Morto l’editore Aldo Canovari:
un faro di cultura e di libertà
con la sua “Liberilibri”
MACERATA - Dal 1986 era alla guida della casa editrice che aveva fondato con l'ex sindaco Carlo Cingolani, una voce autorevole del panorama liberal: in catalogo testi di diversi premi Nobel. Si è spento questa mattina, tra pochi giorni avrebbe compiuto 77 anni. Da tempo era malato di Sla

Aldo Canovari
di Luca Patrassi
Si è spento questa mattina, nell’ospedale di Macerata, dove era ricoverato per l’aggravamento delle condizioni di salute, l’imprenditore Aldo Canovari, maceratese di 77 anni.
Il gusto dell’impresa lo aveva ereditato dalla famiglia, la ricerca del bello e di voci libere ha caratterizzato quella che probabilmente era l’attività che più amava, di editore, alla guida di “Liberilibri” che aveva fondato nel 1986 con l’ex sindaco Carlo Cingolani. Canovari si è spento alla vigilia del suo compleanno numero 77, era nato il 14 febbraio del 1946.
Da tempo, da diversi anni, combatteva la Sla che lo aveva colpito e infine costretto in casa. Riusciva a comunicare con gli occhi per mezzo di un puntatore oculare: la grinta e la passione erano rimaste intatte, continuava a svolgere il suo ruolo di editore, a pubblicare testi: romanzi e saggi del pensiero liberale che grazie alla sua “liberilibri” hanno trovato voce anche in Italia.
La salma di Aldo Canovari sarà cremata, le ceneri disperse a Sant’Angelo in Pontano, nel rispetto delle sue volontà. Non ci saranno più occasioni di incontro nel suo quartier generale di corso Cavour, non ci sarà modo di ascoltare la sua ironia, magari incontrandolo nel centro storico cittadino, non ci sarà più modo di vedere i suoi occhi sprizzare felicità nel raccontare la sua nuova avventura editoriale. Di lui resteranno gli affetti, i ricordi, gli amici e quelle centinaia di pubblicazioni libere che ha firmato per liberilibri, dal debutto nel 1986 con un libro d’arte di Magdalo Mussio fino alla pubblicazione di testi di autori premi Nobel come Anatole France e Mario Vargas Llosa passando per i pensieri liberali di Antonio Martino, Giuliano Ferrara, Carlo Nordio, Giulio Temonti e Serena Sileoni.
Mi dispiace davvero tantissimo. Una grandissima persona. Sono legato da un particolare affetto nei suoi confronti. Un altro UOMO di grande valore e di grandi valori che se ne va.
Era un vero piacere incontrarsi e parlare anche intorno ad un tavolo apparecchiato. Una persona intelligente e di grandi ideali, con cui era sempre interessante confrontarsi.
Condoglianze ai familiari.
E’ stato l’esempio di un imprenditore che ha saputo impiegare parte dei suoi guadagni per la Cultura.
Addio mio caro Amico “Aldo di Via IV Novembre”
L’abbraccio della morte ti ha liberato da quegli “abbracci di madama sla”, come li definivi con quella tua sottile ironia. Con te se ne va un pilastro della nostra indimenticabile infanzia, trascorsa in quel quartiere in divenire che si sarebbe chiamato Piazza Pizzarello; allora era Via IV Novembre e noi siamo rimasti gli Amici di quella via, di quel mondo fatto solo di ricordi indelebili.
Assieme al grande Amico di sempre, se ne va il grande pensatore col quale scambiare considerazioni su temi colmi di punti interrogativi, fino al significato profondo della vita, al suo stesso senso. Abbiamo giocato magnificamente da bambini ed è stupendo ripensarci, ma hanno del sublime i “giochi mentali” che abbiamo fatto in questo ultimo periodo, nonostante fosse per te “difficile, per non dire impossibile, scrivere (=farmi scrivere) con la dovuta puntualità”. Non saprò mai descrivere a parole quanto sia per me prezioso rileggere le lettere che ci siamo scambiati, seguitare a scavare in quel profondo “elucubrare e arrovellarci”, sono tue parole, sul senso dell’essere per poi chiederci se tutto ciò non fosse “altro che un futile trastullo senza costrutto”. Anche se abbiamo dovuto ammettere di non avere risposte in grado di soddisfarci, l’abbiamo fatto senza rimpianti perché consci di aver battuto, con la massima onestà intellettuale, tutte le vie razionalmente percorribili.
E non è meno difficile dare un valore alla nostra Amicizia senza correre il rischio di sciuparne la bellezza, meglio ricorrere alle tue parole: “mi conforta e mi fa sentir bella la vita, l’aver ritrovato un amico, compagno di domande e di nessuna risposta. Un amico grande, sincero, …”. Il vuoto che lasci è immenso, tanto quanto lo è il senso della TUA esistenza. GRAZIE, grande Amico Aldo di Via Quattro Novembre.
La mia calorosa vicinanza alla famiglia.
“Lo scafo della nave che aveva sin qui veleggiato sottovento, in un rollio, riprendeva un’andatura normale quando il segnale ultimo, il previsto sordo segnale, fu dato. Nello stesso momento il vaporoso vello che pendeva a oriente fu percosso da una dolce luce gloriosa come in una mistica visione dell’Agnello di Dio, e Billy, guardato dalla massa dei visi rivolti in alto, salì lassù e si colorò della luce rosa dell’alba.”, Hermann Melville, Billy Budd.
Apprendo ora la notizia. Conoscevo da sempre la condizione di salute dell’amico Aldo Canovari e la sua resistenza in questi ultimissimi tempi. Sulla “particolarità” dell’uomo posso dire e scrivere molto, ma non trovo parole adatte per tradurne l’essenza. Quella che si intuisce e si comprende stando a cena, per tantissime sere, ma davvero tante, al Pozzo, insieme all’altro amico di sempre, Antonello, ed essendo stato il professore di sua figlia. Aveva un “gigantesca” capacità memoriale, una rapidissima e lucida proprietà associativa, una struttura organica di argomentazione economico-politica rarissima. Una sensibilità “nascosta”, tra timidezza e pudore. Sapeva “scrutare” e guardare l’altro. E tra noi gli “scherzi” erano tanti,si recuperavano tracce dei volti e dei visi di nostri professori al Liceo Classico, Vincenzo Machella, ad esempio, docente di Filosofia. E quando ci si lasciava andare il gusto del paradosso abbondava. La fondazione della sua casa editrice, Liberi Libri, è un “segno” di altissima qualità, non tento per la nostra città, ovviamente, ma per l’Italia. Il “libero pensiero” a cui sempre ha tenuto, le pubblicazioni rigurdanti temi e ideologie ( in senso positivo) “controverse” e positivamente “inattuali” e totalmente ( e positivamente) di avanguardia rispetto al politicamente corretto e al “pensiero unico”, pongono Aldo Canovari, come uomo e intellettuale, molte spanne al di sopra ( e lo dico non perché non è più o per “liturgica” e retorica memoria), ben al di sopra della media culturale d’oggi, omogena e omogeneizzata. E’ stato un Coraggioso, un Capitano coraggioso.
I liberali maceratesi (e non solo) perdono, con la sua scomparsa, un solido e reale riferimento. Condoglianze alla famiglia.
Caro Aldo Canovari,
sei stato un caro amico e il mio migliore editore, persona gentile, retta , colta, illuminata.
Sono stato fortunato ad avere avuto la possibilità di conoscerti da vicino. Non potrò dimenticare gli scambi di parola, che non erano solo chiacchierate tra amici ma sempre anche occasioni di confronto, contributi reciproci di ricchezze culturali ed umane.
Un editore come te si distingueva da tutto quello che c’è in giro per la cura “all’antica” dei propri autori, e per la cernita giustamente severa dei titoli da pubblicare e poi promuovere, accompagnandoli sul serio lungo le trafile e i canali della distribuzione e della stampa.
Non a caso la tua “liberilibri” è ancora una delle migliori medie case editrici presenti in Italia.
Mi dispiace doverti salutare per l’ultima volta. Te ne sei andato dopo una lunga e feroce malattia, portata con una incrollabile dignità e, fin quando possibile, sempre lavorando.
Ciao, uomo libero e buono. Sono certo che il Cielo saprà ripagarti di tutto.
Non lo conoscevo di persona purtroppo, ma conoscevo persone sue amiche che lui aveva incoraggiato a scrivere opere di grande originalità e spessore intellettuale che egli aveva pubblicato. Ammiravo la sua iniziatica di fondare con l’amico Carlo Cingolani la casa editrice “Liberi libri” il cui nome sociale indicava la sua immensa apertura mentale che negli ultimi anni lo aveva condotto anche ad accettare contatti con persone con posizioni intellettuali molto distanti dalla sua. Mi addolora che la nostra città abbia perduto una tale
persona di cui spero sia orgogliosa e vorrei che arrivassero ai suoi familiari i
sensi delle mie più sentite condoglianze.
Era il padre di un’amica mia di scuola alle medie, condoglianze IRENE.