Una mano tesa ai minori,
130mila euro per i progetti.
C’è anche lo Sportello di ascolto
MACERATA - Il Comune ha destinato fondi ministeriali per una serie di iniziative dedicate all'inclusione sociale

Il vicesindaco Francesca D’Alessandro
Nasce lo Sportello di ascolto per adolescenti che affiancherà una serie di progetti per percorsi di inclusione sociale dedicati ai minori: il comune di Macerata ha destinato 130mila euro di fondi ministeriali per queste attività. Con questi fondi saranno implementati i percorsi per promuovere il benessere psicologico ed emotivo dei minori e favorire l’inclusione «anche attraverso una figura che funga da coordinatore» dice il Comune in una nota. Tra i progetti ci sono “Pomeriggi in quartiere 7×7” (attività di aiuto compiti e ricreative), “Estate in quartiere 7×7” (laboratori che includono gioco, sport, musica e per i quali è prevista la partecipazione di un gruppo “tutor”), “Tempi supplementari” (promozione dello sport come sano stile di vita). Inoltre verrà istituito uno sportello di ascolto che offrirà un ambiente sicuro e confidenziale «dove i partecipanti potranno esprimere le proprie preoccupazioni – dice il Comune -, condividere le esperienze e ricevere supporto adeguato da professionisti del settore, con l’obiettivo di favorire il benessere psicologico, sociale ed emotivo di giovani e adolescenti a rischio, promuovendo il loro sviluppo personale e sociale e favorendo processi di inclusione di minori stranieri non accompagnati, supportandoli anche emotivamente nel superare le difficoltà della separazione familiare». Le attività promosse coprono tutto l’arco dell’anno e sono improntate al sostegno psicologico, scolastico, sportivo, educativo, ricreativo, ludico e di accompagnamento verso percorsi di autonomia e di crescita.
«Particolare attenzione viene rivolta a situazioni di fragilità personali – dice l’assessore alle Politiche Sociali e alle Pari Opportunità Francesca D’Alessandro -, relazionali e di integrazione che necessariamente hanno bisogno di strumenti e percorsi di facilitazione, come ad esempio i ragazzi che vivono al di fuori del contesto familiare, per scelta o per necessità, gli adolescenti che attraversano un momento di disorientamento, i minori stranieri non accompagnati che a seguito della separazione dal loro contesto di vita e di socialità si devono riadattare a un contesto di vita nuovo». Tra le priorità dell’assessorato c’è la promozione della Peer Education (educazione tra pari), una metodologia educativa che si basa su un processo di trasmissione di conoscenze ed esperienze tra i membri di un gruppo di pari con l’obiettivo di aumentare l’autostima. Una sorta di laboratorio sociale in cui poter sviluppare consapevolezze, atteggiamenti e competenze oltre a testare nuove attività, progettare e condividere insieme.