«Preso a sprangate nell’orto»,
71enne condannato per lesioni
CIVITANOVA - Un 86enne era rimasto ricoverato per due settimane. Oggi si è svolto il processo con rito abbreviato davanti al gup. Quattro anni e sei mesi per l'uomo accusato dell'aggressione. Due anni e due mesi per stalking all'ex convivente dell'anziano
Uomo di 86 anni preso a sprangate mentre era nell’orto, questa l’accusa per un 71enne che oggi è stato condannato, per lesioni personali, a 4 anni e sei mesi dal gup del tribunale di Macerata. Condannata, per stalking, la ex convivente dell’86enne: 2 anni e due mesi. Il processo si è svolto con rito abbreviato davanti al giudice Claudio Bonifazi. I fatti contestati sono avvenuti a Civitanova. Alle 5 del mattino del 3 agosto scorso l’86enne (parte civile al processo, assistito dall’avvocato Francesco Governatori), era andato in contrata Grazie, a Civitanova, per innaffiare l’orto nella sua casa di campagna. Lì Carmelo Cultraro, 71 anni, di Niscemi, lo avrebbe raggiunto e colpito ripetutamente con una spranga lasciandolo tramortito. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Rosanna Buccini, l’anziano se l’era cavata perché Cultraro se n’era andato credendolo morto. L’86enne si era ripreso ed era riuscito ad andare al pronto soccorso di Civitanova con l’auto. Dopo l’aggressione era rimasto ricoverato per due settimane in ospedale e poi era stato trasferito alla clinica Villa dei Pini di Civitanova.
L’anziano aveva riportato 30 giorni di prognosi. Oggi il gup ha derubricato l’accusa di tentato omicidio, che veniva contestata a Cultraro, in quella di lesioni.

L’avvocato Tiziano Luzi
Sempre secondo l’accusa l’aggressore conosceva l’86enne attraverso G. L., 59 anni, di Napoli. La donna, dice l’accusa, dopo aver intrapreso una relazione con l’anziano, che era vedovo, la avrebbe sfruttato economicamente l’uomo. Sarebbe diventata via via più aggressiva chiedendo all’uomo denaro per fare benzina o per la spesa, nonostante – continua l’accusa – i soldi avuti dall’anziano spontaneamente e nonostante il canone di locazione di 400 euro che la donna riscuoteva per l’affitto di un immobile dell’anziano. Sempre secondo l’accusa si sarebbe approfittata delle condizioni economiche dell’uomo, che possedeva diversi immobili e un po’ di soldi, e lo avrebbe sollecitato a vendere, molestandolo, la casa in campagna in contrada Grazie, allo scopo di fargli acquistare con il ricavato un appartamento in centro da intestare a lei. L’uomo si era rifiutato e la donna a quel punto lo avrebbe costretto a una vita di umiliazioni e paura e lo avrebbe minacciato che ci sarebbero state ritorsioni se non gli avesse lasciato i suoi beni. Sempre secondo l’accusa la donna si sarebbe appropriata di tutti gli oggetti preziosi, sia dell’anziano che della sua defunta moglie, e li avrebbe venduti. E sarebbe riuscita in questo, prosegue l’accusa, grazie all’amicizia con Cultraro. Poi c’era stato l’episodio dell’aggressione nell’orto e quando l’anziano era tornato a casa dopo la lunga degenza, la donna avrebbe detto, riferendosi a Cultraro «ma guarda sto stupido non si è messo neanche niente in faccia». I fatti contestati alla donna sarebbero avvenuti dal 2020 fino all’agosto 2023. Delle indagini se n’erano occupati i poliziotti del commissariato di Civitanova. Gli imputati sono difesi dall’avvocato Tiziano Luzi.
(Gian. Gin)