L’insegnante arrestata ai suoi legali:
«Non ho commesso violenza sull’alunna,
chiarirò la mia posizione con il giudice»

TOLENTINO - I legali riportano alcune dichiarazioni fatte loro da Alessia Cingolani sulla vicenda e che gli stessi hanno diffuso. Ieri si è avvalsa della facoltà di non rispondere e spiega che non è un'ammissione di responsabilità. La difesa, sull'agire che avrebbe avuto la docente con l'alunna, dicono che erano interventi «finalizzati ad evitare la ripetizione di comportamenti compulsivi e non controllati»
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Alessia Cingolani ieri in tribunale

 

di Gianluca Ginella

«Ritengo di poter affermare con la massima sincerità, di insegnante e di madre, di non aver commesso alcuna violenza sull’alunna», sono le dichiarazioni che Alessia Cingolani, l’insegnante arrestata per maltrattamenti ad una alunna in un istituto di Tolentino, ha fatto ai suoi avvocati, Diego Casadidio e Nicola Piccinini, e che i legali hanno ritenuto di diffondere tramite una nota.

Ieri la 41enne che vive a Caldarola è comparsa davanti al gip per la convalida dell’arresto. La difesa aveva scelto, come suo diritto, di non rispondere alle domande del giudice anche perché da pochi giorni avevano preso visione, hanno spiegato i legali, del fascicolo di indagine e dunque dovevano avere il tempo di studiarlo anche perché parecchio corposo. I legali, nella nota diffusa, dicono che Cingolani vuole cercare di «fermare una campagna denigratoria ed infamante che utilizza strumentalmente la sua scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere come indiretto ed implicito riconoscimento di responsabilità per i gravi fatti contestati con un non giustificato clamore mediatico». Una scelta, si spiega nella nota, che le è stata indicata dai suoi legali, che non hanno avuto il tempo necessario per visionare il fascicolo della procura e le immagini riprese nel corso delle intercettazioni ambientali, «analisi difensiva necessaria per la ricostruzione dei fatti» riferiscono i legali nella nota.

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Marta Morroto

L’insegnante, come sin dal principio ribadito da uno dei suoi legali, l’avvocato Casadidio, dice che non ci sono state violenze. I legali nella nota aggiungono che la loro assistita ritiene «di poter affermare con la massima sincerità, quale insegnante e madre, di non aver commesso alcuna violenza sull’alunna che ha frequentato assiduamente la scuola» e che i suoi interventi sono stati finalizzati ad «evitare la ripetizione di comportamenti compulsivi e non controllati e chiaramente non consoni per l’inserimento dell’alunna in un contesto sociale inclusivo». L’insegnante, riferiscono i legali, sostiene che se le sue azioni dovessero essere interpretate «secondo un comportamento non adeguato» allora andrebbe sottolineato che lei e la collega «sono state lasciate ad operare in un contesto isolato, anche privo degli indispensabili spazi esterni».

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Alessia Cingolani con gli avvocati Nicola Piccinini (a sinistra) e Diego Casadidio (a destra)

Viene inoltre sottolineato nella nota come «Per tutto il primo anno scolastico 2020/2021 e poi per il successivo sino a novembre 2021, non vi è stata nessuna possibilità di confrontarsi con l’equipe medica di riferimento e solamente a maggio 2022, sempre da remoto e dopo reiterati solleciti, si è tenuto un secondo incontro, ma senza la partecipazione richiesta e necessaria dello psichiatra» scrivono i legali. La loro assistita ha chiarito con i suoi avvocati che «non appena sarò messa in condizione chiarirò la mia posizione con il giudice».

Oltre a Cingolani, è stata arrestata Marta Morroto, 41 anni, residente a Tolentino, assistente per l’autonomia e la comunicazione. Anche lei ai domiciliari, entrambe sono in aspettativa dopo che venerdì della scorsa settimana i carabinieri hanno eseguito le ordinanze agli arresti domiciliari disposte dal giudice. Per entrambe i difensori hanno chiesto ieri al gip Claudio Bonifazi la revoca della misura. L’indagine è dei carabinieri della Compagnia di Tolentino, vengono contestati una serie di presunti comportamenti vessatori verso una ragazzina autistica. Si parla, tra l’altro, della merenda lanciata dalla finestra, di averla costretta a restare seduta quando chiedeva di andare in bagno, di averla colpita con schiaffi, di averla ignorata quando c’era da fare lezione.

 

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