Crac della società “Les Tropeziennes”,
la Cassazione annulla la condanna
dell’imprenditore Massimo Palazzo

CIVITANOVA - In primo e secondo grado aveva preso 14 mesi per bancarotta preferenziale. La Suprema corte ha ribaltato la sentenza. Il commento: «Provai un grande senso di frustrazione, dopo che avevo fatto di tutto per salvare l'azienda in cui avevo investito una quota importante della mia vita»

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cassazione-2-325x270Fallimento della società “Les Tropeziennes Chaussurres”, annullata la condanna di Massimo Palazzo. La sentenza è stata emessa l’altro eiri  dalla quinta sezione della Cassazione. Palazzo era stato condannato dal tribunale di Macerata a un anno e due mesi e alla restituzione di 50mila euro alla curatela fallimentare per bancarotta preferenziale. Condanna che poi era stata confermata anche dalla Corte d’appello di Ancona. 

In sostanza Palazzo,  amministratore (fino al 25 febbraio 2010) dell‘azienda di scarpe di lusso di Civitanova dichiarata fallita nel 2012, era accusato di aver pagato durante la fase prefallimentare, in concorso con il liquidatore della società, un credito ad un’altra società fallita. Palazzo, difeso dall’avvocato Paolo Giustozzi, si era fin da subito dichiarato innocente ed estraneo ai fatti, perché a suo dire, quel pagamento era avvenuto a seguito di un accordo fra il liquidatore e il curatore dell’altra società fallita, cui il liquidatore aveva versato la somma di denaro proprio per evitare il fallimento. Dunque, secondo la difesa di Palazzo, non c’erano i margini per affermare che si volesse favorire proprio quel creditore. E di conseguenza non c’erano i margini per contestare il reato di bancarotta preferenziale.

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L’avvocato Paolo Giustozzi

Le tesi della difesa sono dunque state accolte dalla Cassazione, commosso e soddisfatto Palazzo alla lettura del verdetto. «La notizia della mia condanna si era diffusa a macchia d’olio, anche per il grande risalto che ebbe – il commento di Palazzo – la mia vita lavorativa ne uscì distrutta. Ricordo che si parlò di bancarotta “da un milione di euro” e crac milionario laddove tutte le accuse contro di me erano cadute, fatta eccezione per questa singolare ipotesi per la quale avrei voluto favorire un creditore, e non so spiegarmi neppure come avrei potuto farlo, posto che i pagamenti e la decisioni vennero prese dal liquidatore. Provai un grande senso di frustrazione nel vedermi condannato, dopo che avevo fatto di tutto per salvare la azienda in cui avevo investito una quota importante della mia vita e riposto le speranze sul mio futuro imprenditoriale».

(redazione CM)

Crac milionario Les Tropeziennes, due condanne e un’assoluzione



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