“La buona notizia”
al Villaggio delle Ginestre
RECANATI - Giorgio Terrucidoro, il 48enne di Recanati, affetto dalla nascita da una tetraparesi spastica tornerà a raccontare il suo libro nell'Istituto sabato 28 maggio,

Giorgio Terrucidoro
Giorgio Terrucidoro continua a portare “La buona notizia” in provincia. Sabato 28 maggio alle 17.30, il 48enne di Recanati, affetto dalla nascita da una tetraparesi spastica tornerà a raccontare il suo libro nell’Istituto Figlie S. Maria della Divina Provvidenza “Villaggio delle Ginestre”.
«Ho difficoltà – scrive in una nota – a sintetizzare, vista la loro molteplicità, i sentimenti che provo dentro di me data l’imminenza della seconda presentazione del mio libro La buona notizia (Cantagalli 2020). Provo a farlo servendomi di tre parole: responsabilità, gratitudine, profezia. Il primo sentimento che avverto nitidamente è la responsabilità. Per comprendere pienamente questo primo sentimento è necessario soffermare brevemente la nostra attenzione sulla tematica centrale, il filo conduttore, di questa presentazione. La tematica centrale è la seguente: disabilità e gioia, un connubio possibile o una mera utopia? Io sono disabile, affetto sin dalla nascita da una tetraparesi spastica, quindi confrontarmi pubblicamente con il quesito sopra citato mi tocca sul vivo, direttamente e personalmente, elevando così notevolmente la responsabilità, appunto, in merito al mio intervento. Il secondo sentimento, unito strettamente al primo, è la gratitudine nei riguardi delle persone che hanno reso possibile questo evento».

Suor Barbara Brunalli e Fabio Corvatta
E l’elenco è significativo: «Penso, in primis, alla direttrice dell’Istituto suor Barbara Brunalli. La direttrice ha accettato immediatamente la mia proposta. Ho avvertito subito, da parte sua, disponibilità e fiducia in me e, soprattutto, nel libro. La seconda persona alla quale voglio dire grazie è Fabio Corvatta per l’amicizia e la stima che sempre mi dimostra. Conosco Fabio da molto tempo, circa un quarantennio, ho avuto modo di frequentarlo in diversi momenti storici e con compiti differenti. Sono veramente felice, non nascondo una punta di emozione ed orgoglio, che abbia accettato di condividere con me, in qualità di direttore sanitario del “Villaggio delle Ginestre”, la presentazione del mio secondo libro. Rivolgo, inoltre, un sentito ringraziamento a don Mario Menghini. Non ricopre più alcuna “carica”, per ragioni di età, attualmente svolge il suo Ministero Sacerdotale nel “Villaggio delle Ginestre”, celebrando la messa che quotidianamente anima e sostiene la vita dell’Istituto stesso, si relaziona costantemente con persone disabili. La natura profetica dell’evento, la profezia appunto, proprio perché tale, non è propriamente un sentimento ma un auspicio. Spero vivamente che questa presentazione sia l’inizio di un nuovo approccio, autenticamente evangelico, sia del disabile nei confronti della propria menomazione che, più in generale, delle persone normodotate che vivono, per qualsiasi ragione, con le persone disabili. Recepire questo nuovo approccio permette di vivere le difficoltà della vita, le nostre “croci”, alla luce della Buona Notizia»
