Blu e Verde ha l’obbligo di impegnarsi a rispettare i criteri relativi alla protezione della natura e di salvaguardare la salute dei bagnanti, soprattutto dei bambini. Chiediamo di organizzare quanto prima un incontro pubblico di studio per conoscere i modelli virtuosi di intervento e dare il via a una strategia di risoluzione del problema».