Maxi frode fiscale,
assolto ex commercialista
INDAGINE GREAT TOWER - Il 76enne Pierluigi Eleuteri era sotto accusa al tribunale di Macerata insieme ad altre 18 persone. E' caduta l'associazione per delinquere, prescritti gli altri reati
Tutti assolti al processo per una presunta associazione per delinquere legata ad una maxi frode fiscale sul trasferimento fraudolento di valori. Tutto è nato da una indagine, chiamata Great Tower, che risale al 2012, ed era stata condotta dalla Guardia di finanza di Ancona con il coordinamento della procura di Macerata con sequestri di ville, terreni, e di conti correnti sui cui sarebbero transitati 60 milioni di euro. Un maxi processo in cui erano finiti sotto accusa l’ex commercialista fermano Pierluigi Eleuteri, 76 anni, e a vario titolo, altre 18 persone.
L’accusa contestava a Eleuteri, difeso dall’avvocato Paolo Giustozzi, che avesse intestato conti correnti, società e quote a dei prestanome per eludere possibili sequestri attraverso le misure di prevenzione. La difesa, nel corso del processo ha dimostrato che Eleuteri aveva subito tre procedimenti di prevenzione, e tre volte erano state rigettate le proposte di applicazioni di misure di prevenzione, ossia strumenti nati in origine per combattere le associazioni mafiose, attraverso la sottrazione dei profitti illeciti che vengono generati dalle attività delle cosche.
I requisiti che secondo la difesa non sussistevano per Eleuteri che, oltre a non essere soggetto pericoloso aveva offerto prova di aver acquisito le sue proprietà negli anni in cui svolgeva attività di commercialista, con redditi leciti derivanti dalla sua professione e con il contributo di sua moglie. La difesa ha dimostrato nel corso del processo che il reato principale richiede il dolo specifico ossia che la fittizia intestazione avesse finalità di eludere le misure di prevenzione. In realtà non soltanto le misure non potevano essere applicate a Eleuteri, ha sostenuto la difesa, «che mai è stato indagato o condannato per partecipazione ad associazione mafiosa o altri reati gravi, ma egli non conosceva neppure l’esistenza della possibilità che venisse avanzata una richiesta nei suoi confronti di una misura di prevenzione». Al processo è stato dimostrato che le movimentazioni dei conti correnti non fossero riferibili a proventi illeciti e che dunque non vi fosse alcuna necessità di farne perdere le tracce o, all’evidenza, ancor meno sottrarli ad una ipotesi di confisca. Alla fine il tribunale ha assolto tutti gli imputati per l’accusa di associazione per delinquere, e dichiarato prescritti gli altri reati. I beni sono stati tutti restituiti Eleuteri.
