Stalking ad una commerciante,
condannato l’ex convivente

CIVITANOVA - Imputato al tribunale di Macerata un 50enne. La sentenza: 1 anno e sei mesi. Avrebbe accusato la ex di essere una ladra, di avergli portato via il cane e di averlo maltrattato fino a farlo morire. Gli viene contestato di aver fatto appostamenti nella zona del negozio che la donna gestiva, di essersi introdotto nelle pertinenze della sua abitazione

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Commerciante nel mirino dell’ex convivente: l’uomo avrebbe detto che la donna era una ladra, che gli aveva sottratto il cane e lo avrebbe maltrattato fino a farlo morire, avrebbe fatto appostamenti vicino al negozio della donna, scritto su Facebook e frasi diffamatorie e offensive alla ex. Queste alcune delle accuse che vengono rivolte ad un 50enne di Recanati, residente a Civitanova, che oggi è stato condannato al tribunale di Macerata dove era imputato per stalking e diffamazione. I fatti risalgono al 2015.

L’uomo avrebbe preso di mira la ex convivente e la socia (all’epoca dei fatti) che con lei gestiva una boutique di Civitanova. L’accusa parla di ingiurie e minacce: avrebbe dato alla ex della ladra, dicendo che non gli avrebbe restituito dei soldi, che gli avrebbe sottratto il cane che avrebbe maltrattato fino a farlo morite (cosa risultata falsa, dice l’accusa), accusandola di essere una mantenuta, una approfittatrice. Avrebbe scritto post e frasi diffamatorie e offensive della ex che avrebbe associato all’immagine di una scimmia o una donna anziana a e sdentata. A volte l’avrebbe indicata come sua dipendente come per vantarsi di essere lui il proprietario del negozio gestito dalla donna. Inoltre avrebbe pubblicato post e messaggi in cui sosteneva la cattiva qualità della merce in vendita nel negozio gestito dalla ex. Inoltre l’accusa parla di appostamenti reiterati vicino al negozio e intrusioni improvvise all’interno di questo. Nel capo di imputazione viene poi contestato all’uomo di essersi introdotto nelle pertinenze della casa della ex scavalcano la recinzione e fermandosi a spiarla. In un caso si sarebbe introdotto nel recinto della casa per sottrarle il cane. L’uomo è poi accusato di diffamazione per i post su Facebook in cui avrebbe parlato di soldi che mai gli erano stati restituiti, per aver scritto che nel negozio veniva venduta merce di pessima qualità. Oggi si è chiuso il processo al tribunale di Macerata: il giudice Andrea Belli ha condannato l’imputato a 1 anno e sei mesi.  L’imputato è difeso dall’avvocato Giorgio Di Tomassi. La donna si è costituita parte civile con l’avvocato Sergio Marini.

(Gian. Gin.)

*A tutela della vittima in nome dell’imputato non viene indicato


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