“Riconoscersi partigiani e partigiane”

MACERATA - Il libro, scritto da Chiara Donati e Marco Biancucci fotografo, è stato presentato ieri pomeriggio nella sede della Cgil. Il commento di Tordini: «Bisogna recuperare un rapporto intergenerazionale anche perché troppi rigurgiti fascisti e antidemocratici si stanno manifestando nel nostro paese»
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Un momento della presentazione

“Riconoscersi partigiane e partigiani: Costruzione di un’appartenenza” è il libro presentato ieri nella sede provinciale della Cgil di Piediripa di Macerata. Il libro, edito da Odg edizioni è stato scritto da Chiara Donati e Marco Biancucci fotografo. All’iniziativa, oltre agli autori del volume sono intervenuti Stefano Tordini Segretario Spi Cgil di Macerata, Michela Verdecchia per il Forum donne della Cgil di Macerata, Silvia Casilio per l’associazione di Promozione Sociale Osservatorio di Genere, Chiara Bonotti Presidente Anpi Macerata per Anpi Provinciale.
«Il volume  – si legge in una nota – promosso dal Comitato provinciale di Fermo dell’Anpi, sostenuto fra gli altri dallo Spi-Cgil Macerata, Cgil Fermo e Marche, nasce dal connubio fra la pura ricerca storiografica e la fotografia, intersecando racconti e storie di vita di partigiani e partigiane più o meno note all’interno di una prospettiva nazionale e regionale del nostro territorio. La narrazione si snocciola in modo magistrale e originale attraverso un’analisi puntuale delle fonti della soggettività (come la memorialistica) al complesso e contraddittorio universo dei sentimenti e dei pensieri che i diversi ritmi della stagione resistenziale hanno imposto ai suoi protagonisti. Nel testo emerge con chiarezza come la Resistenza sia stata un’esperienza soggettiva, di verità, stra/ordinaria e suggestiva. In questo contesto tutte e tutti si sono trovati davanti alla possibilità di agire in modo coerente con quanto sentito e desiderato, ma anche di fronte alla paura, alla violenza e alla morte, alla gioia e alla speranza di un futuro migliore».
libro_partigiani_cgil-1-325x244I due piani della parte testuale e quella del racconto fotografico, che si svela su tre livelli (i volti, i luoghi e gli oggetti della Resistenza marchigiana) conversano fra loro in una sorta di arricchimento reciproco, favorendo una lettura che si muove sul filo della memoria e del recupero di essa. «Bisogna recuperare un rapporto intergenerazionale – dichiara Stefano Tordini –  anche perché troppi rigurgiti fascisti e antidemocratici si stanno manifestando nel nostro paese. Attraverso queste memorie e queste esperienze dobbiamo arrivare alle nuove generazioni ricordando il ruolo fondamentale che la Cgil- ha avuto nella battaglia della Resistenza».



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