Proteste per il capannone Nervi:
«Perché illuminare il degrado?»

PORTO RECANATI - Un gruppo di manifestanti si è riunito sotto il palazzo comunale per criticare il progetto che prevede l'utilizzo di un finanziamento regionale da 120mila euro
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La parole di Riccardo Agostinelli, portavoce del gruppo

 

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(foto-video Federico De Marco)

Protesta a Porto Recanati, nasce il comitato contro l’illuminazione del capannone Nervi. Un gruppo di manifestanti ha protestato oggi pomeriggio sotto il palazzo comunale di Porto Recanati con una serie di cartelloni appesi al corpo. C’era scritto: “Ho il Nervi a fior di pelle”, “no allo spreco, sì alla sicurezza” e “Perché illuminare il degrado”. Il riferimento è al progetto finanziato dalla Regione Marche con 120mila euro per l’illuminazione dell’ex stabilimento Montecatini noto come capannone Nervi dal nome del progettista Pierluigi Nervi che realizzò la struttura oggi esempio di archeologia industriale dell’epoca per gli elementi funzionali della struttura elevati ad architettura.

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Una delle manifestanti sotto al palazzo comunale

La struttura si trova nell’area di Scossicci e l’amministrazione comunale ha richiesto alla Regione un contributo per una riqualificazione che punta ad illuminare scenograficamente gli elementi strutturali e a realizzare una pista ciclabile che passa dal lato mare a fianco dell’edificio. Ma per un gruppo di cittadini quelle risorse sono buttate dal momento che la struttura è vincolata dalla Sovrintendenza e l’area attorno degradata. A fare da portavoce alla protesta Riccardo Agostinelli del gruppo “Capannone Nervi”: «siamo un gruppo di cittadini apolitici, oggi siamo qui per protestare contro l’illuminazione del capannone Nervi. Per noi non è opportuno spendere 120mila euro per illuminare un capannone che è vuoto, anzi che versa anche in condizioni di degrado con alcune parti del tetto cadute. Un progetto costoso che prevede faretti posizionati a terra che illuminano la nervatura dal costo di 1650 euro ciascuno. Tutta attorno è prevista anche una pista ciclabile, ci chiediamo se si è valutata bene l’ipotesi di realizzare una pista ciclabile dal lato mare quando in inverno le mareggiate arrivano a lambire la struttura». Il comitato se la prende anche con la Regione, responsabile a loro dire di non aver ben valutato l’impatto del finanziamento: «questo è un progetto che non ha senso, sono soldi buttati e anche la Regione ha la sua responsabilità nell’averlo finanziato. Occorre vedere e avere cura di capire dove vadano a finire questi soldi che sono fondi pubblici di tutti noi».

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Il capannone Nervi di Porto Recanati

 

 

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