All’Ispettorato del lavoro
scatta la protesta
MACERATA - Il problema è il mancato adeguamento dell’indennità di amministrazione che invece viene riconosciuto al personale ministeriale ma è previsto anche per il loro contratto. In provincia manca personale
Mobilitazione del personale dell’Ispettorato del lavoro (Itl) di Macerata: questa mattina presidio davanti alla struttura. Il personale è in stato di agitazione a seguito del mancato riconoscimento all’Itl (e a tutte le altre agenzie strumentali dei Ministeri) dell’adeguamento dell’indennità di amministrazione.
«L’esclusione avviene per effetto di una interpretazione restrittiva da parte del Mef e del Dipartimento della Funzione Pubblica: la legge di Bilancio 2020 che ha stanziato le apposite risorse facendo un generico riferimento al personale dipendente dei Ministeri e, come conseguenza del dettato normativo preso alla lettera, i dipendenti “non ministeriali” vengono esclusi dall’adeguamento di un’indennità prevista dal contratto» spiegano le Rsu dell’Itl e la Fp Cgil.
«È evidente come questa interpretazione risulti del tutto inaccettabile – continuano i sindacati -: al personale dell’Itl al pari di tutto il personale ministeriale, si applica il Contratto collettivo nazionale funzioni centrali. Il mancato intervento perequativo si manifesta tra l’altro, contestualmente all’assunzione di crescenti compiti e responsabilità da parte del personale dell’Inl, con particolare riferimento alla recente attribuzione di competenza agli ispettori, in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Per questo è stata indetta dalle sigle sindacali nazionali un’agitazione nazionale unitaria che ha visto una serie di assemblee in tutte le sedi locali e culminerà, in assenza di risposte, in una giornata di sciopero generale proclamato per il 18 marzo».
Il quadro locale dicono le Rsu e la Fp Cgil è «estremamente complicato: ad oggi la forza lavoro dell’Itl Macerata conta appena su 31 persone (tra personale ispettivo ed amministrativo, a fronte delle oltre 60 di appena 5 anni fa. L’età media del personale in servizio è sempre più elevata ed il ricambio generazionale è stato di fatto inesistente a causa della mancanza di turn over. Diventa sempre più difficile svolgere le funzioni proprie dell’Itl in modo capillare e puntuale, in un contesto generale della materia del lavoro che in questi anni ha visto una complessa evoluzione e in un territorio come il nostro le cui complicate vicende, pensiamo ad esempio alla ricostruzione post sisma o ai casi di caporalato, richiederebbero un forte potenziamento dell’attività ispettiva. In un Paese in cui infortuni e morti sul lavoro assumono numeri drammatici non ci si può limitare a campagne mediatiche più o meno efficaci: servono risposte concrete ed immediate. In primis una reale campagna di assunzioni e un adeguato riconoscimento professionale del personale».
