Schianto fatale col furgone,
presentata una denuncia per furto
dalla ditta proprietaria del veicolo

CINGOLI - Si aggiunge un ulteriore tassello da chiarire sull'incidente costato la vita al 30enne albanese Dorjan Andoni. Con lui nel mezzo intestato alla ditta che ha presentato denuncia, c'erano almeno altre tre persone. Più una quinta che sarebbe scappata. Secondo gli inquirenti si tratterebbe di muratori. Cgil, Cisl e Uil esprimono preoccupazione per le condizioni di lavoro

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I soccorritori sul luogo della tragedia venerdì sera

Schianto fatale con il furgone a Cingoli, presentata una denuncia per il furto del veicolo. Emerge un nuovo elemento nell’indagine sull’incidente che è costato la vita al 30enne albanese Dorjan Andoni. Il titolare della ditta proprietaria del mezzo che stava guidando il giovane ha sporto denuncia per il furto del furgone. Gli inquirenti dovranno ora chiarire quello che è accaduto anche alla luce di questo nuovo particolare. 

Cingoli-MC-Incidente-stradale-mortoPartiamo dai fatti. Alle 21,20 circa di venerdì il furgoncino di un’azienda diretto da Cingoli verso Jesi ha sbandato ed è uscito di strada sfondando il guardrail. Alla guida c’era il 30enne Andoni, clandestino in Italia, che è morto praticamente sul colpo. Con lui almeno altre tre persone: un 30enne marocchino che è stato ricoverato a Torrette per le ferite riportate e due italiani, usciti illesi, che sono stati identificati in un secondo momento. Secondo quanto è stato possibile sin qui ricostruire, tutti erano stati a cena a Cingoli, al ristorante Nero Cafè, dove erano entrati verso le 20,35 circa. Finita la cena erano ripartiti per andare in direzione di Jesi, sembrerebbe per andare a dormire in una casa dove alloggiavano. Passata la ditta Fileni, lo schianto fatale.

incidente-cingoli-camion-ribaltato-3-325x244Diversi gli aspetti che restano da chiarire. Innanzitutto la presenza o meno nel furgone di una quinta persona, un altro albanese sembrerebbe, che subito dopo l’incidente sarebbe scappato. Da accertare poi se c’era un rapporto e di che tipo tra la vittima, gli altri e il proprietario del furgone. Secondo gli inquirenti si tratterebbe di muratori che lavorano o lavoravano in un cantiere della zona. In caso fosse così, per quale azienda lavoravano? Che ci facevano a bordo di quel furgone, anche alla luce della recente denuncia presentata dalla ditta proprietaria del mezzo? Domande che ancora non hanno una risposta. Resta poi da chiarire la causa dell’incidente: come e perché il 30enne abbia perso il controllo per poi uscire di strada. Dagli accertamenti successivi è emerso che il 30enne non aveva bevuto. Fondamentali saranno le testimonianze delle altre persone presenti nel furgone.

incidente-cingoli-camion-ribaltato-1-325x244Sulla vicenda intanto intervengono Fenal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil della Provincia di Macerata, che «esprimono vicinanza e profondo cordoglio per la tragica morte del lavoratore edile Dorjan Andoni.  Questa morte – aggiungono i sindacati – ci lascia profondamente colpiti e sgomenti in particolare per le prime notizie che stanno emergendo come: la possibile irregolarità del rapporto lavorativo alla luce del mancato titolo di soggiorno del lavoratore e l’allontanamento dal luogo dell’incidente di un quinto lavoratore che può far ritenere la sua situazione simile a quella del collega Dorjan Andoni. Quanto avvenuto purtroppo rimette al centro dell’attenzione della comunità maceratese temi che le organizzazioni sindacali di categoria stanno promuovendo da tempo per garantire un miglioramento della sicurezza della qualità e della tutela del lavoro. La centralità del contratto nazionale edile, l’attivazione del badge di cantiere per rilevare le presenze dei lavoratori, l’accoglienza dei lavoratori in trasferta in campi base idonei e strategici per ridurre il rischio di infortunio casa/lavoro, le comunicazioni agli Enti bilaterali relative agli alloggi dei dipendenti ed una collaborazione costante, continua e di qualità di tutti i corpi intermedi e delle Istituzioni per scambiare dati ed informazioni utili alla creazione di tutti quegli strumenti di contrasto al lavoro irregolare. Ci auguriamo che le indagini siano il più rapide possibili per far luce su una dinamica quantomeno poco trasparente».

(redazione CM)

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