Tre sale nuove di zecca per la biblioteca:
«Una casa per la fototeca
e l’Istituto storico della Resistenza» (Foto)

MACERATA - Inaugurati oggi pomeriggio tre nuovi spazi all'interno della Mozzi Borgetti: un intervento da 220mila euro che renderà disponibili tre stanze al primo piano della struttura. L'assessore Marchiori: «Osservare il prima e dopo ci dà il metro di quanto siano stati ben spesi i soldi del Pnrr». Cassetta: «Spazi anche per la catalogazione del fondo antico da 100mila volume». Il vescovo Marconi: «Ridiamo centralità a questa area della città»

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L’inaugurazione delle rinnovate sale della biblioteca tenutasi stamattina

di Mauro Giustozzi (foto Fabio Falcioni)

Altri tre spazi recuperati nella biblioteca Mozzi Borgetti. Avanzano le opere di completamento e rigenerazione iniziate decenni fa e che oggi pomeriggio hanno visto la presentazione dei lavori conclusi. Opere che interessavano tre stanze della biblioteca e che consentiranno anche di liberare altri spazi al piano terra della struttura.

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L’assessore Andrea Marchiori con il vescovo Nazzareno Marconi e Tristato Luchetti, dirigente dell’Ufficio tecnico

Sono stati interessati dall’intervento, progettato dall’architetto Michele Schiavoni, i locali (rispettivamente di 26, 17 e 16 metri quadri) che si trovano al primo piano della biblioteca, nell’angolo sud-ovest, tra il vano scala della Collegiata di San Giovanni e gli ambienti dell’ex palazzina delle Terme e dell’ex cinema di via Crispi. Il progetto si inserisce nell’ambito del programma unitario di rigenerazione urbana presentato dal Comune, finanziato con fondi del Pnc e denominato “MurAperte”, che si propone di migliorare l’accessibilità, la qualità delle relazioni sociali e la ricreazione negli spazi pubblici. L’intervento si va a inserire come continuazione (e conclusione) naturale del vecchio intervento di restauro e riconsegna al pubblico quegli spazi della struttura fino a oggi preclusi, ricreando un equilibrio fra tradizione e modernità, in un edificio storico che desidera conservare la propria vitalità anche a seguito del magnifico restauro architettonico della cattedrale.

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Il vescovo Nazzareno Marconi

«Grazie alla sintonia che si è creata con la Curia per il recupero di tutto questo complesso legato alla Collegiata di San Giovanni – ha detto l’assessore ai lavori pubblici, Andrea Marchiori – oggi raccogliamo un altro frutto di quanto seminato in questi primi tre anni; un restauro conservativo che arricchisce l’offerta della biblioteca e che si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione del centro storico della città, dentro e fuori le mura. Osservare la differenza tra prima e dopo l’intervento nelle sale restaurate, offre la possibilità di valutare quanto siano stati investi bene i fondi pubblici del piano complementare al Pnrr e anche questo aspetto è che ci rende orgogliosi perché conferma come il nostro Comune è virtuoso nello spendere le risorse pubbliche a beneficio della collettività».

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L’assessora Katiuscia Cassetta

Il sisma del 2016 aveva causato rilevanti fenomeni di degrado che avevano generato disgregazione, alterazione cromatica, distacco, fratturazione e fessurazione delle pareti oltre a macchie e lacune. I lavori, per un intervento complessivo di 220mila euro, hanno permesso di consolidare l’intero complesso edilizio con la riparazione dei danni, il miglioramento sismico, il risanamento conservativo dell’apparato pittorico e l’ampliamento e miglioramento degli spazi a disposizione della biblioteca. Ad illustrare cosa sarà realizzato nelle tre stanze recuperate è stata l’assessore alla cultura, Katiuscia Cassetta. «Nella prima sala, dove saranno collocati anche dei tavoli per la consultazione, ospiterà la fototeca della biblioteca comunale – ha sottolineato l’assessore – uno dei fondi di storia locale che andrà a completare il patrimonio librario contenuto nella sala Libero Paci e che ritrova una sua collocazione di rilievo dopo anni di deposito. Nella seconda sala saranno allestite le postazioni di lavoro dei bibliotecari che consentiranno la catalogazione del fondo antico di oltre 100mila volumi. Inoltre, per il 2024, ci concentreremo, grazie a un importante finanziamento che abbiamo ottenuto, sul fondo presente nella Sala Castiglioni che consta di 14mila volumi. Nella terza sala sarà allestito l’ufficio dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea mentre nel corridoio riporteremo il catalogo a schede che costituisce un imprescindibile strumento per studenti e ricercatori che vogliano accedere al patrimonio della biblioteca».

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Marchiori con l’architetto Michele Schiavoni

L’intervento è stato effettuato dalle stesse ditte che hanno ristrutturato la Collegiata di San Giovanni, con la direzione dei lavori dell’architetto Michele Schiavoni. «Si è trattato di un restauro conservativo che ha portato al recupero di tre spazi in stato di abbandono e degrado – ha specificato Schiavoni – si è intervenuti su consolidamento delle volte, consolidamento dello scuci e cuci e restauro pittorico delle volte di una stanza che presentavano dipinti ottocenteschi. L’intervento effettuato ha previsto, inoltre, l’applicazione di adesivi riempitivi per i distacchi tra gli strati preparatori previlegiando l’uso di prodotti di natura minerale e si è poi proceduto alla stuccatura delle lacune e delle fratture e alla reintegrazione pittorica».

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La biblioteca Mozzi Borgetti

Il corridoio, infine, è stato diviso in due parti mediante una nuova parete in cartongesso e la demolizione di quella esistente; in questo modo la parte ovest diventerà uno spazio di servizio per l’accesso al nuovo archivio mentre la parte est verrà ricollegata al corridoio esistente della biblioteca andando a definire sia uno spazio collettivo che un secondo collegamento esterno tra gli ambienti oggetto di intervento e gli altri locali della Mozzi Borgetti. L’ampliamento della biblioteca passerà ora anche attraverso il recupero di spazi su via Francesco Crispi per i quali sono a disposizione circa 700 mila euro. «Questo intervento va nella direzione di ridare centralità a questa area di Macerata – ha ribadito il vescovo Nazzareno Marconi – in una riqualificazione che ha visto la Collegiata prima, la biblioteca poi ed in futuro anche la piazza come luogo di interesse turistico e di incontro dei maceratesi. Si torna alle origini quando questo era il centro gesuitico di Macerata. E’ anche un nuovo percorso che ridà vita alla città aprendola ulteriormente. Voglio anche dire che, in futuro, col recupero della chiesa di San Liberato come battistero della cattedrale ci sarà un altro pezzetto di questo percorso che riporta l’attenzione su luoghi che erano stati tagliati fuori dai flussi turistici-religiosi e che invece tornano ad avere un’importanza che nella storia passata hanno sempre avuto».

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Le sale della biblioteca durante i lavori di restauro

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