Preso a sprangate nell’orto,
71enne nei guai per tentato omicidio.
Accusata di stalking la ex convivente
CIVITANOVA - Oggi si è svolta l'udienza preliminare al tribunale di Macerata. La difesa ha chiesto di fare il processo con rito abbreviato. Un uomo di 86 anni era stato aggredito in contrada Le Grazie e lasciato tramortito. Era riuscito ad andare in ospedale dove era rimasto ricoverato per due settimane. Il presunto aggressore conosceva la donna con cui l'uomo, vedovo, aveva una relazione e che è accusata di aver cercato di sfruttare economicamente l'anziano

di Gianluca Ginella
Preso a sprangate mentre era nell’orto ad innaffiare, sotto accusa dal gup del tribunale di Macerata, per tentato omicidio, il presunto aggressore. Nei guai (per stalking) anche una donna che aveva una relazione con lui e che è anche lei imputata dal gup. Per entrambi il processo, come chiesto oggi dalla difesa, si svolgerà con rito abbreviato (prossima udienza il 28 febbraio). I fatti sono avvenuti a Civitanova.
Alle 5 del mattino del 3 agosto scorso un uomo di 86 anni, era andato in contrata Grazie, a Civitanova, per innaffiare l’orto nella sua casa di campagna. Lì Carmelo Cultraro, 71 anni, di Niscemi, lo avrebbe raggiunto e colpito ripetutamente con una spranga lasciandolo tramortito. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Enrico Barbieri, l’anziano se l’era cavata perché Cultraro se n’era andato credendolo morto. L’86enne si era ripreso ed era riuscito ad andare al pronto soccorso di Civitanova con l’auto. Dopo l’aggressione era rimasto ricoverato per due settimane in ospedale e poi era stato trasferito alla clinica Villa dei Pini di Civitanova.
L’anziano aveva riportato 30 giorni di prognosi. Per l’accusa i colpi inferti e l’arma usata erano idonei a causare la morte dell’anziano. Sempre secondo l’accusa l’aggressore conosceva l’86enne attraverso G.L., 59 anni, di Napoli. La donna è accusata di stalking.
Secondo l’accusa, dopo aver intrapreso una relazione con l’anziano, che era vedovo, la 59enne avrebbe sfruttato economicamente l’uomo. Secondo l’accusa, la donna sarebbe diventata via via più aggressiva chiedendo all’uomo denaro per fare benzina o per la spesa, nonostante – continua l’accusa – i soldi avuti dall’anziano spontaneamente e nonostante il canone di locazione di 400 euro che la donna riscuoteva per l’affitto di un immobile dell’anziano. Sempre secondo l’accusa si sarebbe approfittata delle condizioni economiche dell’uomo, che possedeva diversi immobili e un po’ di soldi, e lo avrebbe sollecitato a vendere, molestandolo, la casa in campagna in contrada Grazie, allo scopo di fargli acquistare con il ricavato un appartamento in centro da intestare a lei. L’uomo si era rifiutato e la donna a quel punto lo avrebbe costretto a una vita di umiliazioni e paura e lo avrebbe minacciato che ci sarebbero state ritorsioni se non gli avesse lasciato i suoi beni. Sempre secondo l’accusa la donna si sarebbe appropriata di tutti gli oggetti preziosi, sia dell’anziano che della sua defunta moglie, e li avrebbe venduti tenendo per sé il denaro. E sarebbe riuscita in questo, prosegue l’accusa, grazie all’amicizia con Cultraro. L’accusa cita poi un episodio in cui Cultraro sarebbe entrato, grazie alla donna, nella casa dell’86enne, nella primavera scorsa, e lo avrebbe minacciato di picchiarlo. Poi c’era stato l’episodio del tentato omicidio e quando l’anziano era tornato a casa dopo la lunga degenza, la donna avrebbe detto, riferendosi a Cultraro «ma guarda sto stupido non si è messo neanche niente in faccia». I fatti contestati alla donna sarebbero avvenuti dal 2020 fino all’agosto 2023. L’anziano, che oggi si è costituto parte civile, assistito dall’avvocato Francesco Governatori, aveva fatto denuncia. Oggi il giudice Claudio Bonifazi ha accolto le richieste della difesa dei due imputati (assistiti dall’avvocato Tiziano Luzi) e rinviato l’udienza al 28 febbraio per fare il processo con rito abbreviato.