I 30 anni del 118, Zamponi:
«Gestiamo 37mila richieste di soccorso,
ma abbiamo la metà dei medici»

MACERATA - Stand in piazza oggi con il personale dell'emergenza. Il direttore: «Purtroppo manca il turnover, i giovani scelgono altre strade. Sopperiamo con turni aggiuntivi, rinunciando ai riposi ma resistere oltre è impossibile e qualcosa dovremo chiudere»
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Lo stand del 118. Nella foto Ermanno Zamponi (quarto da sinistra) e Daniela Corsi

di Gianluca Ginella

Il 118 festeggia i 30 anni con stand in piazza della Libertà a Macerata (ci saranno fino alle 18 di oggi) ma con un presente che deve fare i conti con una mancanza importante di medici (vale nella nostra provincia e vale in tutta Italia).

118-30ennale-4-650x486Il 118 in provincia di Macerata è diretto da Ermanno Zamponi, che oggi era presente in piazza, reduce da un turno di notte. Allo stand (5 quelli organizzati nelle Marche, in ognuno dei capoluoghi, per celebrare i 30 anni del servizio di emergenza) questa mattina erano presenti Daniela Corsi, direttrice dell’Area Vasta 3, Rosaria Del Balzo Ruiti, presidente della Croce rossa, e gli assessori comunali Francesca D’Alessandro e Paolo Renna. Nel pomeriggio sono attesi l’assessore Filippo Saltamartini e la direttrice dell’Asur Marche, Nadia Storti. Il 118 in provincia «gestisce, all’anno, 37mila richieste di soccorso e circa 25mila pazienti» spiega Zamponi.

Sul territorio collaborano con il 118 l’Anpas (a Recanati, Morrovalle, Monte San Giusto, San Ginesio), la Croce Rossa (Visso, Camerino, Matelica, Macerata, Tolentino, Potenza Picena) e le ambulanze della Misericordia (a Civitanova e Macerata). Oggi in piazza sono presenti le ambulanze di queste associazioni che partecipano al 118, inoltre verranno fatte dimostrazioni di primo soccorso e prove pratiche.

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Un bambino prova un massaggio cardiaco

Il 118 si occupa di salute, com’è la salute del 118? «Stiamo perdendo medici e non riusciamo a garantire il turnover. Oggi abbiamo in servizio la metà dei medici necessari in provincia: 21 su 40, 41 che servirebbero. Si tratta di un problema generalizzato, regionale e nazionale. E non riguarda solo il 118 ma anche i pronto soccorso, le guardie mediche, le pediatrie. Non c’è il turnover dei medici, i giovani preferiscono prendere altre strade, scelgono professioni più tranquille». Per gestire questa emergenza di turnover «rinunciamo alle ferie – continua Zamponi -, rinunciamo al riposo, facciamo turni aggiuntivi, invece di 150 ore se ne fanno 200. Ma è impossibile pensare di resistere oltre. È inevitabile che dovremo chiudere qualcosa a breve». Una delle proposte per far fronte alla mancanza di medici è la chiusura di alcune ambulanze medicalizzate che rimangono solo con la presenza degli infermieri. Perché infermieri e autisti non mancano, il problema al 118 riguarda solo la carenza di medici. Dunque se i giovani medici scelgono altre carriere, la soluzione, per far fronte ad un problema che potrebbe diventare sempre più grave, potrebbe essere qulla di rendere più appetibile il lavoro in 118 e nei pronto soccorso.

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