«Modello nozionistico di scuole e università,
compensi ingiusti rispetto al lavoro richiesto:
quale felicità per i giovani?»
ANALISI - E' quanto risulta dal questionario realizzato nell'ambito del progetto Neet.less, rivolto a giovani che vivono nelle Marche. E' stato costruito dal gruppo di ricerca dell’università di Macerata supervisionato dalla professoressa Paola Nicolini. Già 600 le risposte. Ecco come aderire
Supera la soglia delle 600 risposte il questionario del progetto Neet.less, rivolto a giovani che vivono nelle Marche.
Il questionario – volto a rilevare percezioni, opinioni e comportamenti riguardo al fenomeno dei Neet e ad ascoltare le voci di chi è o potrebbe trovarsi in questa condizione – è stato costruito dal gruppo di ricerca dell’università di Macerata supervisionato dalla professoressa Paola Nicolini, a seguito di un accurato lavoro di desk research e di un confronto con i partner di progetto, tra i quali i comuni di Macerata e Recanati, in collaborazione con enti, associazioni e realtà che si trovano a contatto con la fascia di età target di progetto (15-35 anni) e/o si occupano di informazione, formazione e/o mondo del lavoro.
«Si conferma – scrivono Benedetta Smargiassi e Marta Campanelli (gruppo di ricerca UniMc) – una maggiore partecipazione al sondaggio da parte di persone di genere femminile (70.1% dei/delle rispondenti), mentre risulta diffusa la partecipazione tra le città marchigiane. La maggior parte dei e delle rispondenti dichiara di svolgere come principale attività quella di studio (81,4%), e tra tutte le compilazioni il 33,2% dichiara di non conoscere le opportunità offerte ai giovani, quali corsi di formazione, borse lavoro, tirocini o servizio civile. Ugualmente, il 76% dice di non aver mai avuto contatti con i Centri per l’Impiego (Ciof), sportelli orientamento, Eures o Informagiovani, e il 67,1% non è a conoscenza che Neet sia la a sigla utilizzata per indicare a livello europeo i giovani che non lavorano, non studiano e non frequentano alcun percorso formativo.
Ai e alle loro coetanei/e che si trovano in questa condizione, chi ha risposto al questionario consiglierebbe per la maggior parte di darsi da fare (25,9%), rivolgersi al Centro per l’Impiego (16,9%), trovare offerte di lavoro (16,6%), oppure rivolgersi ad un/a esperto/a di orientamento (15,8%). Quando si esplora la probabilità di trovarsi in futuro ad essere Neet poco distanti sono le percentuali delle risposte di coloro che credono che non si troveranno in questa condizione (43,6%), e coloro che affermano potrebbe accadere loro (45,7%). In ogni caso, quando viene chiesto di pensare al loro stato emotivo se ciò dovesse accadere, più della metà di esse/i dichiara che ne sarebbe spaventata/o».
Dall’analisi emergono anche opinioni espresse in maniera libera: «Alcuni/e giovani – proseguono Smargiassie Campanelli – riferiscono un parere critico sull’attuale modello nozionistico e competitivo di scuole e università, sull’attuale configurazione del mondo del lavoro, e ritengono ingiusta la differenza di compenso offerto rispetto al lavoro richiesto e alle competenze da loro offerte. Infine, si trovano in disaccordo nei confronti delle narrazioni che li/le dipingono come stupidi/e e svogliati/e».

La professoressa Paola Nicolini
Maggiormente presenti al momento le fasce più giovani del target (15-35 anni). «Sono dati provvisori – dichiara la professoressa Paola Nicolini – perché il campione dei rispondenti è ancora piccolo, ma le linee di tendenza si intravedono e tendono a consolidarsi via via che il numero dei partecipanti alla ricerca cresce. Il nostro obiettivo è arrivare almeno a mille risposte».
Il lavoro di ricerca prosegue con l’obiettivo di intercettare un sempre più vasto e diversificato campione tra le fasce di età di progetto, al fine di poter meglio comprendere le specificità dei loro bisogni. Il gruppo di lavoro è già all’opera per la costruzione, nelle successive fasi del progetto, di iniziative e azioni mirate, progettate sulla base di indicazioni provenienti da ricerche affini e anche sull’intercettazione delle necessità e inclinazioni che emergono dalla lettura dei questionari.
Il gruppo di ricerca invita sempre più giovani a partecipare alla rilevazione, che raccoglie i dati in maniera aggregata e completamente anonima, cliccando sul link o usufruendo del QR code. Ogni risposta aiuta ad avvicinarsi con sempre maggiore precisione alla situazione locale del fenomeno Neet.

Auguro ai giovani di trovare un lavoro creativo e il più possibile vicino alle loro aspirazioni.No all’eccessivo nozionismo e selezione nella scuola ma spero che non si torni alle autogestioni e al sei politico come nel “68. Del resto anche Gramsci diceva che lo studio è faticoso ed è un processo di adattamento che si acquisisce con lo sforzo ,la noia e anche la sofferenza .