Peste suina, Coldiretti:
«Aiutare le aziende a proteggersi»

ALLARME - L'idea è fornire contributi per evitare che gli animali possano entrare in contatto con cinghiali che veicolano la malattia
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maiali

 

Allarme peste suina africana, Coldiretti Marche: «Il Psr (Programma sviluppo rurale, ndr) per proteggere gli allevamenti». Nel Nord Italia sono scoppiati focolai e nelle Marche c’è preoccupazione per i 7.600 allevamenti presenti (circa 107mila i suini). «Gli allevatori di maiali vanno aiutati ora più che mai perché alle difficoltà legate al mercato e all’aumento dei costi di produzione si aggiungono i rischi di contagio dei capi» dice Coldiretti Marche dopo la prima riunione della task force regionale chiamata per monitorare e prevenire l’insorgenza del virus. Recinzioni per proteggere gli allevamenti diventano così obbligatorie per evitare qualsiasi tipo di contatto tra animali allevati e cinghiali e, evidenzia Coldiretti, «per questo è bene agire in fretta per aprire la sottomisura 4.4 del Psr, dedicata agli investimenti non produttivi, per aiutare le aziende agricole in questo momento delicato economicamente ma impellente».

La peste suina africana è una malattia che si veicola attraverso i cinghiali. Non si trasmette all’uomo ma rappresenta comunque un pericolo per gli allevamenti suini. La sorveglianza prevede la partecipazione attiva anche degli agricoltori chiamati ad avvisare le autorità sanitarie regionali in caso di morte dei maiali allevati o di ritrovamento di cinghiali deceduti. A quel punto il Servizio veterinario e sicurezza alimentare della Regione procede con le analisi e, in presenza di un caso conclamato, fa scattare l’allarme e ordina una più stretta sorveglianza all’interno del territorio del comune interessato. Nelle Marche sui 7.600 allevamenti ci sono circa 265 aziende che allevano i capi in stato brado o semibrado: sono queste le realtà più esposte in questo particolare momento e che dovranno affrontare un investimento più oneroso per proteggere i propri animali.

 

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