“Un angolo dell’Italia che è da sempre Cina”
Macerata in primo piano su The Economist
UNIMC E IL MONDO - L’inviato britannico John Hooper, in città a fine settembre su invito del rettore John McCourt per lo Humanities Festival, racconta le relazioni amministrative, accademiche e religiose con il gigante asiatico

La pagina di The Economist dedicata a Macerata
“The Economist”, prestigioso settimanale d’informazione politico-economica in lingua inglese, ha pubblicato in questi giorni un bell’articolo interamente dedicato a Macerata e ai suoi rapporti amichevoli con la Cina germinati oltre 400 anni fa grazie all’opera di mediazione operata da padre Matteo Ricci. L’autore è John Hooper, che ha visitato la città a fine settembre su invito del rettore dell’Università di Macerata John McCourt per prendere parte al Macerata Humanitas Festival.
«È una dimostrazione – sottolinea il rettore – di come manifestazioni come quella promossa dal nostro ateneo consentano di creare occasioni di visibilità a livello nazionale e internazionale per l’intera città».

John Hooper e John McCourt
A colpire il noto giornalista britannico, inviato da tanti anni di “The Economist” per l’Italia e la Città del Vaticano, e autore del libro “The Italians”, sono state le evidenti relazioni che ancora oggi intercorrono tra la piccola città collinare – “A corner of Italy that is forever China”, ossia “un angolo dell’Italia che è da sempre Cina” – e il gigante asiatico, nonostante l’attuale diffidenza dell’Occidente verso la terra del dragone.
Hooper descrive i legami, storici e attuali, a livello amministrativo, accademico e religioso, ricordando la figura del gesuita assurto a simbolo del dialogo tra Oriente e Occidente. Il giornalista, dopo averne intervistato il direttore Giorgio Trentin, evidenzia anche il ruolo dell’istituto Confucio dell’ateneo, che è stato elevato dal governo cinese a modello come quello di Roma e che ogni anno propone approfondimenti culturali culminanti nella celebrazione del Capodanno Cinese. Hooper scrive, poi, dei legami tra il piccolo centro di appena 40 mila abitanti con Shanghai, una metropoli con 26 milioni di persone, e dei 300 studenti che frequentano l’Accademia di Belle arti. Racconta, infine, il ruolo della Diocesi maceratese, guidata dal vescovo Nazzareno Marconi, come ponte importante tra la Chiesa cattolica romana e i suoi esponenti in Cina.
L’articolo è pubblicato online (https://www.economist.com/europe/2023/10/12/a-corner-of-italy-that-is-forever-china) e sulla versione cartacea europea con il titolo “The persistence of memory”.
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…be’, di certo c’è che in Italia i commercianti cinesi pare se la passino assai bene (i titolari, ovviamente…), mentre i cristiani in Cina un po’ meno!!! Chissà che sarà successo in questi 400 anni!!? gv
Si continua ad esaltare, glorificare la CINA, strumentalizzando anche la figura di PADRE MATTEO RICCI di secoli addietro, cercando di distrarre l’opinione pubblica dai temi attuali molto più importanti anche per il futuro dell’OCCIDENTE tutto per quanto di molto negativo rappresenta la CINA odierna, evidentemente con complicità locali.
‘forever’ significa ‘per sempre’, non ‘da sempre’. Ciò premesso, non so se quanto asserito è per Macerata un giudizio positivo o negativo. Poi si dice che gli Americani sono dei bambinoni…
C’è un detto che si addice all’eccessivo e strumentale richiamo a Padre Matteo Ricci: “Acqua passata non macina più” specialmente per gli sprovveduti che credono a questi articoli.
È il caso di ricordare che gli ISTITUTI CONFUCIO sono alle dirette dipendenze del PCC come mezzo di espansione dell’influenza cinese nel mondo e che in molti paesi occidentali sono stati fatti chiudere….!!!
Nella parte finale dell’articolo si parla della “Diocesi maceratese, guidata dal vescovo Marconi, come ponte importante fra la CHIESA CATTOLICA ROMANA ed i suoi esponenti in CINA”: ma il fatto che la CINA, comunista ed atea, abbia creato una “chiesa” “cattolica”, parallela a quella vera fedele a ROMA, nominando perfino preti e vescovi lascia sconcertati molti praticanti cattolici; inoltre ci sono stati diversi esponenti veri cattolici romani perseguitati in CINA, non se parla proprio di questi argomenti…??? Altro che Padre Matteo Ricci…!!!
Secondo me e’ un fatto rilevante che a Macerata ci sia uno dei 600 Istituti Confucio esistenti nel mondo.
Considerando che in Italia ce ne sono solo una ventina e in città molto più grandi di Macerata.E questo lo dobbiamo a Padre Matteo che ancora gode di grosso presigio in Cina.Anni fa il prorettore della China University of Political Science and Law di Pechino mi disse (tramite interprete !) che lui da ragazzo aveva studiato aritmetica su un testo di Limadù.