«Truffa milionaria su polizze e investimenti»,
marito e moglie a giudizio

DAL GUP - La coppia è accusata di aver raggirato numerosi clienti, 23 le parti offese, compresa la Cattolica assicurazioni (l'imputata era subagente)

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tribunale

 

Polizze assicurative fasulle e investimenti bluff, in questo modo avrebbero truffato conoscenti, amici, oltre venti persone, per circa un milione e centomila euro: di questo sono accusati marito e moglie, oggi rinviati a giudizio dal gup del tribunale di Macerata.

Imputati sono Graziella Miconi, 62 anni, di Camerino, e il marito, Elvio Gagliardi, 67, di Pioraco (entrambi assistiti dall’avvocato Giovanni Braconi). Miconi è imputata come titolare della “Assistudio sas di Miconi Gabriella & C.” di Castelraimondo inizialmente agente e poi subagente della Cattolica assicurazioni. Gagliardi è sotto accusa nella sua qualità di procacciatore d’affari e, dal 15 dicembre 2017 al 23 dicembre 2019, socio accomandante della Assistudio. Per l’accusa, sostenuta dal pm Enrico Riccioni, avrebbero messo a segno una serie di raggiri consegnando a svariati clienti (23 le parti offese, compre la Cattolica assicurazioni, al processo) proposte scritte di polizza assicurativa vita o finanziaria o di fare investimenti.

Invece, dice l’accusa, avrebbero consegnato polizze assicurative fasulle (i clienti in seguito avrebbero scoperto che non avevano sottoscritto alcuna polizza con la Cattolica ma che quanto pagato era per una polizza fasulla) e anche i soldi dati per fare investimenti non sarebbero in realtà stati investiti o nel migliore dei casi lo sarebbero stato solo in parte. Il guadagno che avrebbero ottenuto, a conti fatti 1,1 milioni di euro che avrebbero ottenuto dalla differenza tra quanto veniva loro versato e quanto effettivamente investivano. Tra le vittime c’è una famiglia che ha perso ben 300mila euro «si sono fidati, erano loro conoscenti, li conoscevano da anni. Oggi si sono costituiti parte civile» dice l’avvocato Marco Massei che assiste alcune delle vittime della presunta truffa. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra il 2014 e il 2020. Miconi deve rispondere anche di appropriazione indebita per 25mila euro: in qualità di subagente della Cattolica si sarebbe appropriata dei premi assicurativi corrisposte dai clienti della compagnia per le pozze vita. Oggi ci sono state diverse costituzioni di parte civile, tra queste anche la Cattolica, assistita dall’avvocato Giancarlo Nascimbeni.

(Gian. Gin.)


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