Vernissage a Venezia per “Vis-à-Vis”
MACERATA - A Casa Exibart la presentazione della mostra che si aprirà il 28 giugno a Palazzo Buonaccorsi, che ripercorrerà la storia del ritratto dal Settecento ai giorni nostri con opere di tanti grandi artisti europei

Il gruppo di Exibart con l’assessora Katiuscia Cassetta e la visita a sorpresa di Alessandro Tosi, curatore della mostra dedicata a Luigi Bartolini a Urbino
In occasione della preview della 60° Esposizione internazionale d’arte di Venezia, a Casa Exibart (la rivista d’arte fino al 20 aprile diventa un luogo fisico, di incontro e dialogo), ospitata dalla Fondazione Marta Czok, Macerata Musei ha presentato ufficialmente la mostra “Vis-à-Vis”, che troverà posto a Palazzo Buonaccorsi dal 28 giugno 2024 al 12 gennaio 2025. Una riflessione inedita sulla ritrattistica settecentesca e contemporanea, a cura di Elsa Barbieri, Massimo Francucci e Giuliana Pascucci, con oltre 60 opere che accostano maestri del passato e artisti del presente, italiani e internazionali.
Un battesimo d’eccezione e molti consensi per il nuovo progetto espositivo di Macerata Musei, che nella prestigiosa vetrina di Venezia ha presentato il prestigioso evento culturale e d’arte che caratterizzerà la prossima stagione dei musei civici maceratesi, accolto con favore dalle maggiori testate nazionali. In mostra dialogano opere di autori settecenteschi, come Pier Leone Ghezzi, Sebastiano Ceccarini, Carlo Magini, artisti contemporanei come Evgeny Antufiev, Eduardo Arroyo, Matthew Attard, Luigi Bartolini, Joseph Beuys, Marco Cingolani, Michelangelo Consani, Fabrizio Cotognini, Enzo Cucchi, Thomas De Falco, Antony Gormley, Maggi Hambling, Diango Hernández, Leiko Ikemura, Jiri Kolar, Mark Manders, Annette Messager, Fulvio Morella, Roman Opalka, Laura Paoletti, Vettor Pisani, Carol Rama, David Reimondo, Klaus Rinke, Kiki Smith, insieme alle prestigiose collezioni del museo, in particolare autori del Novecento fra cui Nanda Vigo, Osvaldo Licini, Aligi Sassu, attraverso un percorso espositivo che si snoda lungo tutti i piani e le affascinanti sale di Palazzo Buonaccorsi. Un originale incontro artistico dal Settecento, il secolo d’oro della ritrattistica marchigiana, alla contemporaneità, che traccia le traiettorie di studio di quanto la percezione visiva – di un ritratto – sia frutto di un processo di selezione, integrazione e intuizione in cui intervengono, oltre alla facoltà visiva, il dato reale, la coscienza, l’adesione affettiva, la memoria individuale e la messa a fuoco morale.
Attraverso la selezione di opere esposte, la mostra di Macerata Musei si propone di dare conto sia dell’evoluzione del genere artistico del ritratto, sia di alcuni fra gli esemplari settecenteschi più importanti, vividi e a volte sorprendenti. Emergono così anche le diverse possibilità all’epoca affidate al pittore stesso, di caratterizzare la figura con l’ambiente circostante, di inserire elementi che richiamassero il ruolo sociale e le passioni del soggetto ritratto, tanto quanto la profondità della lettura psicologica, che dipendeva spesso anche dal livello di confidenza che legava l’artista all’effigiato.