Furto d’abbigliamento in corso Umberto,
scoperta la ladra: denunciata
CIVITANOVA - Fermata dalle commesse di un negozio, aveva sottratto scarpe, borse e vestiario per 200 euro. Identificata dalla polizia locale

La merce recuperata dalla polizia locale
Aveva nascosto vestiti, borse e scarpe per oltre 200 euro, rimuovendo le placche antitaccheggio, la polizia locale individua e denuncia la ladra, si era finta una cliente. È successo qualche giorno fa a Civitanova dove una donna di 25 anni, algerina, è stata denunciata per furto aggravato, false dichiarazioni sulla propria identità e violazione delle norme sul soggiorno degli stranieri.

Ad accorgersi del taccheggio le commesse di un negozio di corso Umberto I che hanno fermato gli agenti della polizia locale che stavano svolgendo il servizio a piedi: la ragazza poco prima era entrata nel negozio e si era trattenuta a lungo nella zona dei camerini. Stava cercando di uscire, senza aver acquistato nulla, quando il sistema antitaccheggio è suonato.
Fermata dalle commesse, ha restituito diversi capi di abbigliamento e un paio di calzature che teneva occultate addosso e nella borsa, per un valore complessivo di poco superiore a 200 euro. Su tutti gli articoli il dispositivo antitaccheggio era stato rimosso e la placca risultava forzata e rotta.
Raggiunta dagli agenti, supportati da una pattuglia, la donna non ha fornito le proprie generalità indicando identità diverse fra loro, in più versioni successive, tutte risultate non corrispondenti: da qui la contestazione delle false dichiarazioni. La 25enne era inoltre sprovvista di documenti. La sua identità è stata accertata in seguito grazie ai rilievi fotodattiloscopici.
La merce è stata interamente recuperata e restituita. La donna è stata anche segnalata alla questura per il foglio di via obbligatorio.
«Il risultato di corso Umberto I non arriva da una segnalazione giunta al comando – dice il comandante Cristian Lupidi – ma dal fatto che gli operatori erano in quel punto, a piedi, nel giorno di mercato. Questa volta la presenza non ha impedito che il fatto accadesse, ma ha consentito di individuare e identificare l’autrice nell’immediatezza, con il deferimento all’autorità giudiziaria e la restituzione della merce all’esercizio commerciale».