A 16 anni dieci presenze in Serie A1,
Emma Giacchetti talento made in Civitanova
«Sogno di essere il play della Nazionale»
INTERVISTA alla giovanissima promessa del basket, cresciuta nel vivaio della Feba e dall’estate scorsa in forza alle molisane della Magnolia Cambobasso. E' in ritiro con l'Under 18 in vista dei campionati europei in programma il prossimo mese in Turchia, giocherà la rassegna continentale anche nell'Under 16. «Sarà un’estate impegnativa e spero ricca di soddisfazioni»

Emma Giacchetti
di Andrea Cesca
Buon sangue non mente. Ne sa qualcosa Emma Giacchetti, play della Magnolia Basket Cambobasso. Emma, civitanovese doc, è cresciuta nel vivaio della Feba e dall’estate scorsa è in forza alla squadra molisana di Serie A1. A soli sedici anni ha già collezionato dieci presenze nel massimo campionato e attualmente si trova in ritiro a Padova con la Nazionale Under 18 azzurra in vista dei campionati europei in programma il prossimo mese in Turchia. «Ho iniziato a giocare a basket da piccolissima perché mia madre giocava nella società dove poi sono cresciuta. Quando io sono nata lei non ha smesso, andavo a tutte le partite per vederla e mi rotolavo sopra i palloni. A due anni ho iniziato a palleggiare, a quattro i primi allenamenti, le prime partitelle a cinque». La mamma di Emma è Federica Sanges, il papà Riccardo, ex difensore fra le altre della Civitanovese.
«Sono cresciuta in quell’ambiente e mi sono appassionata allo sport – racconta Emma che dice di ispirarsi a Mariella Santucci, play della Reyer Venezia e della Nazionale – Ha il mio stesso ruolo, mi piace molto il suo gioco, le mie caratteristiche si avvicinano alle sue». L’estate scorsa, dopo tutta la trafila nel settore giovanile fino ad approdare alla prima squadra della Feba, Emma Giacchetti viene acquistata dalla Magnolia Campobasso e a soli 15 anni gioca la sua prima partita in Serie A1. «Eravamo impegnate a Venezia, una delle trasferte più lunghe del campionato. Ad un certo punto l’allenatore mi chiama e mi dice di entrare. Insieme all’esordio è arrivato anche il primo punto, ho subito un fallo, sono andata sulla lunetta per i tiri liberi e ho fatto canestro».
Quale è il sogno di Emma Giacchetti? «Il mio obiettivo è giocare a basket come professione in Serie A1, il mio sogno è arrivare ad essere il play della nazionale italiana. Spero di disputare un buon campionato nella prossima stagione come secondo play, al resto penserò strada facendo». Mamma Federica ha ispirato la piccola Emma, fra gli allenatori della Feba chi ricorda? «Donatella Melappioni mi ha cresciuto nel basket ma anche fuori, è stata veramente importante per me, mi ha dato tanto, mi ha seguito in tutti questi anni». E’ facile conciliare lo sport a questi livelli con lo studio? «Campobasso ha il convitto con la scuola. Scuola e sport sono valori da portare avanti entrambe per bene. Qualche volta le giornate sono impegnative, per le interrogazioni e le verifiche però ci possiamo organizzare».
E’ stato difficile lasciare la tua città, Civitanova, a 15 anni? «Se fosse stato difficile non era la scelta giusta da fare. Le difficoltà si incontrano, soprattutto al primo anno che vai via da casa, ma è una bellissima esperienza, una delle cose migliori che mi siano capitate. Se non fosse stato per il basket non sarei andata via a 15 anni. Se uno vuole fare una cosa che ama, il sacrificio si fa volentieri. Posso essere soltanto contenta di quello che sto facendo». Fra i tifosi di Emma c’è anche il fratellino Thomas, che ha seguito le orme del papà e gioca al calcio. «La mia prima chiamata con la Nazionale è stata ad aprile 2022, ero alla Feba, sono stata contentissima. Dopo gli europei Under 18 parteciperò a quelli Under 16, sarà un’estate impegnativa e spero ricca di soddisfazioni». Domenica scorsa a Pordenone Emma si è laureata campione d’Italia Under 17 con la Magnolia Campobasso e premiata nel quintetto ideale. «E’ stato un anno in continua crescita, pieno di soddisfazioni. Fra i momenti che ricordo con maggiore piacere la partita giocata a Schio, una delle nostre giocatrici era infortunata, l’allenatore mi ha dato molto spazio, ed io ho realizzato due punti. E’ stata una delle cose più belle di questa annata».