Il piromane resta in Psichiatria,
si è scusato per gli incendi
INDAGINE CIGNO NERO - Il 33enne che vive a Pioraco è ritenuto l'autore di nove incendi, tra Camerino, Gagliole, Castelraimondo. Il giudice ha convalidato l'arresto. Al momento è ai domiciliari con braccialetto elettronico all'ospedale di Macerata
di Gianluca Ginella
Il piromane resterà ai domiciliari al reparto di Psichiatria dell’ospedale di Macerata. L’uomo, 33 anni, residente a Pioraco, era stato arrestato il 3 giugno. Poco prima aveva tentato di appiccare l’ennesimo rogo, questa volta al pronto soccorso di Camerino.
Aveva approfittato di qualche minuto in cui era rimasto solo nell’ambulatorio dove era stato accompagnano dai carabinieri per essere sottoposto ad una visita (che lui stesso aveva chiesto). In pochi secondi aveva smontato un pannello elettrico e usando del liquido per la disinfezione delle mani (che in parte contiene alcol) aveva appiccato il fuoco. Dopo quest’ultimo gesto i carabinieri lo hanno arrestato.
Oggi è comparso davanti al giudice Claudio Bonifazi del tribunale di Macerata per la convalida dell’arresto. Nel corso dell’udienza, assistito dall’avvocato Giovanna Sartori, ha detto che da tanti anni prova un malessere interiore a seguito di vicende personali che lo hanno portato a compiere questi gesti di cui si è detto pentito.
Il 33enne è indagato per aver appiccato una serie di incendi a partire dal 28 maggio scorso quando in un cantiere di Castelraimondo ha appiccato il fuoco a due camion (in quel caso ha pure aiutato gli operai del cantiere a spegnere le fiamme).

Da sinistra: il colonnello Nicola Candido, il capitano Roberto Cara, il luogotenente Claudio Fabbrizio
Sono seguiti due incendi in una officina di Gagliole, un altro nel cantiere di Castelraimondo, due a Camerino (uno in un pub, dove ha consumato un cocktail prima di entrare in bagno e appiccare il fuoco, l’altro è quello di alcuni bancali di legno vicino ad un negozio di animali). Quando ha appiccato il fuoco ai bancali il 33enne non si è accorto della presenza di una telecamera che ha ripreso la sua azione. I carabinieri comunque a lui erano già arrivati e lo stavano monitorando perché sospettato dei primi 4 incendi. Dopo i roghi di Camerino è scattata una perquisizione a casa sua, in un primo momento aveva negato, poi ha ammesso di essere l’autore degli incendi. Il giudice oggi dopo aver convalidato l’arresto ha disposto la misura dei domiciliari con braccialetto elettronico. Per ora starà al reparto di psichiatria in attesa di trovare una struttura idonea a ospitarlo. Il 33enne è ritenuto l’autore di nove incendi. Per i carabinieri il suo modo di agire era del tutto imprevedibile, tanto da chiamare l’indagine che ha portato al suo arresto Cigno Nero, legata ad una teoria sull’imprevedibilità di alcuni eventi.

