De Bortoli esalta Bolognola
«La ricostruzione esempio straordinario
di tutela dell’ambiente e dell’uomo»

INCONTRO - L'ex direttore del Corriere della Sera, dopo aver parlato a Che tempo che fa dell'attivismo del piccolo centro dell'entroterra con i progetti del Pnrr, ha accolto l'invito della sindaca Cristina Gentili. Presenti anche il commissario Guido Castelli e il primo cittadino di Fiastra Sauro Scaficchia

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Da sinistra: Ferruccio De Bortoli, Sauro Scaficchia, Cristina Gentlini e Guido Castelli

di Monia Orazi

La necessità del recupero e dello sviluppo dei borghi montani è stato il tema dell’incontro che si è tenuto a Bolognola ieri pomeriggio, con protagonista Ferruccio De Bortoli. Il giornalista, ex direttore del Corriere della Sera, aveva evidenziato l’attivismo del piccolo comune montano nel presentare i progetti del Pnrr, ospite lo scorso 2 aprile della trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa”. Aveva detto di essere ammirato dal fatto che un piccolo comune con 145 abitanti avesse presentato ben 47 progetti. Detto fatto, la sindaca Cristina Gentili si è messa in azione cercando il popolare giornalista e invitandolo a toccare con mano la realtà di Bolognola, cosa che è accaduta ieri pomeriggio con De Bortoli ospite della sala convegni Filippo Marchetti.

de-bortoli-bolognola3-325x244Ad accoglierlo anche il commissario alla ricostruzione Guido Castelli e il sindaco di Fiastra Sauro Scaficchia. Ad introdurre il tema Cristina Gentili: «È importante iniziare a decentrare, cercando soluzioni calate sul territorio di riferimento. È fondamentale il presidio del territorio montano, che permette attraverso un’attenta manutenzione di prevenire i dissesti, ridurre l’abbandono dei rifiuti, preservando l’ambiente dal degrado. Chi vive in montagna ha il diritto di abitare questi luoghi, al pari dei residenti di altre zone. Al contrario di altri paesi colpiti dalle scosse del 2016, Bolognola va in controtendenza: abbiamo avuto la popolazione in aumento, sia per la nascita di nuovi bambini che per l’arrivo di nuove famiglie. Vorremmo continuare con questa tendenza. Per questo l’amministrazione ha preso l’impegno, come suo dovere, di partecipare a molti bandi, cercando di avere più possibilità di ricevere finanziamenti, per poter continuare ad investire, ad attrarre investitori privati, turismo di qualità, eventi culturali».

de-bortoli-bolognola2-325x244Il piccolo comune montano ha preso parte a 54 bandi per un totale di oltre 82 milioni di euro. Ne risultano finanziati 19, con le risorse che ammontano a 27 milioni e 434mila euro, sono 35 quelli non finanziati per una cifra che supera i 54 milioni di euro. Sono intervenuti anche il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, il sindaco di Fiastra Sauro Scaficchia, nel dibattito sullo sviluppo dei borghi. «Sono qui per il risvolto dell’invito dopo la trasmissione televisiva da Fazio, ho visto un’Italia che non conoscevo – ha detto De Bortolianch’io provengo come origini da un borgo che si è spopolato. La nostra civiltà si misura in base a quanto abbiamo cura dei borghi da cui tutti noi proveniamo». Il giornalista ha successivamente analizzato alcuni fattori, che a suo a parere consentiranno di rilanciare lo sviluppo dei borghi montani, ricordando come nel 1976 fu inviato a raccontare il sisma del Friuli. Ha detto di essere rimasto colpito da Bolognola: «Il terremoto è una sventura, ma occorre pensare alle prospettive future. La ricostruzione di Bolognola è un esempio straordinario di tutela dell’ambiente e dell’uomo. Il senso della tutela non è fermare il tempo ed impedire alle persone di vivere la natura, sentendosi estranee ai luoghi, nel vostro microcosmo riscontro tante qualità dell’Italia. Sono ottimista riguardo al capitale sociale delle nostre comunità e la forza dei nostri borghi».

De Bortoli ha poi parlato del fenomeno dei giovani che lasciano la città per svolgere nei piccoli centri lavori tecnologicamente avanzati, grazie alle nuove tecnologie ed ha focalizzato l’attenzione sull’agricoltura di qualità, sullo sfruttamento delle risorse idriche e sulle comunità energetiche: «I piccoli centri saranno uno dei futuri sostenibili del nostro paese. L’Italia ha un territorio ristretto, dobbiamo cercare di usarlo al meglio. Ad esempio nei terreni non coltivati si potrebbero fare investimenti in energia rinnovabile, i piccoli centri sono un microcosmo di sostenibilità. Il futuro dei piccoli centri sarà ad alta tecnologia, nelle piccole comunità non prevale la cittadinanza individualista, ma la solidarietà che permette di avere cura dei più fragili. In futuro le comunità assolveranno a richieste che lo stato non potrà più prendere in carico».

de-bortoli-bolognola1-325x244Il giornalista ha trattato il tema dei progetti agricoli innovativi, di un minor uso delle risorse idriche, parlando della necessità di costruire invasi per irrigare meglio e conservare l’acqua piovana, evidenziando come le comunità energetiche fondate sulle energie rinnovabili possano dare l’autonomia nella produzione dell’energia. Il commissario Castelli ha invitato il giornalista a farsi portavoce di una visione di sviluppo sostenibile dell’Appennino: «La questione dell’Appennino è nazionale ed influenza la debolezza del centro Italia. Il covid – ha continuato Castelli – ha rotto il concetto di densità come destino dell’uomo, rivalutando i paesi e il loro stile di vita. Qui siamo a un’ora da Civitanova, il cambiamento climatico e la ricerca di un equilibrio anche di tipo climatico renderà attuale il modello di sviluppo, fondato sulla rivalutazione della qualità della vita. Le regolazioni ambientali rilevano come la tutela ambientale non presupponga l’uomo come nemico, non ci deve essere cesura nel rapporto uomo-natura. Ci sono restrizioni regolatorie da superare. Il tema demografico richiede politiche decisive. Un altro tema fondamentale è il turismo, si sta ricostruendo il borgo Ravajo che sarà un fiore all’occhiello, Fiastra fa numeri da mare. Ad esempio l’installazione delle centraline idroelettriche è impedita da regole, norme che non consentono di attivare l’energia più pulita che c’è. Quando scadranno le concessioni idroelettriche tra il 2027 e il 2029, si dovrà valutare un atteggiamento di favore dei bacini imbriferi, che aderiscono alle comunità energetiche». Ha ricordato l’importanza di conservare i servizi per prevenire lo spopolamento, il sindaco di Fiastra Sauro Scaficchia: «Non possiamo dire alla gente di venire, se da noi mancano i servizi. A volte manca il medico di base o la guardia medica, chiudono gli sportelli della banca e della posta. I servizi pubblici devono essere dati, altrimenti queste zone si spopoleranno, rischiamo che spariscano le scuole per lo scarso numero di bambini. La montagna non ha mai avuto benefici dal fatto che l’acqua sgorga nel suo territorio, la ricchezza derivante dallo sfruttamento dell’acqua va ridistribuita nel territorio. Non è giusto che un abitante di Bolognola e uno di Civitanova paghino la stessa tariffa».

 

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