«Volevano sparare a un 39enne,
ma l’arma si è inceppata»
Condannati a 7 e 8 anni per tentato omicidio

PORTO RECANATI - Due pakistani erano sotto accusa al tribunale di Macerata, prosciolti due loro connazionali accusati di lesioni personali

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I due pakistani che erano stati arrestati per il tentato omicidio

di Gianluca Ginella

Uno faceva il palo, il secondo aveva una pistola che poi, dice l’accusa, aveva puntato ad un 39enne afghano e l’arma si era inceppata. Un fatto avvenuto all’Hotel House di Porto Recanati il 3 settembre del 2018. Sotto accusa sono finite, a vario titolo, quattro persone. Due sono state condannate, altre due sono state assolte.

Il tentato omicidio veniva contestato a due degli imputati: Idrees Abbas, pakistano, 36enne, ed al 33enne Waseem Akbar, pure lui pakistano. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Francesco Carusi, Abbas avrebbe fatto da palo e Akbar avrebbe puntato la pistola al 39enne. Ma l’arma si era inceppata.

Allora Akbar, continua l’accusa, aveva cercato di sbloccarla estraendo una cartuccia incastrata e avrebbe detto: «Sei andato dai carabinieri a fare la denuncia, adesso non ci andrai più».

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L’avvocato Vanni Vecchioli

Nel frattempo erano arrivate altre persone ed erano fuggiti. Abbas è accusato anche di minacce per aver detto al 37enne che lo avrebbe ucciso perché un amico era stato arrestato per colpa sua.

Abbas, Akbar, insieme al 42enne Yar Sher, e ad Abdul Qahir, 44 anni, pure loro pakistani, erano accusati di lesioni personali sia verso il 39enne che verso una seconda persona, un 33enne loro connazionale. Li avrebbero aggrediti con una spada (che avrebbe tenuto Abbas), un bastone in metallo (che aveva Akbar, dice l’accusa) e due bastoni di legno (che avevano gli altri due pakistani).

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L’avvocato Simone Matraxia

Il 39enne aveva riportato lesioni guaribili in oltre 40 giorni, il 33enne aveva avuto 20 giorni di prognosi per una ferita all’addome. Per quell’episodio gli imputati devono rispondere anche di porto di armi in luogo pubblico. I fatti erano avvenuti sempre all’Hotel House, in quel caso nell’agosto del 2018.

Oggi Abbas è stato condannato a 8 anni e 7 mesi e Akbar a 7 anni e 3 mesi. Abbas è stato condannato sia per tentato omicidio che per porto della pistola in luogo aperto al pubblico, sia per minacce e lesioni. Akbar è stato condannato solo per il tentato omicidio e il porto della pistola in luogo pubblico, assolto dalla contestazione di lesioni e di porto in un luogo aperto a pubblico di un bastone di ferro. Gli altri due imputati sono stati assolti da tutte le contestazioni con formula piena. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Simone Matraxia, Vanni Vecchioli, e Marco Poloni.

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