Fauna ittica all’asciutto,
salvato il pesce nel canale
che alimenta la centrale elettrica

CASTELRAIMONDO - Le guardie provinciali della federazione italiana pesca intervenute dopo la richiesta dell'Enel che ha la necessità di effettuare dei lavori. Dopo le forti piogge si sono rotti gli argini del canale che alimenta la centrale elettrica, con alberi e rami che ostruiscono il passaggio
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Le operazioni a Castelraimondo

di Monia Orazi

Salvato il pesce che si trovava nel canale che alimenta la centrale elettrica di Castelraimondo, prima che restasse all’asciutto.

pesce-castelraimondo-9-e1668675989117-325x239Sono intervenute le guardie ittiche provinciali della Fipsas (federazione italiana pesca), l’intervento è dovuto alla richiesta dell’Enel che ha la necessità di effettuare dei lavori, in quanto a seguito delle forti piogge si sono rotti gli argini del canale che alimenta la centrale elettrica e alberi e rami ostruiscono il passaggio, con possibili gravi ripercussioni sulla funzionalità dell’impianto. L’Enel per intervenire con i lavori necessari ha presentato richiesta alla Provincia di Macerata, per questo è stato necessario togliere l’acqua dal canale, in modo da poter intervenire per riparare una frana, ripristinare gli argini, togliere gli alberi caduti e sistemare le sponde e le reti che delimitano il percorso del canale.

pesce-castelraimondo-3-e1668676070572-325x231Per evitare una moria di trote, lamprede e altri pesci, è stato richiesto l’intervento delle guardie volontarie ittiche. Spiega Adriano Togni della Fipsas: «Siamo stati costretti a recuperare il pesce, effettuiamo per conto della Regione la vigilanza e il recupero della fauna ittica in asciutto. E’ un’attività di salvaguardia della fauna ittica che ha impiegato 10-12 persone. Siamo intervenuti con le vasche l’ossigenatore e il cattura pesci, che emette un impulso attivo che attira il pesce e non è nocivo per la sua salute. Siamo intervenuti a Castelraimondo lungo 3 km di canale dalla zona della centrale idroelettrica, sino alla zona della dello stadio. I pesci sono stati trasferiti in altri corsi d’acqua, erano presenti trote fario e le lamprede, pesce che richiede un’ottima qualità delle acque. Non è il primo intervento di questo tipo che effettuiamo, la primavera scorsa siamo intervenuti per lo stesso motivo a Civitanova».

pesce-castelraimondo-5-300x400Si è appena conclusa la stagione della pesca lo scorso 23 ottobre ed entro il 30 novembre tutti i pescatori dovranno restituire alla Fipsas il tesserino, quella appena finita è stata un’altra stagione difficile per la pesca nostrana, dopo che da oltre un anno la direttiva europea impedisce il rilascio dei pesci alloctoni nei fiumi. Per poter immettere pesci “autoctoni” nei fiumi, è in fase attuativa il progetto Life streams finanziato con 1.460.000 euro, per far riprodurre la trota mediterranea e ripopolare i fiumi delle Marche con queste trote di razza pura. La Fipsas si è battuta a vari livelli, sia regionale che nazionale, per chiedere deroghe e permettere l’immissione di trote pronto pesca, sostenendo che da circa un secolo si immettono nei fiumi trote atlantiche.

pesce-castelraimondo-6-300x400Per il progetto Life Streams, ai fini della conservazione della trota autoctona sono state fatte accoppiare delle trote con caratteristiche genetiche della mediterranea, al momento ci sono solo 400 riproduttori per tutte le Marche, numero che il mondo della pesca giudica insufficiente per le necessità dell’intera regione. In una città come Jesi c’erano 5 negozi dedicati alla pesca, ne è rimasto solo uno. La Regione ha autorizzato l’immissione nei fiumi delle trote iridee sterili. In questo periodo sono le uniche autorizzate dalla Regione ad essere immesse nei fiumi per il pronto pesca, il loro prezzo è salito dai 4,80 euro al chilogrammo, ai 12 euro al chilo. Si tratta di una tempesta perfetta, che rischia di far sparire dalla scena quella che viene indicata da tempo come un’eccellenza enogastronomica della Regione Marche, la trota dai puntini rossi, la fario. Le iridee hanno un accrescimento molto veloce e sono voraci, come testimoniano alcuni pescatori in 5 mesi triplicano peso e dimensioni. Il risultato è che il mercato delle fario è di fatto fermo, gli allevatori dell’entroterra sono in forte crisi per questo settore e stanno dismettendo la produzione o le esportano, per evitare i contraccolpi di un mercato ormai fermo, per questa tipologia di trota.

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