Mondialsuole, dichiarato il fallimento:
l’incubo del licenziamento di massa

PORTO RECANATI - Oggi la sentenza del tribunale di Macerata con cui sono state dichiarate fallite due aziende del gruppo: la Mondial Suole e la Mondial Plast. Coinvolti 122 lavoratori, più tutto l'indotto. Per la terza ditta Mondial Due è stata presentata un'altra istanza di fallimento. Cgil e Cisl: «Confronto con i liquidatori per individuare ogni soluzione a tutela dei posti di lavoro»

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L’ultimo sciopero dei lavoratori della Mondialsuole

AGGIORNAMENTO DELLE 19,20 – «Si sono avviati i primi contatti con i liquidatori giudiziali nominati dal Tribunale con lo scopo di poter individuare, anche proseguendo il confronto con la Regione Marche, ogni soluzione a tutela dei posti di lavoro e delle professionalità dei lavoratori, anche tramite il ricorso agli ammortizzatori sociali in continuità, definendo prossimamente i necessari incontri a riguardo». Queste le parole dei sindacalisti Marco Bracalente (Filctem-Cgil) e Giuliano Caracini (Femca-Cisl) dopo la sentenza con cui il tribunale di Macerata ha dichiarato fallite due aziende del gruppo Mondialsuole di Porto Recanati: la Mondial Suole e la Mondial Plast, che davano lavoro a 122 persone. 

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Dichiarate fallite due aziende del gruppo Mondialsuole di Porto Recanati: nubi nerissime si addensano sul futuro di 122 lavoratori e delle loro famiglie. La sentenza è stata emessa oggi dal tribunale di Macerata e riguarda la Mondial Suole e la Mondial Plast, della stessa proprietà, che sono stati messe in liquidazione giudiziale. Come curatori fallimentari sono stati nominati Alessandro Benigni e l’avvocato Andrea Giuliodori, che sono già al lavoro per un primo inventariato. Una decisione attesa, soprattutto dai lavoratori, che da settimane sono in stato di agitazione. Devono ancora ricevere, infatti, gli stipendi di dicembre, gennaio e febbraio.

La crisi di questa storica azienda del Maceratese, sul mercato da quasi 50 anni, si è intensificata nel corso del 2022. Un po’ per il costo schizzato alle stelle delle bollette, che sono più triplicate, un po’ per la guerra in Ucraina che ha tolto una fetta importante di mercato. La proprietà aveva anche tentato di far entrare un fondo di investimento per risollevare le sorti del gruppo, ma senza risultato. E così si è arrivati al mancato pagamento degli stipendi e ad una crisi che è esplosa in tutta la sua potenza. Dopo l’ultimo sciopero del 22 febbraio in piazza Brancondi, la Regione ha convocato un tavolo di confronto con i sindacati per capire come evitare un licenziamento di massa. E tutte le ripercussioni che avrebbe sul territorio. Ed eventualmente quali ammortizzatori sociali poter

mondialsuole-5-325x244A presentare istanza di fallimento erano stati diversi creditori, perlopiù piccole aziende artigiane dell’indotto con cui la Mondialsuole aveva accumulato debiti anche di centinaia di migliaia di euro. Ma la sensazione che si sarebbe arrivati a una sentenza di fallimento si è avuta chiaramente pochi giorni fa, quando la proprietà non si è opposta all’istanza e ha firmato il consenso per la procedura. Decidendo così di non avviare il concordato, che avrebbe permesso di continuare la produzione con una amministrazione controllata dal tribunale. ù

mondialsuole-6-325x244Ora, dopo questa sentenza, il primo problema da affrontare è quello dei posti di lavori: 122 a rischio solo per le due aziende dichiarate fallite oggi, più un’altra trentina per la terza azienda del gruppo (Mondial Due) per la quale è stata presentata un’altra istanza di fallimento. Come fare per evitare un licenziamento di massa? Una strada percorribile potrebbe essere quella di affittare un ramo di azienda per continuare parte della produzione, ma servirebbe una proposta seria. In questo senso, è stata anche ventilata una possibile cooperativa di lavoratori pronta ed entrare in campo, ma ancora niente di ufficiale. Ogni decisione comunque adesso spetterà al tribunale e ai curatori.

Oltre ai dipendenti diretti che rischiano di perdere in massa il posto di lavoro, c’è poi tutto il mondo dell’indotto. Costituito, appunto, da piccole aziende artigiane che si trovano con centinaia di migliaia di euro di crediti da riscuotere e che quindi sono in seria difficoltà. Un appello in questo senso arriva dall’avvocato Sandro Giustozzi, che assiste proprio alcune di queste aziende coinvolte nel crac della Mondialsuole come creditrici. «Auspico – dice il legale – che la Regione, la politica e comunque le autorità preposte prendano in considerazione, oltre al futuro dei dipendenti diretti del gruppo, anche quello di tutte le aziende artigiane dell’indotto, che hanno crediti enormi da riscuotere e sono in forte difficoltà. Il rischio è di perdere molti altri posti di lavoro». 

(Redazione Cm)

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