Il nuovo allestimento
del museo Palazzo Ricci,
incontro con il direttore Roberto Cresti
MACERATA - L'appuntamento in programma mercoledì alle 17 nell'ambito della rassegna "Incontri sull'arte e dintorni" organizzata dagli Amici di Palazzo Buonaccorsi

Roberto Cresti
E’ Roberto Cresti il protagonista dell’appuntamento, in programma mercoledì 21 febbraio alle 17, nell’ambito della rassegna “Incontri sull’arte e dintorni” organizzata dagli Amici di Palazzo Buonaccorsi.
«Si avrà l’opportunità di visitare il nuovo allestimento del museo Palazzo Ricci con il suo direttore artistico e ideatore del rinnovato percorso museale, il professor Roberto Cresti, che ha curato nei minimi dettagli, sala dopo sala, l’esatta e puntuale recente collocazione delle opere – si legge in una nota degli organizzatori – . Alcune assolutamente inedite scovate nei depositi del museo che così sono tornate a nuova vita alimentando con la loro aura la forza della narrazione dell’intera collezione che attraverso affinità elettive, cortocircuiti ma anche divergenze e rotture fa di queste opere documenti preziosi di contesti culturali e di storie scritte con il linguaggio delle arti visive.
Roberto Cresti insegna Storia dell’arte contemporanea e Storia delle arti del Novecento al dipartimento di studi umanistici dell’università di Macerata. Storico, teorico e critico d’arte è traduttore e autore di numerose pubblicazioni. Cura mostre e pubblica saggi su artisti, critici e movimenti artistici del XIX e del XX secolo ed è direttore artistico del museo Palazzo Ricci di Macerata.
E’ uno tra le migliori collezioni d’Arte del Novecento che ho visitato. Seppure non rimane aperta continuamente perché in effetti il Novecento non affascina, come affascina invece l’Arte che arriva al XVI secolo, per poi scendere con quella dei secoli successivi e crollare col Novecento. Magari sarà oggi diverso. Ma quando visitavo l’arte contemporanea dei Musei di Roma, Firenze, Milano e Bologna, vedevo il quasi vuoto di fronte al pienone dei musei d’arte rinascimentale.
Dico ciò in quanto a Corridonia l’attuale amministrazione vuole sfrattare la scuola media dal centro storico per portarci gli uffici comunali che sono nel palazzo del Ventennio, dove vorrebbe collocare un museo d’Arte Contemporanea, mettendoci il nostro benemerito ottocentista Sigismondo Martini (che sta ben collocato nel Palazzo Persichetti, che ancora è chiuso) ed un certo numero di artisti locali e provinciali. Sarebbe un fallimento prospettato.
Io ho consigliato di farci eventualmente un Museo dell’Arte del Ventennio, con opere in prestito, dato che anche sotto il Fascismo esistevano grandi Artisti. Ma la nostra Amministrazione attuale non brilla per coraggio, e quindi non farà qualcosa di “scandaloso” per attrarre i turisti incuriositi.
Già non hanno avuto il coraggio di dire che San Claudio è la Cappella Palatina di Carlo Magno e che quindi Aquisgrana è qui, con l’obiettivo di fare aumentare i 50 mila turisti di oggi ai 500 mila di domani. E tutto perché non si sono informati sulle scoperte di don Giovanni Carnevale in merito ai Franchi e a Carlo Magno, allineandosi con l’ignoranza di chi non vuole cambiare opinione interessata sulla Storia dei Carolingi qui nel Piceno.