L’avvocato Giuseppe Bommarito
di Giuseppe Bommarito *
Il Rapporto Tossicodipendenze relative al 2022, appena reso noto dal Ministero della Salute, certifica che la cocaina in Italia è diventata la sostanza primaria d’abuso nel 38,5 per cento dei casi, superando l’eroina. Ciò combacia con l’aumento dei sequestri di cocaina del 2023, che ha subito a livello nazionale un forte incremento rispetto agli ultimi cinque anni, nonché con l’aumento delle morti per overdose da cocaina o crack, che nel 2022, secondo i dati ministeriali, hanno raggiunto in Italia il 22 per cento del totale. Dato molto preoccupante, peraltro notevolmente ed evidentemente sottostimato, dato che molte morti avvenute per infarto o ictus, in mancanza di autopsia non richiesta dai familiari per una sorta di malintesa “vergogna” (la paura dello stigma sociale), vengono classificate come morti “naturali” e non come morti da overdose, anche quando colpiscono soggetti cocainomani la cui tossicodipendenza è da tempo notoria.
A dimostrazione di ciò, basti pensare che le Marche, che anche in quest’ultimo anno si sono piazzate al secondo posto a livello nazionale come indice di mortalità da overdose (posizione che certo non ci fa onore), non registrano alcun morto per cocaina/crack, tutti i decessi risultando imputabili all’eroina o a mix di droghe e farmaci. Eppure, nella nostra regione, non solo sulla costa (dove il problema è enorme), la cocaina impazza. In particolare, sta dilagando negli ultimi tempi – e qui il discorso riguarda pure Macerata, specialmente per i consumi di stupefacenti nel giovedì “universitario”, che peraltro coinvolgono, come è noto, anche molti studenti minorenni – il crack, ricavato da cocaina di bassa qualità, riscaldata e mischiata con acqua e ammoniaca o bicarbonato di sodio, e poi filtrata per ottenere cristalli solidi.
Il risultato è una sostanza più concentrata della cocaina, con un effetto più veloce e più potente anche se meno duraturo (che spinge a ripetute assunzioni nel corso della giornata) e che costa dai 10 ai 20 euro a dose, frazionabile per effettuare più assunzioni, alla portata di tutti, anche dei più poveri. Spesso viene associata all’alcol, che prolunga la durata dello “sballo”. Si tratta di una sostanza molto pericolosa, a volte letale per l’uso ripetuto che se ne fa, che crea comunque una dipendenza rapida e compulsiva, frequentemente causa di reati correlati.
Il mercato maceratese della cocaina è di fatto gestito da una famiglia albanese di etnia rom, peraltro nota agli inquirenti, che si è spostata a Macerata e dintorni (dove, in pochi anni, è riuscita a capitalizzare molto, in denaro e in immobili, anche in terreni tra Civitanova e Porto Sant’Elpidio) proveniente dalla Lombardia ed opera, con la copertura di una ditta edile e con una sorta di divisione del lavoro.
Il più anziano della famiglia si sposta in bicicletta ed effettua consegne per svariati etti di sostanza a grossisti. I figli pensano chi all’approvvigionamento (che avviene in particolare a Milano, con stoccaggio in un appartamento a Civitanova), chi a creare squadre di spacciatori remunerati con stipendio fisso e in parte a percentuale, chi si occupa dell’ambiente universitario e lavora in particolare con il crack. Loro stretto alleato è da tempo un italiano, anch’egli contitolare di una piccola ditta edile di copertura, fermato tempo fa a Bari mentre stava imbarcandosi per l’Albania con decine di migliaia di euro addosso.
Questa è la testa del mostro nel Maceratese, una joint venture albanese-italiana. D’appoggio, un altro paio di italiani, un commerciante ed un infermiere che smercia all’interno dell’ambiente ospedaliero. In questo contesto, numerose sono le segnalazioni di cittadini relative a situazioni di spaccio e di consumo di cocaina a Macerata, non sempre prese nella dovuta considerazione da parte delle forze dell’ordine. Accade sovente, infatti, che diversi spacciatori, per non muoversi alla luce del sole, operino all’interno delle loro abitazioni, dove consentono agli acquirenti delle sostanze, come servizio aggiuntivo, anche l’immediato e tranquillo consumo, al riparo da occhi indiscreti. Non è certo una situazione nuova, di nuovo c’è che da ultimo sono aumentati i casi del genere, a partire dai tempi del lockdown per il covid che limitò per mesi gli spostamenti e agevolò lo spaccio e il consumo in casa.
Attenzione, perché qui emerge una pericolosa sottovalutazione di chi indaga: non si tratta di piccoli giri, di spacciatori da quattro soldi e di consumo limitato a poche persone. Si tratta, in realtà, di giri piuttosto importanti perché molto perduranti nel tempo e di quantità notevoli di sostanze spacciate, giorno dopo giorno, soprattutto cocaina e crack, che creano ripetuti problemi anche ai vicini e ai condomini. E non solo problemi di sicurezza per il continuo via vai, giorno e notte, di corrieri e tossicodipendenti, non sempre soggetti raccomandabili e tranquilli. Ma anche problemi di altra natura per l’uso massiccio e fastidioso di bombolette spray profumate nelle scale comuni e negli ascensori per coprire il tanfo delle sostanze e anche per l’inquinamento per così dire “olfattivo” che i fumi tossici che fuoriescono dalla casa adibita a luogo di consumo provocano a chi vive nei pressi (una sorta di “fumo passivo”), causando grossi disagi ed anche, in certi casi, difficoltà di salute. E’ noto infatti che la cocaina fumata produce un odore acre, forte, di sapore amaro (per l’ammoniaca con cui è trattata), che, a seconda delle sostanze di taglio, assomiglia a quello degli scarichi delle autovetture o della plastica bruciata.
Mentre il crack, quando viene fumato, emana un odore di fieno secco, molto sgradevole. Chi si trova suo malgrado a vivere situazioni del genere se protesta viene minacciato o comunque ignorato ed anche sbeffeggiato, con il rischio di liti che potrebbero degenerare. A poco o a nulla servono le riunioni condominiali richieste da taluno per ottenere da parte dell’amministratore un intervento risolutivo (per il quale certo egli non ha i poteri necessari). E le forze dell’ordine sembrano prendere sotto gamba le segnalazioni di chi esasperato dalla forzata condivisione di spazi comuni o di spazi confinanti con le “case dello spaccio”, segnala ufficialmente il problema o addirittura presenta esposti formali. La questione viene trattata come se si fosse in presenza di uno spaccio singolo o di qualche cittadino che esagera ed è pronto a protestare per un nonnulla, distogliendo i tutori dell’ordine dai loro compiti istituzionali. Certo è che la situazione non viene affrontata di petto, anche per la nota scarsa deterrenza della normativa di legge finalizzata a reprimere il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, che costringe in molti casi le forze dell’ordine a girare a vuoto. Ma così facendo il problema, giorno dopo giorno, si ingigantisce sempre di più, anche sotto i nostri occhi, e fa aumentare sempre di più la diffusione delle sostanze stupefacenti.
* Giuseppe Bommarito, presidente associazione “Con Nicola, oltre il deserto di indifferenza”
«A Macerata facilissimo trovare il crack e la cocaina si spaccia in molti locali»
Ma tranquilli che è tutto sotto controllo...
Qualcuno mi sa dire dove posso ritirare tale merce ? Chiedo per un amico
No non ci posso credere
Ammazza quante cose sa l'avvocato Bommarito.
Complimenti per larticolo! La dignità di chi deve convivere nello stesso palazzo con i venditori o consumatori di droga viene calpestata . Spesso siamo minacciati è terrorizzati psicologicamente! Certi proprietari basta che incassano laffitto. Complimenti per larticolo! perché ci vuole il coraggio! La droga brucia il cervello! Stop alla droga!!!
Rodica Gruie Ci sono già passato.. So cosa vuol dire E spesso malgrado si faccia sapere, chi di dovere per carenza di mezzi e tempo si gira dall'altra parte
Più si sa meno ci si muove!!! Lo Stato dovrebbe tutelare le brave persone invece lascia "lavorare" indisturbati certi individui di cui comunque sa che faccia hanno e dove vivono!!!! Forse perché ancora non c'è dentro un loro figlio, sorella o nipote... Altrimenti qualcuno si sarebbe attivato!
mi sbaglierò, ma a queste parole di condanna dell'avv. Bommarito, ci sarà qualcuno che farà orecchie da mercante...
Incominciassero a fare dell'investigazione x mettere in atto retate a tappeto senza abbassare la guardia .......
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Indubbiamente se qualche sventurato si trova in un Condominio dove ci sono Appartamenti usati per fumare cocaina….diventa parecchio difficile convivere con quella puzza… Comunque penso che le Forze di Polizia di Macerata sapranno gestire questi “rari” episodi.
Signor Marcoaldi, se lei conoscesse meglio l’avvocato Bomnmarito, che si batte da quando perse suo figlio Nicola, affinché queste droghe non siano come un dolcetto al bar, eviterebbe di postare polemicamente.
E per capire meglio la questione, dopo aver lasciato Macerata il questore Pignataro, ha rilasciato un’intervista al settimanale Panorama, dove spiegava che, la politica, non gli permetteva di fare al meglio il suo lavoro.
Eccezionale in quanto preciso l’articolo dell’avv. Bommarito, peccato che i politici mettono i bastoni tra le ruote alle forze dell’ordine e ai giudizi chiamati a giudicare successivamente queste stragi. Il ministro della Giustizia, poi, anziché darsi da fare per inasprire le pene si fa in quattro per annacquarle ancora di più, forse perché per par condicio vari politici (attualissimi, legati al governo) finerebbero anche loro al gabbio.
Caro Peppe la fotografia che fai è ancora più drammatica delle precedenti con qualche preoccupante novità. Il connubio albanesi maceratesi e alcuni commenti sciocchi e meschinamente ironici che non ricordo in precedenza. Forse anche questi atteggiamenti irresponsabili contribuiscono a farci conservare il secondo “prestigioso”posto in Italia.Una sottovalutazione generale che sta coinvolgendo anche qualche cittadino nell’indifferenza generale.Preoccupante
Ma lo Stato che fa dorme? Siamo alla frutta signori no scusate neanche a quella con quello che costa. Mi sembra ma forse mi sbaglio signori che viviamo in uno Stato anarchico dove tutti o almeno gran parte fanno i loro comodi. Oramai sono avanti con gli anni ma mi ricordo bene che un signore mi disse(Stefano cos’è l’autorità?) io non seppi rispondere ed allora lui mi disse l’autorità è convincere il prossimo delle proprie idee giuste o sbagliate che siano allora dico meditiamo ge meditate gente.
Peppe, non si può che ringraziarti per questa accurata analisi dove evidenzi, ancora una volta, la grave situazione di Macerata e provincia in fatto di consumo di droghe.
Purtroppo, la mia impressione è che questa situazione si aggrava e diventa, con il tempo, sempre più irreversibile, perché la maggior parte della gente, politici e persone comuni, non vuole vedere questo problema o, se anche si trova nella circostanza di non poterlo non vedere, si gira dall’altra parte e continua a fregarsene.
Una volta a Macerata se la prendevano con il sindaco o con il presidente di regione…ricordo benissimo certi commenti…dove sono finiti questi signori?…la realtà la sta raccontando il signor Bommarito anche se non lo conosco purtroppo GRAZIE avvocato
Caro Peppe, condivido, punto per punto, quanto scrivi. Mi sorge un dubbio e quindi ti domando, e mi domando: premesso che la “base ” sia albanese ( non ne dubito) può essere possibile che questa ( base) utilizzi, diciamo così, dei “corrieri” per “moltiplicarsi” in luoghi di “aggregazione” estranei al condominio?
Per Guido Garufi
Caro Guido, certo che quelli che tu chiami i corrieri, cioè gli spacciatori, i pusher, sono in maggior parte italiani (così come sono italiani gli infermieri che spacciano all’interno dell’ospedale a medici e parasanitari). Si tratta, a parte gli infermieri, di ragazzini che vogliono fare qualche soldo per il telefonino nuovo o per per qualche capo d’abbigliamento griffato, o semplicemente provare la sensazione trasgressiva di violare la legge e sfidare le forze dell’ordine.
Molti giovanissimi poi, a seguito di diverse serie televisive in cui chi traffica e spaccia droga viene messo al centro della scena e diventa il protagonista principale della vicenda (sminuendo o elidendo del tutto il ruolo di chi dovrebbe contrastarlo),stanno iniziando a sentire la fascinazione delle bande criminali, che in qualche modo, oltre a darti qualche soldo, ti assegnano anche un ruolo e ti fanno sentire importante e parte di una aggregazione.
D’altra parte, la TV di Stato trasmette in prima serata, sui canali nazionali, le storie di un commissario di polizia che, quando è stanco e stressato, si chiude nella sua stanza e si fa una canna per rilassarsi. Cosa possono pensare questi nostri poveri figli?
La verità, in linea generale, è che manca la volontà politica di combattere seriamente la droga e soprattutto le consorterie di criminalità organizzata che la gestiscono e ci fanno soldi a palate, sulla pelle soprattutto dei giovani, i più esposti e i più indifesi.
Forse non è solo un’impressione ma mi pare di aver letto l’articolo di un uomo esasperato che sa cose che tutti conoscono ma nessuno interviene.
Ringrazio vivamente l’amico delle “corsette” Peppe avv. Bommarito. Proprio perché l’ho frequentato, posso affermare che è una persona seria. Inoltre ringrazio la Redazione di Cronache maceratesi per l’articolo: molto utile per far aprire gli occhi a molti maceratesi (intendo di tutta la provincia), io tra questi. Grazie
Caro Bommarito..mi sa tanto che siamo arrivati al punto in cui eravamo 30 anni fa quando se andavi a Napoli a denunziare il furto del tuo autoradio..l’agente di servizio si metteva a ridere e ti faceva capire che era tutto tempo perso..tanto frequenti erano le denuncie ricevute per lo stesso motivo in un normale giorno lavorativo.,, Questo per dire… cosa….possiamo fare noi cittadini visto che chi dovrebbe somiglia molto a chi sorride se vai a denunciare qualcosa che riguarda quella robaccia li…
Caro Peppe, oggi di fronte alle decine di migliaia di morti per le due guerre in corso, sono convinto che a chi dovrebbe, interessi ancor meno questo fenomeno, considerando pure che una quarantina di anni fa, e lo diceva la rivista Il Carabiniere, la droga contributiva al Pil nazionale come l’intero gruppo Fiat.
E, se mi è permesso, dico che la pena dei “domiciliari” sia una cosa purtroppo ridicola oltreché inefficace.
Per Mauro Tombesi
Caro Mauro, appunto, in Italia non c’è la volontà politica di combattere l’espansione della droga e della criminalità organizzata. Gratteri lo dice da tempo, anche con riferimento al governo attualmente in carica.
Se pensiamo che, invece di correre, sia pure tardivamente, ai ripari per arginare un fenomeno che ormai è fuori controllo, una buona parte dell’attuale parlamento ancora parla di legalizzare la cannabis, ritenuta dall’Istituto Superiore della Sanità (il massimo organo tecnico in materia) devastante per i giovani, allora ci rendiamo conto di quanto sia vuoto e inconcludente il dibattito politico.
Al governo Meloni ,, da semplice cittadino, vorrei dire che non basta opporsi alla legalizzazione della cannabis (cosa certamente utile e opportuna), occorre una serie di interventi normativi che adeguino la situazione normativa alla gravità del fenomeno dello spaccio e del traffico di droga e del conseguente riciclaggio. Altrimenti si rimane ancora all’anno zero e le cose andranno sempre peggio, con il pallino in mano alla criminalità organizzata.
Scusate ma se un avvocato sta’tutto queste informazioni dettegliate su chi come e quando spaccia a macerata e provincia le forze dell’ordine pagate anche per debellare queste attività criminali, come mai non fanno nulla? Anche perché non è la prima volta che leggo cose del genere dal signor Bommarito e non mi sembra che dopo la denuncia si passi ai fatti.
…tutto sacrosanto, ovviamente, ma sul fatto che i pusher siano prevalentemente italiani, avrei non pochi dubbi, basati soprattutto su numerosissime “osservazioni” personali; mentre non avrei nessun dubbio su come giudicare molte persone, da me sentite e sia italiane che straniere, le quali giustificano addirittura i pusher ( e soprattutto quelli stranieri…) perché…”se gli italiani si drogano, loro spacciano, che devono fare”, oppure…”ma che devono fare, poverini, per sopravvivere”… Ovviamente, ogni altro commento da parte mia è superfluo, le frasi che ho più volte ascoltato e che ho riportato qui sopra, si giudicano da sole!!! gv
…chi mi ha dato il pollice verso, nel commento qui sopra, probabilmente se ne intende… gv
…grazie, ora ho la piena consapevolezza di chi e che cosa ho a che fare!!! gv
Inutile perdersi in chiacchiere, questi tossici (spacciatori) che fumano tutto il giorno cocaina, rendendo l’aria irrespirabile, sono stati segnalati e denunciati ma niente. Ti rispondono “io a casa mia faccio quello che mi pare, non sai chi conosco”. Signori miei, bisogna capire bene dove sta il problema.
…i commenti, per quanto siano seri, non possono portare a nulla…io credo ci vogliano dibattiti, discussioni, scontri se serve, vis-à-vis… capire che legalizzare ad oltranza o reprimere solamente non risolvono nulla, ché la forze dell’ordine e i magistrati possono solo decidere quando il danno è fatto. Certo se cominciassero a colpire le Teste del misfatto sarebbe un buon inizio…