Campanella pianista e direttore,
applauditissimo con la Form

MACERATA - Il terzo appuntamento con l'orchestra marchigiana ha portato il Lauro Rossi nell'Austria di corte con un programma dedicato a Mozart, Weber e Schmann

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di Marco Ribechi

Dalle fredde lande russe al cuore pulsante dell’Europa di corte. Il terzo appuntamento della rassegna Sinfonica, che vede protagonista la splendida Orchestra Regionale delle Marche, ha continuato a traghettare il Lauro Rossi di Macerata, attraverso le sue Geografie Musicali, nei luoghi simbolo della musica classica. Ieri è stata la volta dell’Austria Imperiale con un programma che ha raccolto alcune tra le massime espressioni musicali a cavallo tra ‘700 e ‘800, tutte accomunate dal klavierabend che dava il titolo all’evento, ovvero la notte di pianoforte.

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Campanella dirige la Fom

Infatti, le varie composizioni presentate, hanno in comune la presenza preponderante dello strumento, suonato per l’occasione da un’ospite d’eccezione: il pianista e direttore d’orchestra Michele Campanella, uno dei massimi esperti della musica di Franz Liszt. Nella serata Campanella ha allo stesso tempo suonato il piano e diretto la Form mostrando, anche con i gesti, il dialogo tra il suo strumento e l’intera orchestra. Una danza quasi magica capace di accentuare in maniera ancora più evidente i vari momenti musicali, tutti affrontati con leggiadra maestria e totale coinvolgimento.

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Il cambio di meccanica del pianoforte

All’apertura il Concerto per pianoforte e orchestra n. 25 in do magg. K. 503 di Wolfgang Amadeus Mozart, una delle composizioni concertistiche del genio austriaco attraverso cui “il compositore portò a maturazione una nuova forma di dialogo musicale estremamente libera, ricca e articolata che, attraverso gli scambi tra il solista e l’orchestra, gli permise di dare corpo a una vera e propria drammaturgia musicale” (Cristiano Veroli). Nel n.25, ovvero il terzultimo della sua produzione, si apre alla sperimentazione, come si direbbe oggi, di unione tra più generi, quello sinfonico, quello cameristico e quello concertistico. Un brano dominato dall’imprevedibilità, dall’alternarsi di situazioni e colori che la splendida direzione d’orchestra ha saputo trasmettere in ogni istante. Merito anche di un pianoforte speciale, unico al mondo, come spiegherà lo stesso Campanella al termine della pausa, per soddisfare la curiosità dei presenti dopo aver assistito al cambio di meccanica. «Lo abbiamo trasformato con una modifica speciale proprio per questa occasione – dirà il Maestro – quindi è a tutti gli effetti unico. Ora con la nuova meccanica (ovvero il cambio di tutti i tasti) sentirete un suono totalmente diverso per le prossime due esecuzioni».

sinfonica-campanella-4-650x387Nel Konzertstück per pianoforte e orchestra in sol magg., Op. 92 di Robert Schumann si sente l’eredità mozartiana in particolare nella libertà espressiva del dialogo tra strumento e orchestra, intesa come esperienza filosofica quasi mistica. L’idea è quella di combinare gli elementi in un equilibrio molto libero, mutevole, capace di suscitare un susseguirsi di emozioni e sentimenti diversi ed evocativi, attraverso movimenti ascendenti e discendenti, rapidi o più distesi. Infine il Konzertstück per pianoforte e orchestra in fa min., Op. 79, J. 282 di Carl Maria von Weber vuole richiamare, come nella colonna sonora di un film, la storia di un crociato, costretto prima a lasciare la propria casa nello strazio per poi ritornarvi con fare gioioso al termine della battaglia. Qui è quindi percepibile la grande “teatralità” del suo comporre, capace di fargli assegnare il titolo di fondatore dell’opera nazionale tedesca. A distinguersi sono soprattutto le “atmosfere espressive preromantiche scaturite dalla fantasia di un temperamento ad un tempo angelico e demoniaco (Veroli)”. «Questo è il momento perfetto per Schubert» dirà Campanella dopo la richiesta insistente di bis perpetrata dal pubblico in sala attraverso scroscianti e incalzanti applausi. Così, a chiudere un’altra splendida notte, il “rapidissimo” Momento musicale Op94 N3.

Il prossimo appuntamento con la grande musica Sinfonica è previsto per il 10 febbraio con un concerto fuori abbonamento, “Il giro del mondo in un concerto” diretto da Pietro Consoloni con voce narrante di Daniele Vagnozzi. Si incontreranno composizioni di Rossini, Bizet, Boccherini, Mozart, Brahms, Haydn, Händel, Sibelius, Grieg, Čajkovskij, Joplin.

 

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