Pnrr e possibili frodi:
accordo tra Unimc e Fiamme gialle
MACERATA - Il protocollo è stato firmato dal rettore John McCourt e dal comandante provinciale della Finanza Ferdinando Falco, alla presenza del prefetto Flavio Ferdani. Prevede che l'ateneo fornisca informazioni rilevanti per la repressione di eventuali irregolarità

Da sinistra: Flavio Ferdani, John McCourt e Ferdinando Falco
Pnrr, accordo tra Guardia di finanza e Unimc per garantire il corretto impiego delle risorse. L’intesa, siglata dal rettore John Mc Court e dal comandante provinciale delle Fiamme gialle Ferdinando Falco, alla presenza del prefetto Flavio Ferdani, pone le base per prevenire potenziali frodi.
L’accordo di collaborazione, valido fino al completamento del Pnrr e comunque non oltre il 31 dicembre 2026, prevede infatti – nello specifico – che l’Università di Macerata ponga a disposizione della Guardia di finanza, per il tramite degli uffici di competenza, informazioni rilevanti per la repressione di eventuali irregolarità. Il colonnello Falco, ponendo l’accento sulla storica portata dell’intervento pubblico a sostegno dell’economia e dell’ammodernamento del Paese, ha sottolineato il primario impegno delle Fiamme gialle in tale contesto. Il rettore, da parte sua, ha inteso evidenziare come l’Università abbia subito accolto positivamente la proposta di accordo formulata dalla Guardia di finanza, nella piena consapevolezza che si tratti di uno strumento di assoluta valenza nella lotta agli illeciti. Il prefetto Ferdani ha precisato come l’accordo odierno – che segue l’istituzione del “presidio territoriale unitario della provincia – costituisce un atto di cooperazione Istituzionale a tutela dei valori della legalità e mira a rafforzare il sistema di vigilanza con riguardo all’esecuzione di opere pubbliche e di servizi da realizzare con il Pnrr, in modo da prevenire e contrastare eventuali condotte illecite. In conclusione, il colonnello Falco ha riaffermato come il ruolo di polizia economico-finanziaria riconosciuto al Corpo anche dalle norme comunitarie, oltre che nazionali, «richiede un’azione operativa capace di favorire la compliance e di svilupparsi in modo trasversale al fine di prevenire, anche grazie alla collaborazione degli Enti a vario titolo coinvolti e dei cittadini, potenziali fenomeni fraudolenti, corruttivi o rischi di infiltrazione della criminalità organizzata, resi sicuramente più concreti ed elevati in ragione del volume di risorse finanziarie pubbliche in gioco».