Caso area camper, lettera al prefetto:
«Intervenga per farci discutere le mozioni»

FIASTRA - Dopo gli esposti in procura, i consiglieri Marcello Cocci, Stefano Blanchi, Giancarlo Ricottini e Laura Sestili hanno chiesto al massimo rappresentate del governo in provincia di esercitare il potere sostitutivo e permettere la discussione in Consiglio che l'amministrazione ha negato
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L’area camper in località Boccioni

 

Caso dell’area camper di Fiastra, i consiglieri d’opposizione chiedono l’intervento del prefetto. Marcello Cocci, Stefano Blanchi, Giancarlo Ricottini e Laura Sestili hanno inviato una lettera al massimo rappresentate del governo in provincia per far sì che eserciti il potere sostitutivo e permetta la discussione in Consiglio delle due mozioni che hanno presentato.

L’amministrazione, con una comunicazione inviata dal vice sindaco Claudio Castelletti e corredata da una relazione del segretario comunale, ha infatti negato la discussione nella prossima assise del 27 maggio. La motivazione? Gli atti presentati dall’opposizione non rientrerebbero nelle competenze del Consiglio.

La vicenda riguarda appunto l’area camper realizzata nel 2014 in località Boccioni per un totale di circa 98mila euro. A vincere l’appalto la Cagnini Costruzioni srl che, come ha evidenziato Cocci che ha anche presentato due esposti in procura sulla vicenda, fa capo al nipote del sindaco Sauro Scaficchia. Secondo la convenzione stipulata dal Comune, la ditta si sarebbe dovuta occupare anche della gestione dell’area stessa. Cosa però, stando a quanto denunciato dai consiglieri e confermato almeno in paio di occasioni dallo stesso primo cittadino, non sarebbe mai avvenuta. Così il Comune nel 2020 partecipa a un bando di 124mila euro per riqualificare l’area. Nel 2021 poi, a fondi ottenuti e riqualificazione completata, la giunta decide di riprendersi l’area e di rimborsare l’azienda: 42.469 euro per i lavori che aveva effettuato in un secondo momento e 25.355 euro a titolo di risarcimento «per la parte residua non goduta» della gestione ventennale.

area-camper-fiastra1_censored-325x146In sostanza, i consiglieri d’opposizione contestano il fatto che il Comune avrebbe avuto la possibilità di farsi rimborsare per la mancata gestione dell’area e invece è stato deciso di risarcire l’azienda senza provvedere di fatto ad ampliare l’area camper.

Inoltre, contestano anche la violazione  del Testo unico degli enti locali, in particolare dell’articolo 78, che impone agli amministratori di «astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado» perché il sindaco nel 2021 ha votato la delibera in cui si era deciso di risarcire l’azienda. Infatti nell’ultima mozione presentata chiedono alla giunta «di annullare in autotutela la delibera in questione, di valutare le modalità di recupero delle somme versate al concessionario e della loro eventuale restituzione all’ente finanziatore» e di quantificare «il danno subito dall’amministrazione comunale in termini di danni materiali e di immagine in seguito alle violazioni contrattuali accertate in capo al concessionario».

Visto che dall’amministrazione è arrivato il niet a discutere la questione in Consiglio, si sono rivolti al prefetto.  «Lo scopo della mozione – si legge nella lettera inviata in prefettura – non è quello di sostituirsi alla Giunta o annullare con la deliberazione di Consiglio l’atto di Giunta ma bensì stimolare una discussione in seno all’organo consiliare e dare chiaramente un indirizzo politico alle decisioni di competenza della Giunta, una funzione questa che rientra senza dubbio alcuno tra le attribuzioni del Consiglio Comunale che è per legge organo di indirizzo politico. La relazione allegata a firma del segretario comunale di Fiastra correttamente descrive che la proposta delle minoranza “è volta all’adozione di una delibera con la quale si chiede alla giunta comunale la revoca di un atto giuntale.” Per poi affermare senza nessuna giustificazione che “essa si pone al di fuori dell’ambito delle competenze del consiglio comunale”».

Secondo i quattro consiglieri nel diniego dell’amministrazione «non sembrano essere censurate carenze o irregolarità formali nella predisposizione delle mozioni, se ne deduce – aggiungono sempre nella lettera – che l’unico ostacolo al loro accoglimento sia l’interpretazione del segretario comunale circa la loro estraneità alle competenze del Consiglio. È bene sottolineare che entrambe le Mozioni sottoposte al Sindaco, come da regolamento, sotto forma di “proposte di delibera”, rappresentano una forma di controllo “non giuridico”, bensì un sindacato di legittimità dei singoli atti adottati, i quali non possono essere annullati, revocati, modificati, dall’Assemblea consiliare ma che la stessa Assemblea può valutare nell’esercizio delle prerogative ad essa attribuite, indicando, nel caso, alla Giunta di uniformarsi alle decisioni della stessa Assemblea». Per tutto questo oggi hanno chiesto al prefetto Flavio Ferdani «di intervenire mediante l’esercizio del potere sostitutivo a lui attribuito dall’ordinamento inserendo le mozioni nell’ordine del giorno della seduta del Consiglio Comunale convocata dal vicesindaco il 27 maggio».

(g. def.)

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