Fabrizio Ciarapica e Manola Giornacci quando ancora erano in giunta insieme
di Laura Boccanera
Un coup de théâtre scuote la vicenda del ritiro delle deleghe a Manola Gironacci, ex assessora al turismo del comune di Civitanova. La Gironacci non si è mai tesserata con la Lega. Il motivo principale per il quale il sindaco Fabrizio Ciarapica in tutta fretta aveva revocato l’incarico alla componente della giunta, nominata in quota lista civica era proprio l’adesione al partito di Salvini, che però viene meno. A distanza di mesi infatti si scopre che quella tessera non è mai stata staccata. E questo potrebbe avere delle ripercussioni nella vicenda legale e nella richiesta di risarcimento che la Gironacci ha inoltrato verso il primo cittadino.
Ma ricostruiamo con ordine una vicenda tanto surreale quanto segnale dei tempi. Lo scorso 29 settembre in occasione della visita di Matteo Salvini a Macerata la deputata e segretaria regionale del Carroccio Giorgia Latini aveva annunciato l’ingresso nel partito di una serie di personalità politiche. Fra di esse anche Manola Gironacci, l’assessore di Civitanova nominata in quota lista civica del sindaco. La vicenda si inseriva inoltre in un momento politico in cui la Lega, anche a livello regionale, chiedeva un rimpasto delle deleghe, mentre a livello locale i leghisti cercavano un modo per avere maggior peso in giunta rispetto a Vince Civitanova e Fratelli d’Italia. Fatto sta che neanche 24 ore dopo l’annuncio, il sindaco con uno scarno comunicato aveva revocato le deleghe alla Gironacci. «Venuto meno il rapporto di fiducia», si era limitato a dire il primo cittadino. Un’insussistenza e insufficienza di motivazioni secondo la Gironacci che attraverso l’avvocato Pietro Siciliano ha poi presentato ricorso al Tar e chiesto anche un risarcimento danni. L’8 febbraio era attesa la sentenza, poi rinviato per un’integrazione presentata dal sindaco che è stata impugnata di nuovo dalla Gironacci.
Ora il colpo di scena: in realtà la Gironacci, seppur simpatizzante, non è mai entrata ufficialmente nella casa della Lega. Ma di sicuro questo non è un aspetto non di poco conto, sia a livello formale che sostanziale, viste le motivazioni con cui era stata messa alla porta dal sindaco.
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Nooo non e’ possibile!!
Dalla LEGA non c’è da meravigliarsi di nulla!!! Basta ascoltare il loro capo: un giorno dice una cosa il giorno dopo l’opposto,la dice sempre come gli fa comodo…
Ennesima dimostrazione di quanto, a qualsiasi livello, la classe dirigente italiana sia vomitevole.
Se vince l’assessora, al di là di motivi che forse tutto sommato poco interessano e al massimo mostrerà un altro dei tanti patetici episodi che danno una ben triste consapevolezza di questa amministrazione allungata, chi paga? Il comune, il sindaco a cui toglieranno come a tanti altri poveri disgraziati un quinto dello stipendio oppure sarà in grado di assolvere il debito? Questo per quando riguarda il grisbi. Per quello che invece sembra indicare una probabile illegittimità nell’esonerare l’assessore speriamo che magari venga fuori una qualsiasi motivazione per cui si possa sfiduciare il sindaco. Cosa che non potrà mai succedere visto che nonostante sia l’amministrazione più sfilacciata che ci si possa immaginare, c’è evidentemente qualcosa, e chissà che ” più forte dell’amore cit.”.