Vaccini nelle aziende,
Confartigianato in campo:
convenzioni con le strutture sanitarie

COVID - L'associazione ha trovato centri per la somministrazione nelle tre province di Macerata, Ascoli e Fermo. Il presidente Leonori: «Sono in attesa dell’autorizzazione dell’Asur regionale. Dei nostri associati stimiamo circa 5mila dipendenti e 12/15 mila titolari, soci e collaboratori potenzialmente vaccinabili»
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Confartigianato imprese Macerata-Ascoli-Fermo è pronta per l’avvio della Campagna vaccinale Covid-19 nei luoghi di lavoro: convenzioni con centri e strutture sanitarie sulle tre province.  In seguito alla sottoscrizione dello scorso 6 aprile del Protocollo nazionale per le vaccinazioni nei luoghi di lavoro, che contribuirà alla rapida realizzazione del Piano vaccinale, Confartigianato si è subito mobilitata intercettando le esigenze delle imprese. «La possibilità di anticipare la vaccinazione pubblica e quindi mettere quanto prima l’azienda in sicurezza – spiega l’associazione – è una grandissima opportunità che realizza il duplice obiettivo di concorrere ad accelerare e implementare a livello territoriale la capacità vaccinale anti Covid e a rendere, allo stesso tempo, più sicura la prosecuzione delle attività commerciali e produttive sull’intero territorio nazionale, accrescendo il livello di sicurezza degli ambienti di lavoro. In base al Piano nazionale, è possibile infatti avvalersi del coordinamento delle associazioni di categoria, per l’attuazione di piani aziendali per la predisposizione di punti straordinari di vaccinazione nei luoghi di lavoro, destinati alla somministrazione in favore dei lavoratori che ne abbiano fatto richiesta».  In questo contesto, Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo ha sottoscritto delle convenzioni con dei centri e delle strutture sanitarie private sulle tre province, che saranno messe a disposizione di tutte le imprese associate per la somministrazione del vaccino. Nel Maceratese sono:  Casa di cura privata Marchetti Srl (Macerata); Associati Fisiomed-Centro medico diagnostico e riabilitativo (Macerata); ClinicaLab divisione della Consulchimica Ambiente srl (Civitanova – Recanati); Laboratorio Analisi Chimico Cliniche Corib (Monte San Giusto); Prosalus Srl (Civitanova Marche). Oltre a queste ci sono le strutture Kos Care srl e 120 farmacie su tutto il territorio interprovinciale. 

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Renzo Leonori

«In questa fase organizzativa – dichiara il presidente interprovinciale, Renzo Leonori – le strutture selezionate sono in attesa dell’autorizzazione dell’Asur regionale e di tutte le precise disposizioni per l’effettiva attuazione della campagna vaccinale. È importante sottolineare che la campagna nazionale sta procedendo a grande ritmo e l’annunciata apertura dei vaccini alla fascia di età over 40 probabilmente ridimensionerà l’esigenza della vaccinazione aziendale. Criterio, quello anagrafico, che riteniamo il più efficace anche per le somministrazioni delle dosi di vaccino in azienda. Dei nostri associati sulle tre province di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo, stimiamo circa 5.000 dipendenti e 12/15 mila titolari/soci/collaboratori potenzialmente vaccinabili. Da parte nostra, con tutte le dovute cautele del caso, c’è il massimo impegno e collaborazione per concretizzare il progetto di vaccinazione aziendale, che auspichiamo possa avere una rapida realizzazione, salvo cambiamenti dovuti alla complessa macchina organizzativa ed ai numerosi fattori che ne determinano il funzionamento. Stiamo discutendo un ulteriore accordo con Federfarma Marche – aggiunge il Presidente Leonori – per organizzare una campagna incisiva. La Federfarma conta in regione circa 250 farmacie, di cui 120 dislocate nel territorio delle nostre tre province. Considerando la possibilità di effettuare dalle 4 alle 6 dosi l’ora, potremmo arrivare nelle Marche a garantire almeno 1.000 vaccini ogni 60 minuti». L’Associazione ha inoltre predisposto un modulo di pre-adesione che sta sottoponendo alle imprese al fine di organizzare tempestivamente e al meglio la gestione della campagna vaccinale, monitorando il numero dei lavoratori/titolari/soci disponibili a ricevere la somministrazione del vaccino e la scelta della struttura sanitaria. Per quanto riguarda le spese per la somministrazione, queste sono a carico del datore di lavoro, mentre la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe/aghi) e la messa a disposizione degli strumenti formativi previsti e degli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite, saranno a carico del Servizio sanitario nazionale.



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