Missioni militari di pace,
l’esperienza del colonnello Contardi
MACERATA - La conferenza si svolgerà questa sera nell'ambito della conviviale del Rotary e vedrà protagonista il socio, recentemente entrato a far parte del club e ideatore del monumento ai martiri delle foibe

L’inaugurazione del monumento ai martiri delle foibe
Le missioni militari internazionali saranno oggetto della conferenza “Kfor – Joint Enterprises” che questa sera (lunedì 19 febbraio) animerà la conviviale del Rotary Club Macerata. Protagonista sarà il colonnello dell’esercito Marco Maria Contardi, socio recentemente entrato a far parte del Club.
»Impegnato anche in missioni all’estero – si legge in una nota del Rotary – durante la sua carriera militare, in particolare nell’ambito della Missione Nato “Joint Enterprise” nel teatro di operazioni nel Kosovo, il rotariano Contardi, è un’acquisizione molto strategica per il club, nel quale porta una visione geopolitica allargata e una esperienza di servizio per la pace importante». Questa sera, a partire dalla sua esperienza vissuta direttamente, illustrerà la presenza di missioni militari internazionali di pace, umanitarie e di stabilizzazione nei Balcani che hanno avuto inizio nel 1991 al fine di attenuare i conflitti determinati dal processo di disgregazione della Repubblica iugoslava e dalla costituzione degli Stati nazionali, a governare le crisi e ad arginare le conseguenze di carattere umanitario.
Il colonnello Contardi è anche l’ideatore del monumento dedicato ai martiri delle foibe: un tributo alla Memoria inaugurato nei giorni scorsi a Macerata. «Il progetto del monumento – spiega il Rortary – è stato curato con grande attenzione al dettaglio con l’obiettivo di rappresentare la memoria e la dignità delle vittime del martirio. Le sue dimensioni non sono state scelte a caso, bensì con l’intento di rispecchiare l’importanza e la sacralità del tema trattato. Pertanto il progettista ha fatto volutamente uso del un “rettangolo aureo”, una sezione artistica in uso sin dall’antichità per le sue proporzioni ideali, che si ritrova in varie forme d’arte e architettura e incarna armonia e simmetria. Al centro di questo rettangolo in sezione aurea è riportata la sezione longitudinale di una foiba, una ferita aperta nella storia italiana che qui è simboleggiata dalla bandiera italiana squarciata verticalmente. Questa rappresentazione visiva evoca il dramma delle foibe (grandi inghiottitoi carsici così chiamati in Venezia Giulia), dove l’Italia stessa è stata gettata con violenza e, soprattutto, rappresenta la ferita inflitta alla nostra Patria. I colori e le dimensioni della bandiera riportati sul monumento non sono stati scelti a caso, ma rispettano fedelmente le prescrizioni governative, conferendogli un’autenticità e una coerenza straordinarie. Il rosso della bandiera, che si trasforma nel sangue dei martiri sul fondo delle foibe, bagna idealmente il basamento del monumento, realizzato in pietra d’Istria. Questa scelta non è casuale, ma intenzionale, poiché simboleggia il legame profondo con la terra d’Istria, amata e martoriata. Il rosso, che nella simbologia della bandiera rappresenta anche l’amore, aggiunge un significato ancora più profondo a questo monumento dalla forte carica emozionale. Dietro la sezione della foiba un vetro stratificato e satinato diffonde un fascio di luce ascendente a richiamo della gloria dei martiri che si innalza verso il cielo. Questa luce riflette anche la speranza e la resilienza di coloro che hanno sacrificato la propria vita per la libertà e la giustizia. Il sito e l’orientamento del monumento sono stati scelti con cura dal Comune, il quale ha individuato un luogo che consente anche di intravedere il Mare Adriatico in direzione dell’Istria. Questa scelta geografica aggiunge un ulteriore spessore di significato al monumento, collegando il passato doloroso al presente e al futuro. Inaugurato il 10 febbraio 2024 con una cerimonia toccante e partecipata dal Club rotariano e dalla comunità cittadina tutta, questo monumento si erge come un tributo tangibile alla memoria dei martiri delle foibe ed è un vigoroso monito contro l’oblio. Esso è per la comunità un luogo di riflessione, di onore e di impegno affinché le tragedie del passato non vengano mai dimenticate e non si ripetano mai più».
Macerata onora le vittime delle foibe, inaugurato il nuovo monumento
Mi piace ricordare che il Colonnello Marco Maria Contardi è un mio concittadino di Corridonia. Che poi riuscisse ad esprimere con un’opera monumentale la memoria delle orrende e disumane foibe – taciute da decenni per non “offendere” il Governo jugoslavo e i sostenitori di casa nostra – dimostra che non è solo un Colonnello dell’Esercito (dovrebbe indossare sempre la divisa, portata con onore in una zona dal grilletto facile), ma pure un commentatore con il simbolismo artistico.