«E’ necessario rinviare
la fiera Linea Pelle»
ECONOMIA - Carlo D’Angelo, presidente Cna Civitanova e imprenditore del settore, si fa portavoce dell'appello delle imprese calzaturiere

Carlo D’Angelo
È di qualche giorno fa la notizia dello slittamento del Micam, noto appuntamento mondiale della calzatura, dal 20 febbraio al 13 marzo. La rassegna milanese ha fatto sempre da traino all’altro appuntamento imperdibile per le imprese del settore, Linea Pelle che però è stata confermata per febbraio. Carlo D’Angelo, presidente Cna Civitanova e imprenditore del settore, chiede di mantenere intatto il binomio temporale tra i due appuntamenti e evidenzia diverse motivazioni: «Spostare Linea Pelle a ridosso del Micam comporterebbe innanzitutto un risparmio dei costi per le nostre imprese e già questo dovrebbe essere un buon motivo per posticiparle entrambe. A marzo, inoltre, anche la situazione sanitaria sarà nettamente migliore rispetto ad oggi, dove registriamo il picco dei contagi Covid, e quindi avremo sicuramente un maggior numero di visitatori. Infine, il problema del Green Pass per chi è vaccinato con Sputnik, con la speranza che a marzo ci sia più chiarezza al riguardo».
La provincia di Macerata con 970 aziende è terza in Italia per numero assoluto di imprese che fabbricano calzature. Così Carlo D’Angelo: «Qui ha sede più dell’8% delle imprese calzaturiere italiane e sono diverse decine quelle che puntano su Micam e Linea Pelle come appuntamenti fondamentali per acquisire commesse e garantirsi un futuro meno incerto dell’attuale. Imprese non solo calzaturiere ma che producono borse, divani, cinture, capi di abbigliamento in pelle fino ai sedili di automobili, minuterie ed accessori». «Non è una notizia la crisi del distretto calzaturiero – sottolinea il rappresentante Cna – ma a questa dobbiamo aggiungere il recente aggravio dei costi energetici. Le impese devono risparmiare sui costi e non vorremmo che siano costrette a rinunciare ad uno dei due appuntamenti fieristici. Senza un rinvio a marzo di Linea Pelle, le nostre imprese potrebbero infatti riconsiderare la loro partecipazione, perdendo una importante opportunità di rilancio e crescita economia del distretto». L’imprenditore civitanovese fa quindi appello agli organizzatori: «Le due fiere sono state pensate, a ragione, l’una di seguito all’altra perché complementari. Non ha senso penalizzare senza alcun motivo gli imprenditori».