«Nessuno si senta offeso, anzi tutti colgano l’occasione per rispettare tutte le vittime». I consiglieri comunali Giorgio Pollastrelli, Roberto Pantella e Pierpaolo Turchi, capigruppo e membri della commissione toponomastica replicano a Giulio Silenzi sull’intitolazione della via dedicata a Sergio Ramelli. Il democrat a seguito dell’inaugurazione della via aveva parlato di una scelta “divisiva” e che non rendeva giustizia a tutte le morti legate al terrorismo degli anni ’70 e aveva giudicato “offensivo” l’accostamento con Anna Frank.
I consiglieri di maggioranza però respingono al mittente le accuse di propaganda: «Dispiace leggere che Giulio Silenzi non abbia colto la giornata del 29 aprile per ricordare il giovane Sergio Ramelli – scrivono – ucciso a colpi di chiave inglese, solo perché la pensava diversamente da una prepotente parte politica. Nessuno della commissione ha accostato morti differenti e soprattutto nessuno ha deriso la morte di nessuno. Silenzi, in modo strumentale e politicamente furbo, cerca di infiammare una discussione sulla qualità dei defunti, attribuendo a qualcuno la possibilità di essere ricordato e a qualcuno no.
Riteniamo veramente triste che una lunga carriera politica si stia concludendo con una anacronistica riflessione sugli anni ’70 che invita alla divisione invece che al ricordo comune di una triste stagione politica che ha prodotto centinaia di morti e migliaia di mutilati. La commissione toponomastica è un organo democratico, democraticamente eletto. Spetta alla commissione esprimere pareri sulle richieste e queste vanno rispettate, non farlo come fa Silenzi è un segnale fortemente antidemocratico. I compiti e le funzioni democraticamente svolte sono frutto di ragionamenti e sensibilità diverse, ma espresse in modo unanime per dare un segnale di unità ai cittadini sulla toponomastica. Questo metodo supera le diversità che vuole evidenziare Silenzi perché è nella sua cultura dividere, permettere che alcune vite vengano cancellate, permettere che qualcuno getti nel cestino le targhe con nomi di avversari politici. Noi siamo diversi da lui, siamo orgogliosi di essere diversi da lui perché dimostriamo con i fatti che vogliamo, con maturità, costruire una coscienza comune dove le persone non si dividano per la scelta di un nome ad una via».
«Offensivo accostare Ramelli ad Anna Frank Toponomastica per fare propaganda»
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