Tornata l’acqua all’Hotel House
grazie alla donazione di un privato.
Luca Davide attacca il Comune

PORTO RECANATI - Il materiale donato dalla Faggiolati Pumps. Una emergenza dietro l'altra nel palazzone multietnico: un attacco agli amministratori nelle dichiarazioni di uno dei residenti più conosciuti

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L’autobotte di fronte all’Hotel House

«L’acqua è tornata grazie alla generosità di un imprenditore che ci ha donato i materiali, la pompa di aspirazione, utili a togliere l’acqua che ha allagato i locali caldaia mandando in tilt il servizio idrico del palazzo. La generosità di un imprenditore ha fatto quello che non ha fatto il Comune». Luca Davide, portorecanatese, personaggio di riferimento dell’Hotel House, non usa perifrasi nel raccontare come si è risolta l’ultima emergenza nel palazzone multietnico.

«In questo stabile vivono duemila persone e tra queste cinquecento bambini. Siamo stati senz’acqua potabile perchè i locali caldaia erano allagati, quaranta centimetri d’acqua in locali di 600 mq, due pompe sono bruciate e con l’unica rimasta  funzionante non potevamo aspirare quei volumi. La soluzione è arrivata grazie alla sensibilità di una azienda di Macerata, la Faggiolati Pumps il cui titolare ci ha donato il materiale occorrente».

La vicenda dell’Hotel House è infinita, decenni e decenni di polemiche, di emergenze, di soluzioni annunciate e mai definite, di tentativi di rispondere al degrado da parte di quanti nel palazzone portorecanatese tutti i giorni cercano di vivere con dignità e nel rispetto delle norme di civile convivenza.

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Luca Davide

Spiega ancora Luca Davide: «Diverso tempo fa la troupe di un programma televisivo nazionale aveva mandato in onda un servizio sul mancato funzionamento del sistema fognario e il Comune era poi intervenuto. Poco dopo quell’intervento ho visto che un tombino espelleva acqua, invece di riceverla. Ho segnalato l’inconveniente chiedendo di pulirlo perchè, persistendo il problema e con l’arrivo di precipitazioni intense, il locale caldaie si sarebbe sicuramente allagato. Nessun intervento, le piogge sono arrivate e i 600mq del locale caldaie sono stati invasi da quaranta centimetri d’acqua. Avevamo tre pompe di aspirazione e una da sola non sarebbe mai riuscita a ripristinare la normalità. L’acqua ha toccato il motore della bassa pressione e per due giorni siamo rimasti senza acqua potabile con tutti i problemi che ben si possono immaginare, in particolare per i bambini. Ho chiamato la Protezione civile di Porto Recanati, ma la risposta è stata negativa e legata al fatto che in precedenza si era bruciata una pompa nell’aspirare acqua dall’Hotel House. Come se fosse colpa nostra se una pompa si rompe durante un lavoro. Abbiamo anche chiamato i Vigili del fuoco che sono intervenuti per il controllo. Siamo partiti con una colletta tra le persone di buona volontà, e ce ne sono tante, che vivono all’Hotel House, per comprare una pompa di sollevamento delle acque. Poi è arrivato Faggiolati che ci ha regalato quanto necessario e lo abbiamo messo in azione». Davide ricorda anche i problemi di ordinaria amministrazione del condominio, ricorda che «all’Hotel House ci sono persone che vogliono vivere in modo normale, è vero che parte della responsabilità dell’emergenza è la nostra, ma solo una parte». La domanda finale appare un pochettino retorica da parte di Luca Davide, noto in città anche per l’impegno in politica: «Ma in una situazione così doveva intervenire un privato, l’imprenditore Faggiolati, e non il Comune?».

(L. Pat.)

Problemi alle fognature, arriva l’autobotte all’Hotel House

 


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