“Macerata spacciata? No, grazie”
Nuova iniziativa contro le droghe
alla Mozzi-Borgetti
MACERATA - L'appuntamento è per sabato alle 17. Organizzano: il Comune, il Dipartimento dipendenze patologiche dell’Area Vasta 3, l’associazione "Con Nicola, oltre il deserto di indifferenza" e l’Aiart

Giuseppe Bommarito, presidente dell’associazione “Con Nicola, oltre il deserto di indifferenza”
Nuova iniziativa di informazione e di prevenzione sul fronte antidroga, organizzata dal Comune di Macerata, in collaborazione con il Dipartimento dipendenze patologiche dell’Area Vasta 3, l’associazione “Con Nicola, oltre il deserto di indifferenza”, e l’Aiart (Associazione italiana ascoltatori radio e telespettatori). L’iniziativa, denominata “Macerata spacciata? No, grazie”, è prevista per sabato alle 17, nell’auditorium della biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata, e sarà svolta in presenza con super green pass e anche in diretta Facebook su @BibiotecaMozziBorgetti.
«A pochi giorni dal quarto anniversario della morte di Pamela – dicono gli organizzatori – dopo due overdosi a Macerata verificatesi nello scorso mese di gennaio, una mortale e l’altra dove l’esito letale è stato sventato solo grazie al tempestivo intervento dei soccorritori e al farmaco salvavita, il Narcan, un ulteriore momento di riflessione per fare il punto della situazione e per decidere come sviluppare la prevenzione nelle scuole e nel territorio appare indispensabile. Nelle scuole, ove si sta cercando in tutti i modi di evitare la didattica a distanza, ora si può tornare a parlare di droghe, se muniti di super green pass, e sarà quindi il caso che un efficace piano di intervento in tal senso venga predisposto dalle autorità e dalle associazioni, tuttora riunite sotto l’egida del “Comitato Uniti contro la droga”, costituito in Prefettura, che inspiegabilmente stenta a riprendere la sua attività».
Parteciperanno all’iniziativa Francesca D’Alessandro, vice sindaco di Macerata e assessore alle Politiche sociali, Gianni Giuli, direttore del Dipartimento dipendenze AV3, Giuseppe Bommarito, presidente dell’Associazione “Con Nicola, oltre il deserto di indifferenza”, e Lorenzo Lattanzi, presidente marchigiano dell’Aiart. Quest’ultimo è un maestro elementare laureato in giurisprudenza, autore di numerosi saggi e articoli divulgativi. Da anni si occupa di educazione mediale. Al suo attivo il libro “Non è mai troppo presto …per ripensare l’educazione nell’era digitale”. Nel 2021 ha curato, insieme ad altri, il volume “Cittadinanza mediale a scuola. Buone pratiche per orientare lo sguardo”. L’Aiart regionale da anni organizza percorsi di formazione aperti a tutti, per rendere il cittadino “mediale” consapevole dei propri diritti e doveri, e soprattutto per tutelare i minori e i soggetti deboli.
…se ne continua a parlare, si continuano a organizzare iniziative, incontri, convegni (cosa assai lodevole, soprattutto se fatta da persone, come queste, che non lo fanno per mera strumentalizzazione o convenienza personale o politica), ma, purtroppo, i giovanissimi, i ragazzi, i meno giovani e anche tanti adulti, continuano a fare uso di droghe, senza considerare minimamente i danni che esse provocano alla loro salute e di conseguenza a tutta la società civile. I motivi sono alla base, partono da una “cultura” di permissivismo, del tutto è permesso, del tanto non fa male, del (anche) liberalizziamola, così le mafie non ci guadagnano più (ma chi sostiene queste cose è ben consapevole di quel che afferma, o lo fa solo per partito preso, che sarebbe ancora peggio!!?), da una “cultura” dello “sballo per forza e per moda”, tanto lo fanno tutti, se no non sei “giovane”, dell’essere (e qui parliamo di adulti) al massimo della forma e dell’efficienza (nel caso di droghe che ti fanno star sveglio ed efficiente…si, e deficiente…). Si è andati troppo oltre, si è superata una soglia dalla quale sarà difficile assai tornare indietro, per tornare a NON drogarsi, a capire che fa solo male, a considerare la droga SOLO un veleno, e che è, pure, “peccato”, perché fai del male a te e agli altri. Sarà dura, dicevo, perché si è partiti anche tardi (se si è veramente partiti…), mentre chi si droga è “partito” già da tempo. Speriamo, confidiamo, lavoriamo e che queste iniziative ben vengano e che siano il più possibile ascoltate da tutti. gv