Terza corsia in A14,
arriva 1 milione per l’ambiente
GREEN - Sono legati alla compensazione per l'ampiamento dell'A14. A ottenere i fondi l’Unione montana Potenza Esino Musone

Matteo Cicconi
Terza corsia A14, via libera agli interventi sull’ambiente. Dall’Unione montana Potenza Esino Musone semaforo verde per il progetto esecutivo legato agli interventi selvicolturali di gestione forestale sostenibile finanziati con fondi per le compensazioni ambientali per l’ampliamento della terza corsia dell’autostrada.
L’ente è il primo di tutta le Marche ad aver presentato i necessari elaborati tecnici, avrà a disposizione 1 milione e 103mila euro che potrà spendere, grazie a una convenzione con la società Autostrade e la Regione, per una serie di interventi mitigatori destinati al contrasto dei cambiamenti climatici e per altre finalità legate sempre all’ambiente. In particolare il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, nell’esprimere parere favorevole circa la compatibilità ambientale del progetto di realizzazione della terza corsia dell’A14, ha prescritto che, a titolo di compensazione, sia predisposto un “Piano finalizzato alla riforestazione di territori, con piante autoctone, nell’ambito della Regione per l’assorbimento di carbonio in linea con gli obiettivi del Piano nazionale di riduzione di gas serra in adempimento al protocollo di Kyoto”. Il ruolo dell’Unione montana sarà strategico visto che gli enti locali che hanno messo a disposizione i terreni, oltre ad essere in grado di realizzare le opere nel rispetto di tutte le leggi e regolamenti vigenti, possono favorire l’accesso agli appalti e all’esecuzione dei lavori a piccole e medie imprese locali. «Gli interventi – spiega il presidente dell’ente comunitario, Matteo Cicconi – non solo innescheranno una serie di azioni sul territorio a favore dell’ambiente ma avranno anche la caratteristica di attivare la cosiddetta economica circolare. La convenzione, infatti, prevede che possano essere realizzati interventi di diradamento selettivo in boschi di origine artificiale o boschi di latifoglie un tempo governati a ceduo e poi abbandonati, appartenenti al demanio forestale regionale, in grado di aumentare la capacità di assorbire anidride carbonica e, al tempo stesso, accentuare gli aspetti di rinnovazione, stabilità e resilienza favorendo sia la rinnovazione naturale sia l’incremento diametrico delle piante arboree residue».