Castelsantangelo piange Luigi Falcucci,
dalla sorgente del Nera
non si era arreso al sisma
LUTTO - Aveva 94 anni ed era nella casa di riposo di Pieve Torina. Sfollato dalle scosse 2016, nei primi giorni d'emergenza era diventato la mascotte della tendopoli. Non aveva mai voluto lasciare la sua casa Vallinfante. Il funerale lunedì alle 10

Luigi Falcucci
di Monia Orazi
Si è spento ieri pomeriggio il nonnino di Castelsantangelo Luigi Falcucci. Aveva 94 anni, è morto a causa dell’età nella casa di riposo di Pieve Torina. Fino al 2016 era sempre vissuto a Vallinfante di Castelsantangelo, che lui amava chiamare “alla sorgente del Nera”. Casa sua che non è riuscito a vedere riparata, si era lesionata con la prima forte scossa in agosto, ma lui nonostante le sue 89 primavere non aveva voluto lasciare il paese, era il più anziano nella tendopoli provvisoria allestita in quei primi, drammatici giorni, nel piazzale poco lontano dalla fabbrica della Nerea. Era diventato per qualche mese, con il suo sorriso ed il berretto in testa la mascotte del campo, si era adattato a vivere in tenda, ma le scosse che non hanno dato tregua lo avevano sorpreso la sera di ottobre al Navigante, che nella sede originale era il quartier generale per gestire l’emergenza post sisma del piccolo comune montano.
Falcucci era un uomo semplice, nonostante le crepe sui muri della sua casa, non l’aveva voluta lasciare. Avevano dovuto convincerlo i tecnici che erano andati a controllarla, del rischio che correva a restare. Solo dopo insistenze, si era convinto e lasciato portare via, non senza la promessa di poter accudire le sue galline, dai volontari della Protezione civile. Con le scosse di ottobre prima aveva trovato alloggio in un albergo di Civitanova, poi aveva seguito gli ospiti della casa di riposo di Castelsantangelo all’ospedale di Matelica e dallo scorso dicembre era tornato con gli altri, nella casa di riposo di Pieve Torina.
Lascia solo i cugini, che lo ricordano come un tipo molto forte, coraggioso ed allegro, nonostante avesse perso i suoi genitori prima, il fratello successivamente ed infine, nel 2016, tutte le sue proprietà. Aveva come unici parenti i cugini, purtroppo lontani ed anziani, ma di questo non si rattristava mai e durante le telefonate, li rincuorava sempre, di stare tranquilli e non preoccuparsi per lui. La comunità di Castelsantangelo perde uno dei suoi componenti più amati, uno dei tanti preziosi anziani che del vivere in montagna avevano fatto una scelta di vita, contribuendo a preservarla, a tramandare le tradizioni e a portare avanti quel quieto vivere nel pieno rispetto dei luoghi, che lo rendevano tutt’uno con il suo paese. Il funerale si terrà lunedì alle 10 nella chiesa di Castelsantangelo sul Nera.
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