Indagine anti riciclaggio sul money transfer,
al setaccio 33mila operazioni:
multe per oltre 9 milioni di euro
OPERAZIONE della Guardia di finanza lungo la costa: scoperto un sistema che ha permesso il trasferimento all’estero di ingenti quantitativi di denaro, eludendo i controlli previsti dalla normativa. Nei guai sia il titolare che i numerosi clienti

Un giro d’affari di 10 milioni in un anno e mezzo, con oltre 33mila operazioni di trasferimento di denaro all’estero. Di queste ne sono state contestate diverse per un totale di 120mila euro, perché illecite. E’ l’operazione anti riciclaggio della Guardia di finanza di Macerata, che vede al centro un money transfer gestito da un extracomunitario sulla costa. Contestate sanzioni per un totale che supera i 9 milioni di euro.
L’indagine delle Fiamme gialle ha consentito di portare alla luce un sistema che ha permesso il trasferimento all’estero di ingenti quantitativi di denaro, eludendo i controlli previsti dalla normativa di settore. In sostanza, secondo gli inquirenti, sono state adottate tecniche di frazionamento (smurfing) degli importi da trasferire mediante l’utilizzo, da parte dei clienti, del sistema finanziario “multicanale” dei numerosi istituti di pagamento nazionali ed esteri, allo scopo di aggirare i blocchi automatici adottati per evitare l’invio di importi superiori alla soglia di legge nell’arco di sette giorni. Secondo quanto ricostruito dalla Finanza, dunque, questa tecnica di frazione gli importi in importi più piccoli avrebbe consentito di occultare la reale quantità di denaro trasferito all’estero, così da aggirare le norme anti riciclaggio. I finanzieri hanno passato al setaccio 33mila operazione eseguite in un anno a mezzo per un totale di oltre 10 milioni, e ne hanno contestate decine e decine per un totale di 120mila euro.
Per esempio, è emersa l’acquisizione da 77 clienti, in una stessa data o in un ristrettissimo arco temporale inferiore alla settimana, di denaro contante per un importo pari o superiore a mille euro, che è stato poi trasferito in favore di uno stesso beneficiario o di più persone, attraverso i circuiti finanziari degli istituti di pagamento nazionali e comunitari.
Per questo ai numerosi clienti del money transfer sono state contestate sanzioni per 4,5 milioni di euro, altri 4,5 milioni di sanzioni sono state contestate al titolare dell’esercizio, a cui si vanno ad aggiungere oltre 300mila euro, per aver omesso di effettuare le dovute segnalazioni di operazioni sospette agli organi competenti, come previsto dalla normativa antiriciclaggio.
I risultati dell’indagine sono state comunicate, tra gli altri, al dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze, deputato all’irrogazione delle sanzioni contestate e, in ragione della gravità delle stesse, all’applicazione della misura della sospensione, sino a tre mesi, dell’esercizio dell’attività. Ulteriori accertamenti saranno svolti al fine di rilevare eventuali irregolarità anche sul piano fiscale.