Vendemmia tra luci e ombre:
«Pioggia, peronospora e grandine
ma la qualità è ottima»

VINO - La raccolta delle uve è in corso in tutto il Maceratese, i produttori costretti allo slalom tra i tanti problemi di questa stagione. Il presidente Coldiretti Fucili: «Tra maltempo e il fungo, cali di produzione stimati tra il 20% e il 40%»

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di Mauro Giustozzi

Tanta pioggia, peronospora e grandine. Quella 2023 è una vendemmia complicata e piena di insidie per i viticoltori maceratesi e non mancano quanti hanno dovuto anche dire addio alla raccolta dopo mesi di piogge incessanti e la grandine dei primi giorni di agosto che ha fatto il resto. È però una vendemmia di ottima qualità rispetto alla quantità quella che i produttori portano a casa.

Nonostante la tanta pioggia, la peronospora, una malattia che colpisce la vite, e per finire le grandinate i viticoltori maceratesi tracciano un bilancio in chiaroscuro ma non negativo. Rispetto agli anni scorsi, almeno in provincia, non si è registrata quella carenza di manodopera nella vendemmia, tuttora in corso. «E’ stata una stagione parecchio dura – afferma Giuseppe Borroni, che produce Verdicchio nelle campagne di Apiro – però siamo andati avanti e siamo quasi al termine della raccolta. A maggio e giugno tra grandine e peronospora siamo stati molto colpiti però siamo riusciti a superare quei momenti difficili riuscendo a portare a casa un buon prodotto convenzionale. Più problematiche sono state registrate da parte di chi tratta il vino biologico. Chi ha lavorato come il sottoscritto per cercare di prevenire e annullare gli effetti dovuti al fungo ed alla grandine si è salvato. La quantità, almeno nel mio caso, siamo nella norma mentre la qualità del prodotto dovrebbe essere ottima perché negli ultimi giorni lo sbalzo termico tra giorno e notte è quello che piace ai vigneti di Verdicchio che beneficiano di questa situazione che speriamo duri ancora. Sul fronte della manodopera ho risolto alla radice il problema, in quanto effettuando la raccolta meccanizzata non devo attingere a tanti addetti, a differenza di altri produttori».

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Francesco Fucili, presidente Coldiretti

Ribona e Rosso piceno sono le specialità della Cantina Saputi di Colmurano ancora nel pieno della vendemmia in questi giorni di settembre. «E’ da qualche settimana che abbiamo iniziato a vendemmiare e ne avremo per almeno un altro paio – afferma il titolare Leonardo Saputi – in linea di massima la nostra è una vendemmia classica, non troppo anticipata. Sono cambiati i gusti dei vini e il mercato predilige di più vino con freschezza maggiore ed acidità, con meno alcool e di conseguenza meno zucchero nelle uve e quindi noi andiamo a raccogliere ora per questo motivo. La qualità del prodotto è buona, chiaramente abbiamo il problema della riduzione del quantitativo dovuto alla peronospera che peserà con perdite tra il 30% e il 50% del totale rispetto al passato. Noi puntiamo molto sulle uve autoctone e per questo sul Ribona ho avuto meno perdite di tutte le altre specie, mentre per Chardonnay e Sauvignon Blanc ho registrato grosse perdite ed una raccolta limitata. Sul fronte della manodopera quest’anno non abbiamo avuto grossi problemi a reperirla: questo anche perché nella nostra area non c’è un’elevata concorrenza, come ad esempio accade nello Jesino, dove le aziende sono più numerose. Le cantine nel Maceratese non sono moltissime e la richiesta per questo genere di lavoro attinge da un grande bacino in grado di soddisfare la domanda».

Il periodo della raccolta non sarà uniforme per tutte le aziende vitivinicole: ognuna avrà i suoi tempi iniziali e non ci sarà un termine perentorio, si lasceranno maturare le uve non mature, ci saranno vendemmie selettive. A tirare le fila del quadro generale della vendemmia nel Maceratese è Francesco Fucili, presidente di Coldiretti Macerata. «Sarà a macchia di leopardo questa vendemmia 2023 – sottolinea Fucili – in termini di quantità del prodotto perché in alcune zone si è riusciti a far fronte con i trattamenti agli attacchi della peronospera dovuti alle condizioni meteo ed alle piogge dei mesi tra maggio e luglio. Chi è riuscito a proteggere i vigneti da questo fungo avrà un raccolto di quantità importante. In tante zone, però, ciò non è stato possibile a causa della pioggia consistente che ha impedito di entrare nei terreni troppo bagnati e la peronospera ha decimato le produzioni con cali che vanno dal 20% sino al 40%. La qualità del vino sarà buona perché negli ultimi giorni con il clima mite e le temperature asciutte non ci sono stati attacchi di muffe nella fase di maturazione e quindi ci si attende una vendemmia di qualità. Si sono registrati danni da grandine in alcune zone ma i viticoltori più accorti sanno di potersi difendere tramite un’assicurazione che in questi casi copre i danni e garantisce il reddito».


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