“Israele e Palestina: la pace possibile”
UNIMC - Mercoledì 21 febbraio alle 17 in biblioteca il secondo degli incontri di approfondimento sul conflitto in Medio Oriente con l’orientalista e rettore di Napoli l’Orientale Roberto Tottoli e la ricercatrice Maria Chiara Rioli

Roberto Tottoli
Nuovo appuntamento, mercoledì 21 febbraio alle 17 nella Sala Sbriccoli della Biblioteca didattica di Ateneo Casb in Piazza Oberdan, 4, con il ciclo di incontri “Il conflitto israeliano-palestinese”, organizzato dall’Università di Macerata per riflettere sul conflitto in atto in Medio Oriente.
A confrontarsi sul tema “Israele e Palestina: la pace possibile” sarà Roberto Tottoli – orientalista e attuale rettore dell’Università di Napoli L’Orientale, insignito nel 2015 del King Abdullah ibn Abdulaziz International Award per la traduzione in lingua italiana dell'”Al-Muwatta’. Manuale di legge islamica” e membro della International Qur’anic Studies Association – insieme a Maria Chiara Rioli, ricercatrice in storia contemporanea all’Università di Modena e Reggio Emilia, Marie Skłodowska-Curie Global Fellow nelle Università di Ca’ Foscari a Venezia e Fordhama New York dopo aver lavorato in Palestina/Israele e Francia. Gli incontri, tutti in presenza e aperti al pubblico, sono un’occasione preziosa per approfondire, da più punti di vista, radici storiche, sviluppi e aspetti del conflitto in atto in Medio Oriente.
Sarebbe davvero interessante capire quale forma di pace possa essere possibile dopo quello che è successo in questo nuovo olocausto. Dopo l’orrore che tutti abbiamo visto facendo finta di non vederlo
Se si vogliono comprendere i musulmani occorre prima studiare seriamente il Corano. Una seconda cosa da sapere è che gli Israeliani non porgeranno mai l’altra guancia. Soprattutto non permetteranno mai un “Secondo Olocausto”. E’ ciò che mi diceva l’addetto stampa dell’Ambasciata Israeliana di Roma, Mister Bonnet, (che frequentavo quando oro con il Fronte di Liberazione del Sud Sudan) quando, insieme al prof. Giorgio Giorgi dell’Università di Camerino, poi di Siena, sostenendo un po’ la posizione dei Palestinesi in armi, prospettavamo una sconfitta militare definitiva di Israele e la cancellazione fisica di Israele. Non sarà permesso un Secondo Olocausto… E a ciò ci penseranno gli Israeliani da soli… Ora vado alle vicende attuali.
Un gruppo guerrigliero di un fronte di liberazione del Sud Sudan, un gruppo terroristico come Hamas, i nostri Partigiani sui Sibillini, se non avessero avuto dalla loro parte una parte della popolazione, volente, o nolente, del Sud Sudan, di Gaza e dei montanari dei Sibillini, non avrebbero resistito più di un mese all’attacco dei soldati del governo del Sudan, dei soldati israeliani e delle truppe nazifasciste.
Ciò che mi rende dubbioso è come mai un Mossad, superiore alla CIA, secondo il nostro concittadino Tullio Moneta, comandante nel 5 Commando anglosassone in Congo, (che ebbe ragione dei ribelli Simba, ben armati dai Paesi dell’Est e con la consulenza di un Che Guevara, ma non appoggiati dalla popolazione congolese del Tanganika, e che successivamente sotto la copertura di “attore” Tullio fece parte dell'”intelligence” occidentale in funzione anti-sovietica), non abbia avuto informazioni sull’imminente attacco dei terroristi di Hamas, che hanno massacrato e rapito civili israeliani.
A chi serviva un massacro del genere con il rapimento di civili per poi fare scaturire una risposta israeliana contro Gaza, con il seguito di distruzione di città e di molte vittime civili (sostenitrici in parte di Hamas), e che non sappiamo come finirà?
E qui mi fermo.
Assange: L’obiettivo è una guerra senza fine, non una guerra di successo.