Camerino nel Recovery plan
in difesa dei beni culturali
FONDI - Il governo ha stanziato 800 milioni per la realizzazione di depositi per salvaguardare le opere d'arte in caso di calamità. Le altre città sono Roma, Alessandria, Caserta e Piacenza
Camerino entra nel Recovery plan. La città ducale è stata inserita nel capitolo Sicurezza sismica: Recovery art conservation project è stata inserita la città ducale per il recupero della zona ex Casermette. Accanto a Roma, Alessandria, Caserta e Piacenza, ci sarà anche Camerino nel centro per il controllo dei Beni culturali attraverso la creazione di 5 depositi temporanei per la protezione dei beni culturali mobili in caso di calamità naturali a cui il Governo ha destinato 800 milioni di euro. «È una notizia bellissima – dice il sindaco Sandro Sborgia – si tratta di un progetto al quale abbiamo lavorato da subito, appena insediati perché non volevamo che quell’area, trascurata da lungo tempo, fosse abbandonata. Ho preso parte a diversi incontri in ministero proprio con l’intento di presentare il piano che avevamo pensato per l’ex Casermette e con un progetto realizzato insieme alla Curia e dall’Università di Camerino possiamo finalmente dire che potrà prendere forma».
