Mariposas 3.0 al teatro Lanzi
contro la violenza di genere
CORRIDONIA - Incontro in vista dell'8 marzo organizzato dalle associazioni Help, Equilibri, Age e Red. In platea studenti e studentesse dell'Ipsia

L’incontro al teatro Lanzi
Mattinata densa di spunti interessanti quella che si è svolta ieri a Corridonia al Teatro Lanzi, dove è andato in scena lo spettacolo teatrale “Mariposas 3.0”, a cura della compagnia El Duende con la regia di Lucia De Luca. Un parterre quasi tutto al femminile, per parlare di violenza sulle donne, con una platea composta dai ragazzi dell’Ipsia “Corridoni” di Corridonia.
L’evento, in vista dell’8 marzo giornata internazionale alla donna, patrocinato dalla Commissione per le Pari Opportunità tra uomini e donne delle Marche, è stato organizzato da una rete di associazioni, quali la Help sos di San Severino, l’Equilibri e la Age di Corridonia, la Red di Macerata, supportate dal Comune di Corridonia, dalla scuola Ipsia “Corridoni” di Corridonia, con l’intervento nel dibattito finale dell’assistente sociale Valeria Pasqualini dell’Ats 15 di Macerata e dalla vice questore di Macerata Patrizia Peroni, moderatrice Daniela Zepponi, vice presidente Red. Uno spettacolo forte, dove non si risparmiano immagini e parole, dove protagoniste sono sempre le storie di donne vittime di violenza fisica, psicologica, spesso per mano di chi vive sotto lo stesso tetto. E’ stata data voce anche agli “invisibili” che restano dopo il tragico episodio: sono coloro che, come dopo che viene gettato un sasso in uno stagno, patiscono gli effetti delle onde provocate dal quel gesto.
«Particolare attenzione – spiegano gli organizzatori – è stata posta dagli ospiti al linguaggio, uno strumento potentissimo che troppo spesso viene usato nel modo non corretto e che provoca ferite più profonde a volte di un gesto violento. Infatti, purtroppo, abbiamo assistito, negli ultimi anni, ad un crescente e allarmante uso di un linguaggio largamente violento, sessista e carico di odio cieco, soprattutto sui social media; ma, in modo meno eclatante e forse più subdolo, anche il linguaggio usato in altri contesti (sociale, giuridico, istituzionale, della formazione) purtroppo è ancora poco rispettoso del genere e ancora troppo spesso intriso di stereotipi. Se vogliamo creare una società in cui la parità sia strutturale, si può partire anche dal linguaggio: dall’uso delle parole può iniziare il cambiamento».
La sindaca Giuliana Giampaoli di Corridonia ha salutato i ragazzi invitandoli ad una riflessione, ribadendo l’impegno del Comune anche vista l’alta componente femminile con iniziative di questo tipo per la prevenzione alla violenza di genere; il preside Mastrocola ha affermato inoltre che la scuola nel suo ruolo educativo deve essere la prima a trattare la problematica, ad essere vicina ai ragazzi nella loro crescita abbattendo gli stereotipi. Le quattro associazioni che si sono unite in questo progetto, rappresentante da Cristina Marcucci per la Help, Floriana Seri per l’Equilibri, Ivana Staffolani per l’Age e Daniela Zepponi per la Red, hanno tutte sottolineato l’importanza della prevenzione nelle scuole per un cambiamento culturale e l’appello ai ragazzi, soprattutto le ragazze ad un utilizzo anche tra di loro di un linguaggio meno “sessista”.
Nel dibattito finale la dottoressa Peroni ha evidenziato come oggi rispetto a qualche anno fa, la rete istituzionale a supporto delle donne vittime di violenza, sia più ampia ma soprattutto formata, sia nei Cav, che nei pronti soccorsi dove ci sono infermieri che hanno ricevuto apposita formazione ma anche nella questura stessa dove ci sono stanze dedicate con tutta la privacy necessaria.; la dottoressa Pasqualini invece ha invitato le ragazze in platea a volersi bene per prime loro stesse per poi pretendere rispetto dagli altri. L’invito quindi di entrambe le relatrici è aprirsi e parlare, che sia con gli amici piuttosto che con gli insegnanti qualora non fosse possibile a casa. «Purtroppo – concludono gli organizzatori – l’82% delle violenze avvengono da chi ha la chiave di casa, che sia un fidanzato, un marito, un padre e l’80% di esse non vengono ancora oggi denunciate, il lavoro da fare è proprio anche questo: aiutare le donne in difficoltà ad aprirsi e fidarsi dei professionisti». Lo spettacolo sarà replicato la mattina dell’8 marzo al Teatro Piermarini di Matelica per i ragazzi dell’Ipsia “Pocognoni” e la mattina dell’11 marzo al Politeama di Tolentino per i ragazzi dell’Istituto Filelfo e dell’Ipsia “Renzo Frau”.


