Ernesto Di Iorio


Utente dal
22/3/2013


Totale commenti
8

  • Giornalismo in lutto:
    addio a Giancarlo Liuti,
    una penna d’altri tempi

    1 - Set 26, 2020 - 18:59 Vai al commento »
    Il pensiero che Giancarlo se ne sia andato mi riepie di infinita tristezza. Ci si conosceva dal 1950 e Fabrizio, il più piccolo dei suoi fratelli, è stato il mio amico del cuore. Frequentando assiduamente casa Liuti l’affetto si è esteso anche a Claudio e a Giancarlo, come pure agli indimenticabili genitori Bice e Aldo. Alla fine del 1970 scelsi di emigrare e allora gli incontri con la famiglia Liuti divennero più rari, ma la nostra magnifica amicizia non fu minimamente intaccata. Ringrazio la sorte per avermi dato la fortuna di incontrare e di frequentare così intimamente persone così belle e di poter ripensare ai tempi passati facendo riaffiorare un’infinità di momenti - anche tristi - trascorsi insieme. Ma non è con tono malinconico che voglio salutarti per l’ultima volta, caro amico, e neppure sottolineando, come hanno già fatto in molti, le tue straordinarie doti giornalistiche e umane, peraltro da me profondamente condivise; voglio salutarti pensando al tuo passato musicale e magari con un pizzico di allegra, che tu certamente non disdegneresti. Molti non sanno che Giancarlo da giovane suonava la batteria - e anche bene - tanto che entrò facilmente nel giro della musica maceratese di più alto livello. A quei tempi la radio nazionale trasmetteva Rosso e Nero, un programma ideato da Corrado Mantoni, che ne divenne il presentatore, e dal fratello Riccardo, che ne curava la regia. Giancarlo vi partecipò come batterista di un trio Jazz insieme a Giovanni Spalletti al pianoforte e a Giulio Marchesini al contrabasso; arrivarono secondi, ma solo perché il Jazz non era una musica apprezzata dalla massa (per inciso, Rosso e Nero contribuì al lancio di diversi personaggi di primo piano nel mondo dello spettacolo). Quando Giancarlo acquistò una batteria e cominciò a mettere insieme una raccolta di LP di musica Jazz, Fabrizio e Claudio furono contagiati dalla sua passione e di rimando lo fui anche io. Tutti e tre ci si esercitava sul suo strumento accompagnando i brani di musica Jazz dei suoi dischi, un lusso che a quell’epoca in pochissimi potevano permettersi, anche perché, con la sua raffinatezza di gusti, Giancarlo aveva scelto, oltre ai classici del Dixieland, musicisti che hanno fatto la storia del Jazz: Jimmy Giuffre, Barney Kessel, Ray Brown, Shelly Manne, Max Roach, Stan Getz, Gerry Mulligan, Charlie Parker, ecc. ecc. Ovviamente suonavamo rigorosamente quando Giancarlo non c’era, facendo attenzione a rimettere i dischi e la batteria esattamente come lui li aveva lasciati. Una volta fummo messi in seria difficoltà perché Giancarlo lasciò nel posacenere, appoggiato sul rullante, alcuni centimetri di cenere di sigaretta in posizione perfettamente verticale, un dettaglio che, per ricostruirlo, ci fece bruciare chissà quante sigarette, costringendoci a dare fondo ai nostri modesti risparmi. Anni più tardi, quando gli raccontai l’episodio, Giancarlo mi guardò con quel suo sguardo intelligente e con quel suo inconfondibile sorriso sulle labbra dicendomi che di certo si era trattato di una casualità. È col ricordo di quel tuo volto, che seguiterà ad accompagnarmi per il resto della mia vita, che ti saluto per sempre: ciao amico carissimo e GRAZIE! Ti abbraccio con fraterno affetto insieme alla cara Giovanna.
  • Lutto nel mondo della scuola,
    addio al preside Alfredo Perri

    2 - Ago 18, 2019 - 9:52 Vai al commento »
    Un insegnante indimenticabile e un gran signore, questo e' il mio ricordo del Professor Perri. Sono stato suo allievo per soli due anni a partire dall'ottobre 1955 e allora i nostri rapporti non erano dei migliori, nonostante io lo ammirassi molto. Durante un colloquio con mia madre lui le chiese se avesse altri figli e, quando lei rispose che avevo due sorelle piu' grandi, lui le disse di contare su di loro perche' da me non poteva aspettarsi nulla di buono. Ripetei la seconda media e cosi' le nostre strade si separarono. Nel 1975, quando ero professore incaricato all'universita' di Camerino, la Mestica organizzo' una visita all'ateneo e io ero la persona di contatto. Ci trovammo nell'ufficio di presidenza della scuola che anche io avevo frequentato e, prima di discutere l'organizzazione della visita, il Professor Perri confesso' alle docenti e ai docenti presenti di aver commesso un grave errore di valutazione nei miei confronti, invitando loro a usare la massima prudenza prima di esprimere un parere su un allievo. Solo un gran signore poteva fare un atto del genere! Vivendo io all'estero da decenni i nostri contatti non sono stati frequenti, ma i pochi incontri che abbiamo avuto, come pure le sue lezioni sui Poemi omerici, resteranno per sempre tra i miei ricordi piu' gradevoli. Conservo come oggetto prezioso una Grammatica della lingua Italiana che egli mi regalo'. Addio caro professore, non la dimetichero' mai!!! Il suo alunno Ernesto Di Iorio
  • Un 5 in un compito in classe?
    Guai! Denuncia ai carabinieri!

    3 - Mag 23, 2016 - 13:57 Vai al commento »
    Non esistono aggettivi per definire questa vicenda, non importa da quale punto di vista la si voglia guardare. Giancarlo Liuti ha saputo farne l'uso migliore con la sua "magistrale" analisi della nostra societa'.
  • La lunga storia di “liberilibri”
    e della passione di Canovari

    4 - Mag 23, 2016 - 13:37 Vai al commento »
    Grazie Giancarlo per questa tua stupenda iniziativa e per il modo in cui hai saputo presentarla, compreso quel richiamo ai tempi della nostra infanzia.
  • Trent’anni di Liberilibri
    dalla carta Rusticus all’e-book

    5 - Mag 23, 2016 - 13:33 Vai al commento »
    BRAVO ALDO! Sono orgoglioso di essere un tuo amico d'infanzia e non solo. Complimenti per quello che hai realizzato e auguroni per tutti i tuoi sogni nel cassetto.
  • Quel “go home” agli africani
    offende la convivenza civile

    6 - Mar 26, 2015 - 19:00 Vai al commento »
    Debbo una risposta al signor Ceresani. Si', torno regolarmente a "calcare il suolo italico"; da quando sono in pensione anche per tempi lunghi (circa cinque mesi all'anno).
    7 - Mar 24, 2015 - 10:25 Vai al commento »
    Che dire?! Prima di tutto dico GRAZIE a te Giancarlo per quello che hai scritto e per come l'hai scritto; questa e' la parte facile. La parte difficile riguarda i commenti contrari alla tua lucida (come sempre!) analisi. A fronte di una scritta "Immigrati go home" come si fa a dire che prima di parlare bisognerebbe attendere i risultati delle indagini? Per non parlare di chi si mette a fare polemica sulle "cifre"; a costoro faccio notare che ci sono nazioni nelle quali gli stranieri arrivano a un quarto della popolazione! C'e' poi chi sostiene che l'italiano non sarebbe razzista, ma che ci sarebbe diventato, diciamo per necessita'; beh, posso testimoniare che nel paese in cui sono emigrato i piu' razzisti nei confronti di altri stranieri sono proprio gli italiani! La lista delle disapprovazioni potrebbe andare avanti per un bel pezzo, ma dilungarsi ancora non servirebbe a molto. Mi limito a concludere ricordando a tutti questi "signori benpensanti", parafrasando Fabrizio De Andre', che uscire dalla propria nazione non e' facile, neppure per chi, come e' successo a me, lo fa per scelta e non per necessita' e senza avere un colore della pelle diverso. Forse bisognerebbe istituire l'obbligo di emigrazione per un minimo di due-tre anni.
  • Addio a Silvano Pietroni,
    una vita per la musica

    8 - Ott 2, 2014 - 11:00 Vai al commento »
    Che profonda tristezza nell'assistere alla scomparsa del mondo musicale maceratese e non solo. Vivi', Giovanni, Fabrizio, Enrico... e adesso dobbiamo dire addio anche a te caro Silvano!!! Tanti ricordi indelebili, tanto affetto, tanta passione per le note, particolarmente di stile jazzistico, tante risate, tante confessioni e condivisioni di momenti allegri e difficili. L'ultima volta che ci siamo incontrati, lo scorso Natale, nell'abbracciarmi ti sei messo a piangere: troppo dolore per poter fare commenti ironici e passare insieme qualche momento in allegria, come sempre era successo in passato durante i nostri sporadici incontri. Sono uscito dal tuo negozio con la percezione che non ci saremmo piu' rivisti e putroppo si trattava di un triste presagio. GRAZIE silvano per tutto cio' che tu e i guru della tua generazione avete fatto per noi pivellini di allora. Anziche' snobbarci, come altri della vostra eta' facevano, ci avete preso per mano e ci avete fatto entrare nella vostra cerchia, addirittura facendoci suonare insieme a voi. Il vostro talento musicale, la vostra ricchezza umana, la vostra intelligenza, la vostra simpatia ci hanno arricchito enormemente lasciando un segno indelebile. Sono molto vicino a tutta la famiglia di Silvano e a tutta la cerchia di amici della musica maceratese. Un caloroso abbraccio a tutti, Ernesto
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