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Rifiuti in campagna, firmato il protocollo:
«Agevolazioni per gli agricoltori»

MACERATA - Si potranno trasportare nei centri di raccolta autorizzati per lo stoccaggio e da lì saranno poi smaltiti. Ne fanno parte la Provincia, Cia, Upa, Coldiretti, Copagri, Apimai e Ordine provinciale dei veterinari.

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Da sinistra: il presidente della Provincia, Sandro Parcaroli, il consigliere Andrea Mozzoni, Maurizio Scarpecci, Katia Pesaresi

di Mauro Giustozzi (Foto di Fabio Falcioni)

Rifiuti agricoli, un percorso virtuoso e unico quello maceratese da esportare anche nel resto della regione. Firmato questa mattina nella sala consiliare della Provincia di Macerata il nuovo protocollo per il conferimento dei rifiuti agricoli sottoscritto dal presidente dell’ente, Sandro Parcaroli, dal dirigente del settore Gestione territorio e Ambiente, Maurizio Scarpecci, con le associazioni di categoria Cia, Upa, Coldiretti, Copagri, Apimai e Ordine provinciale dei veterinari.

Provincia_FF-9-650x434Presente anche Andrea Mozzoni, consigliere provinciale con delega all’Ambiente, e Katia Pesaresi responsabile servizio rifiuti della Provincia. L’obiettivo di questo protocollo che si rinnova ogni cinque anni (l’attuale era scaduto lo scorso marzo) sin dal lontano 1999 hanno in cui è stato varato per la prima volta nel maceratese questo strumento unico nelle Marche, è quello di costituire un sistema di gestione dei rifiuti che, in attuazione dei principi di responsabilizzazione e cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nel ciclo dei rifiuti agricoli favorisca la raccolta differenziata, il recupero, il riciclaggio e comunque il corretto smaltimento degli stessi, semplificando gli adempimenti amministrativi a carico di produttori agricoli e aumentando l’efficienza dei controlli.

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Maurizio Scarpecci

«La Provincia di Macerata è l’unica nelle Marche ad aver mantenuto vivo questo strumento – ha affermato il dirigente della Provincia, Maurizio Scarpecci -. Questi accordi sono stati rinnovati ogni 5 anni. Chi aderisce a questo protocollo, in questo caso la Provincia di Macerata ed i rappresentanti delle associazioni di categoria, danno il via ad una procedura che consente a chi entra in questo circuito una serie di agevolazioni. Tre gli attori che ne fanno parte: la pubblica amministrazione, i gestori dei centri di raccolta rifiuti e chi usufruisce del servizio ossia gli agricoltori. Non si tratta stavolta di un semplice rinnovo ma sono state apportare alcune variazioni che sostanzialmente prevedono una sorta di regime agevolato amministrativo per chi poi aderirà nel conferimento dei rifiuti agricoli».

Con la firma del protocollo gli enti interessati si impegnano a costituire appositi centri di conferimento gestiti da cooperative agricole, consorzi agrari, rivenditori privati di prodotti per l’agricoltura, cooperative di meccanizzazione agricola e di conduzione dei terreni, gestori di servizio pubblico, gestori di centri di stoccaggio rifiuti previamente autorizzati.

Al momento nel Maceratese sono una decina questi di centri di raccolta attivi e coprono le esigenze dell’80% delle aziende agricole operanti che complessivamente sono 6mila, ma escludendo quelle più grandi e quelle più piccole che gestiscono in proprio il conferimento dei rifiuti agricoli si può calcolare che il protocollo possa interessare almeno 4mila aziende della provincia. «Questo appuntamento si rinnova ogni 5 anni ed è uno strumento molto efficace – ha detto Parcaroli – che ritengo debba essere esteso anche alle altre province marchigiane e tramite l’Upi mi farò promotore di questa estensione del protocollo che Macerata ha adottato sin dal 1999».

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Katia Pesaresi

Dal punto di vista tecnico operativo Katia Pesaresi, responsabile rifiuti dell’Amministrazione provinciale ha sottolineato quelli che sono i passaggi di questo protocollo firmato oggi con le associazioni di categoria. «Le aziende che aderiscono possono conferire i rifiuti agricoli –ha ribadito la Pesaresi- non utilizzando il formulario di identificazione rifiuti, il cosiddetto firm, ma usando il modello di conferimento che abbiamo allegato alla bozza. Ciò consente di poter trasportare il rifiuto agricolo in maniera legittima coi propri mezzi sino ai centri di raccolta rifiuti che sono autorizzati dalla Provincia per poter effettuare lo stoccaggio di questi materiali: queste isole di raccolta dei rifiuti provvedono successivamente ad inviare tali rifiuti ad altri centri dove vengono recuperati se possibile oppure smaltiti quando non è possibile il recupero. Il materiale varia da taniche ad imballi, batterie e pneumatici dei mezzi agricoli, materiale fitosanitario, gli olii esausti, tutto quello che gravita intorno al mondo agricolo ed anche alcuni rifiuti veterinari che sono stati utilizzati in azienda e che il veterinario non è tenuto a smaltire».

Provincia_FF-3-1-650x434Dal canto suo Andrea Mozzoni, consigliere provinciale con delega all’Ambiente, ha ricordato come «il settore Ambiente ha un compito molto impegnativo che l’ufficio svolge sempre con estrema puntualità ed attenzione. Le emergenze con cui ci confrontiamo si superano se c’è un lavoro di squadra e se ognuno fa la propria parte. Testimonianza è proprio questo protocollo che nasce dal lavoro dell’ufficio Ambiente e da quello svolto coi sottoscrittori attraverso un dialogo acceso che ha portato a questo testo condiviso che auspichiamo che porti beneficio non solo alla nostra provincia ma anche a tutta la regione Marche se vorrà condividere questo strumento come ha sottolineato il presidente Parcaroli».

Orietta Leonori, di Cerealmarche che ha rappresentato i gestori di questi centri di raccolta rifiuti, ha ricordato come «attualmente siano una decina le isole ecologiche presenti nella provincia ed abbiamo sollecitato la sottoscrizione di questo accordo con le osservazioni che sono state fatte proprie all’interno del protocollo che firmiamo oggi. Bisognerebbe fare un altro piccolo passaggio e cioè rendere noto agli organi di controllo che esiste questo strumento, come funziona e come incide in positivo nell’ambiente.

Molte volte questi organismi di controllo si rifanno alle normative nazionali ignorando invece la presenza di questo importante protocollo. Se poi la Regione intervenisse estendendo tale strumento a tutte le province sarebbe un passaggio molto importante».

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Silvano Ramadori

Infine Silvano Ramadori, rappresentante di Apimai Macerata, nonché ex consigliere provinciale, ha ricordato come «nel 1999 è iniziato il percorso di questo protocollo, primo non solo nelle Marche ma in Italia centrale. Purtroppo non si è riusciti a diffondere questo protocollo nel resto della regione per difformità normativa. Con questo protocollo si riuscì ad organizzare queste isole ecologiche nei punti di rivendita, nei consorzi agrari punti ideali dove l’agricoltore può conferire il rifiuto senza pagare nulla ed in sicurezza assoluta. In partenza si poteva contare su 24 isole ecologiche nel maceratese che oggi si sono di molto ridotte di numero. Partendo dall’esistente chiedo che siano collocate nuove isole ecologiche nei territori che ne sono carenti in modo di avvicinare il più possibile questi siti agli agricoltori. Poi è importante la sburocratizzazione che viene da questo protocollo e l’estensione a livello regionale dello strumento. Infine spero che in futuro siano inseriti anche i contoterzisti artigiani ed industriali oltre a quelli agricoli in questo protocollo».

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