La messa dei cocomeri:
celebrazione in difesa della natura
IL CASO - Don Rino Ramaccioni protagonista dell'iniziativa all'Abbadia di Fiastra dopo che il campo coltivato insieme a don Alberto Forconi è stato arato dalla Fondazione Giustiniani-Bandini
di Luca Patrassi
La messa dei cocomeri. Non passerà alla storia con il nome appena citato, ma pure la cerimonia religiosa che si è svolta questa mattina all’Abbadia di Fiastra è destinata a lasciare un solco nella delicata questione del campo di cocomeri coltivato da don Rino Ramaccioni, da don Alberto Forconi e dal custode della chiesa e arato alla vigilia o quasi del raccolto dalle truppe della Fondazione Giustiniani Bandini, guidata dall’ex sindaco di Macerata Giuseppe Sposetti. Il fine era dichiaratamente benefico, la coltivazione di cocomeri da destinare alle missioni indiane, la partenza era un po’ discutibile visto che ii cocomeri sono stati piantati in un terreno di proprietà di terzi. Vero è che siamo sempre nel terreno della solidarietà.
Da un lato due sacerdoti molto altruisti e dall’altro una Fondazione che deve la sua grande fortuna al lascito testamentario di una famiglia devotissima alla Chiesa ed il cui ultimo discendente ha lasciato scritto – uno stralcio campeggia sulla lapide commemorativa nell’abbazia – che bisognava tutelare il creato e chi, da secoli, quella terra lavora. Bene, i cocomeri sono stati arati, i due sacerdoti sono insorti, la Fondazione ha fatto silenzio: nulla di nuovo, il silenzio è una regola millenaria anche monastica. Oggi però – a darne notizia è la pagina Facebook del Sermit di Tolentino – c’è stato un rito religioso celebrato da don Rino Ramaccioni che ha indossato una tonaca verde, non solo per via dei temi trattati. Un rito al quale hanno partecipato diversi fedeli, anche a distanza ravvicinata e non tutti con la mascherina. Bene, dal sito del Sermit si ha notizia che «oggi all’Abbadia di Fiastra, nei presso dell’orto che è stato distrutto, alcuni fedeli hanno rivolto una preghiera a difesa della natura, al rispetto di madre terra». Sempre nella pagina social del Sermit si rende noto che «nell’incontro i fedeli hanno letto un bellissimo brano di Papa Francesco a tutela della natura troppe volte violata».
